Organico dell’autonomia: può essere impiegato per coprire le sostituzioni temporanee fino a dieci giorni. È questa la novità prevista dalla bozza della Legge di Bilancio 2026 che introduce regole precise per la gestione delle supplenze docenti, modificando il comma 85 dell’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107 (Legge Renzi).
Le novità puntano a rendere più efficiente la gestione interna delle scuole, valorizzando il personale già in organico e garantendo continuità didattica agli studenti, senza sacrificare la flessibilità necessaria in contesti complessi.
Impatto pratico e vantaggi concreti per le scuole con l’organico dell’autonomia
L’introduzione di regole chiare sull’impiego dell’organico dell’autonomia porta vantaggi immediati.
Innanzitutto una riduzione dei costi poiché, con l’approvazione della Legge, le scuole possono ridurre la necessità di ricorrere a supplenti esterni, abbattendo le spese legate alle assenze di pochi giorni e ottimizzando la gestione dei docenti già presenti a scuola.
Una scelta simile implica, infatti, la valorizzazione del personale interno: docenti già presenti in organico vengono impiegati per le sostituzioni brevi, aumentando la responsabilità e il coinvolgimento.
Non da meno, è il reinvestimento dei risparmi nel MOF: fino al 15% del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa può essere destinato a progetti educativi, attività extracurriculari, formazione dei docenti e innovazione didattica.
Esempio pratico: una scuola secondaria con 20 supplenze brevi l’anno può risparmiare diverse migliaia di euro impiegando docenti interni, destinando parte di questi fondi al laboratorio digitale o a progetti di educazione civica innovativa.
Flessibilità e gestione mirata attraverso le supplenze su sostegno
Per gli insegnanti di sostegno e della scuola primaria, la normativa mantiene la possibilità di scegliere liberamente se utilizzare l’organico dell’autonomia o ricorrere a personale esterno.
Una tale flessibilità è fondamentale in contesti dove la continuità didattica è cruciale, ad esempio per alunni con disabilità o con bisogni educativi complessi.
Suggerimenti operativi per i dirigenti:
- Creare una mappatura del personale interno disponibile per sostituzioni temporanee.
- Pianificare le sostituzioni in anticipo, tenendo conto delle competenze specifiche dei docenti di sostegno.
- Monitorare l’uso dei risparmi per progetti didattici, garantendo trasparenza e rendicontazione chiara al MOF.
Organico dell’autonomia sui posti comuni: dal “può” al “deve”
Il cambiamento più rilevante riguarda le supplenze sui posti comuni delle scuole secondarie. Ora il dirigente deve utilizzare il personale dell’organico dell’autonomia per le sostituzioni fino a dieci giorni, salvo motivate esigenze didattiche.
Benefici immediati:
- Maggiore continuità didattica per gli studenti.
- Riduzione della dipendenza da supplenti esterni.
- Migliore pianificazione interna e ottimizzazione delle risorse.
Esempio operativo: in una scuola con 30 docenti interni disponibili, il dirigente può assegnare le supplenze brevi in modo strategico, evitando sprechi e migliorando l’efficienza complessiva della gestione scolastica.
Come i risparmi possono trasformarsi in opportunità
I risparmi derivanti dall’impiego dell’organico dell’autonomia possono diventare una vera opportunità per le scuole. Oltre al reinvestimento nel MOF, i dirigenti possono:
- finanziare laboratori STEM o digitali;
- organizzare corsi di aggiornamento e formazione continua per docenti;
- sostenere attività extracurriculari e progetti educativi innovativi.
Un simile approccio non solo aumenta la qualità dell’offerta formativa, ma premia le scuole che gestiscono in maniera efficiente il personale interno, creando un circolo virtuoso di risorse, competenze e innovazione.






