I nuovi percorsi straordinari per la specializzazione sul Sostegno INDIRE sono stati istituiti con la Legge n.106/2024 per rispondere alla carenza di insegnanti qualificati. Ebbene, l’introduzione di questi corsi ha suscitato l’opposizione da parte dei docenti già specializzati attraverso il tradizionale percorso TFA. Scopriamone le ragioni.
I percorsi di specializzazione con INDIRE
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà emanare, prima dell’avvio dei percorsi INDIRE, un proprio decreto atto a disciplinare tutti i dettagli concernenti questa tipologia di corsi. Nel dettaglio, il decreto del MIM dovrà stabilire:
- Il profilo del docente specializzato;
- I contenuti formativi;
- I requisiti di accesso;
- L’esame finale;
- La composizione della commissione esaminatrice;
- I criteri di selezione nel caso di un numero elevato di domande;
- I costi a carico dei partecipanti.
Un ulteriore elemento di interesse è la possibilità per coloro che hanno conseguito titoli di Sostegno all’estero di accedere ai corsi, a condizione di rinunciare al riconoscimento del titolo in Italia.
Criteri di partecipazione per i docenti con titolo di Sostegno conseguito all’estero
A proposito di docenti che hanno conseguito il titolo del Sostegno all’estero, l’art. 7 della Legge 106/2024 – che disciplina la materia – chiarisce che:
- Possono partecipare ai percorsi INDIRE solo coloro che alla data di entrata in vigore del D.L. 69/2024, ossia al 1° giugno 2024, hanno pendente oltre il termine di legge il procedimento amministrativo di riconoscimento (quindi solo se sono decorsi i 120 gg dalla data di protocollazione della domanda di riconoscimento), oppure hanno pendente un contenzioso per mancata conclusione nei termini del procedimento di riconoscimento (dunque solo nel caso in cui si abbia pendente un ricorso avverso il silenzio inadempimento ovvero il conseguente procedimento di ottemperanza in caso di perdurante inerzia della Ministero);
- All’atto dell’iscrizione al percorso INDIRE l’interessato dovrà rinunciare alla domanda di equipollenza del titolo estero;
- Con la rinuncia alla domanda di equipollenza si rimane inseriti con riserva nelle GPS, nelle GaE e nelle GM e si mantengono eventuali contratti di supplenza stipulati con riserva, oppure eventuali contratti di ruolo;
- Con il superamento dei percorsi di formazione si consegue il titolo di specializzazione sul sostegno per il solo grado relativo al percorso di formazione scelto;
- Conseguita la specializzazione con i corsi INDIRE si consolida la posizione giuridica di chi è stato assunto a tempo determinato o indeterminato e, dunque, si scioglie la riserva.
Modalità e tempi di partecipazione
I percorsi di specializzazione gestiti dall’INDIRE – Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa – verranno avviati nel 2025. Saranno rivolti ai docenti precari con almeno tre anni di servizio, negli ultimi cinque, sul Sostegno nelle scuole statali o paritarie.
Possono partecipare ai percorsi INDIRE anche i docenti che hanno ottenuto il titolo di specializzazione all’estero, a patto che si rispettino i criteri sopraelencati.
I partecipanti acquisiranno un minimo di 30 CFU, con costi interamente a loro carico, e dovranno sostenere una prova finale dinanzi a una commissione mista. In caso di domanda eccessiva, un DM del MIM definirà i criteri di selezione, tenendo conto di anzianità e titoli per garantire trasparenza e equità.
Questi percorsi sono pensati come misura transitoria e saranno validi fino al 31 dicembre 2025.
L’opposizione dei docenti specializzati ai nuovi percorsi INDIRE
Nonostante le potenziali opportunità offerte dai nuovi percorsi formativi, gli insegnanti già specializzati sul Sostegno in Italia hanno espresso una forte contrarietà all’introduzione dei corsi straordinari INDIRE.
I docenti in questione sostengono che il percorso INDIRE semplifichi troppo il processo di qualificazione rispetto alla formazione che loro stessi hanno affrontato e che prevede 60 CFU, 300 ore di tirocinio pratico, esami specialistici e un impegno economico rilevante.
Difatti, rispetto ai nuovi percorsi INDIRE, i percorsi tradizionali richiedono un investimento maggiore in termini di tempo, denaro e impegno personale, garantendo al contempo una preparazione più solida e riconosciuta a livello nazionale.
Secondo il Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati, l’introduzione dei percorsi INDIRE rischia di saturare ulteriormente le Graduatorie di Sostegno (GPS), già piene in diverse province, specialmente per la classe di concorso ADSS al Centro-Sud.
Dunque, i docenti già specializzati chiedono l’istituzione di una graduatoria permanente secondo l’articolo 13 del DM 249/2010, che dia priorità assoluta ai docenti già specializzati.
Il vantaggio dovrebbe riguardare sia le immissioni in ruolo, sia le nomine di convocazione per le supplenze, al fine di tutelare la qualità dell’insegnamento.






