Con l’avvicinarsi delle consultazioni elettorali del 2025, migliaia di cittadini italiani saranno chiamati a svolgere ruoli fondamentali nel funzionamento dei seggi: scrutatore, segretario, presidente di seggio o rappresentante di lista.
Le suddette figure godono di un diritto inoppugnabile all’astensione dal lavoro per l’intera durata delle operazioni di voto e di scrutinio, senza possibilità di prestare alcuna attività lavorativa nei giorni interessati.
Comprendere con precisione modalità, tempi e documentazione è essenziale per evitare fraintendimenti e garantire il corretto svolgimento delle elezioni.
Diritti di astensione e tutela economica
I lavoratori dipendenti, pubblici e privati, designati per funzioni presso i seggi elettorali non perdono la retribuzione né sono tenuti a recuperare ore o giorni di lavoro.
Difatti, l’assenza è equiparata a normale servizio e non comporta decurtazioni salariali né obbligo di recupero (art. 1256 c.c.). Questo meccanismo si applica a tutti coloro che, in occasione di consultazioni parlamentari, europee, regionali, comunali o referendarie, ricoprono incarichi di:
- scrutatore o segretario di seggio;
- presidente di seggio;
- rappresentante di lista.
In particolare, il presidente di seggio – figura responsabile, anche penalmente, del corretto svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio – beneficia di un’assoluta astensione dal servizio a partire dall’allestimento del seggio fino alla chiusura dello spoglio, indipendentemente dall’orario di convocazione effettiva.
Adempimenti e documenti utili
Per legittimare l’assenza, il dipendente deve consegnare al proprio datore di lavoro la documentazione ufficiale che attesta la nomina e le giornate di servizio. Nel dettaglio:
- Gli scrutatori e segretari presentano il decreto di nomina rilasciato dal comune e devono dichiarare gli orari di inizio e fine servizio presso il seggio;
- I Presidenti di seggio allegano al decreto di nomina una dichiarazione firmata anche dal vicepresidente, con i turni di operatività giornaliera;
- I Rappresentanti di lista forniscono un certificato emesso dal presidente di seggio che riporta tipologia di consultazione, orari di presenza e giorni di voto e scrutinio.
Tali adempimenti, previsti dalla normativa vigente sulle consultazioni elettorali, consentono al datore di lavoro di giustificare l’assenza senza procedere a trattenute in busta paga né a richieste di recupero ore.
Seggi all’interno delle scuole: sospensione delle lezioni e mobilità del personale
Nel momento in cui un istituto scolastico ospita un seggio elettorale, le attività didattiche vengono sospese per garantire sicurezza e regolarità del voto.
Il personale docente e ATA assegnato a quel plesso è esonerato dal servizio, ma il dirigente scolastico può disporne la temporanea ricollocazione in altri edifici per assicurare la continuità delle lezioni.
Tali assenze, anche in caso di turni di allestimento e scrutinio che si protraggano oltre l’orario scolastico, sono considerate del tutto legittime e non danno luogo a decurtazioni o obblighi di recupero.
Conoscere dettagliatamente diritti, iter e documentazione associata ai permessi elettorali è cruciale per tutelare sia i lavoratori incaricati sia gli enti che li ospitano, assicurando un equilibrato bilanciamento tra dovere civico e rispetto dei contratti di lavoro.



