Un interessante report europeo fornisce spunti significativi sul cambiamento della percezione scolastica da parte di studenti, genitori e docenti. Il contesto suggerisce un’evoluzione delle priorità curricolari verso discipline considerate più pertinenti al mondo contemporaneo (in particolare, Matematica), mentre alcune materie tradizionali vengono ritenute superate (Religione e Greco-Latino). Si tratta di uno scenario che richiama l’attenzione di dirigenti scolastici e responsabili della programmazione didattica sulla necessità di allineare l’offerta formativa con le esigenze educative attuali.
Il valore percepito delle discipline: il ritorno della Matematica
Secondo il Report GoStudent 2025, che ha coinvolto più di 11.000 partecipanti tra studenti, docenti e genitori in sei Paesi europei, la Matematica emerge come la materia preferita dal 19% degli studenti, seguita da Lingua e letteratura (12%) ed Educazione fisica (12%).
Nello specifico, il trend in questione è condiviso da diversi Paesi, inclusa l’Italia, confermando un rinnovato interesse verso le scienze esatte.
Il rapporto con il docente si rivela un fattore determinante: la disciplina preferita spesso coincide con l’insegnante più apprezzato. Il 15% degli intervistati indica, infatti, il docente di Matematica come il proprio preferito.
Tali dati suggeriscono quanto la qualità dell’insegnamento incida sull’atteggiamento positivo nei confronti della materia e pongono l’accento sulla formazione iniziale e in servizio degli insegnanti (rif. D.Lgs. 59/2017, art. 2 e seguenti).

Materie percepite come obsolete: la disconnessione con la realtà educativa
Parallelamente, alcune discipline risultano sempre meno rilevanti secondo la percezione di studenti e famiglie.
Tra queste figurano:
- Danza (30%);
- Religione (29%);
- Lingue antiche (25%);
- Teatro (21%);
- Musica (18%).
I genitori confermano in gran parte questo giudizio, con Religione (23%) e Lingue antiche (21%) tra le meno utili. Tuttavia, colpisce il dato su Matematica (16%) e Informatica (15%), considerate marginali da una quota significativa di genitori.
Gli insegnanti, invece, indicano l’Informatica come la disciplina con il minor valore percepito (22%), seguita da Matematica (16%), Lingue moderne e Religione (15%), e Lingue antiche (13%).
Questa divergenza evidenzia criticità nella progettazione dei curricoli e nella loro aderenza ai fabbisogni formativi e professionali.
Le criticità programmatiche: contenuti astratti e lontani dal vissuto
Una delle principali ragioni del disallineamento individuato dagli insegnanti riguarda l’eccessiva astrattezza dei contenuti, soprattutto nelle materie scientifiche.
La matematica, ad esempio, viene ritenuta scarsamente applicabile alla vita quotidiana.
Alcuni docenti sottolineano come molte delle nozioni trattate siano obsolete o sostituibili dalle tecnologie moderne.
Tutte considerazioni che sollevano la necessità di un adeguamento dei programmi scolastici ai sensi delle Linee guida per i nuovi curricoli (DM 254/2012), enfatizzando competenze invece che solo contenuti.
Si impone, pertanto, una riflessione sistemica sul Collegio dei docenti (art. 7, D.Lgs. 297/1994) quale luogo per l’adattamento della didattica ai contesti contemporanei, mediante un uso più marcato delle metodologie attive e interdisciplinari.

Le nuove istanze educative: competenze per il XXI secolo
I partecipanti al report avanzano richieste concrete per l’inserimento di materie innovative e funzionali al contesto sociale e lavorativo contemporaneo.
Le priorità individuate comprendono:
- Cybersicurezza;
- Intelligenza artificiale;
- Etica digitale;
- Gestione dello stress;
- Educazione finanziaria;
- Salute mentale;
- Pensiero critico.
Si tratta, ad ogni modo, di proposte che si collocano nel quadro delle Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente (2018/C 189/01), e richiamano l’art. 1 del DPR 275/1999 nel suo riferimento all’autonomia scolastica, quale leva di innovazione ed equilibrio tra saperi disciplinari e competenze trasversali.
Implicazioni operative per le istituzioni scolastiche
Per i dirigenti scolastici e i team di progettazione didattica, questi segnali rappresentano un’opportunità strategica di aggiornamento del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) ai sensi dell’art. 3 del DPR 275/1999, in modo da includere percorsi orientati a:
- rivedere la distribuzione oraria delle discipline nella secondaria;
- promuovere laboratori multidisciplinari di educazione civica (Legge 92/2019);
- valorizzare la progettazione modulare e le Unità di Apprendimento (UDA) che integrino competenze trasversali;
- potenziare l’uso delle tecnologie digitali a sostegno dell’apprendimento esperienziale.
Adeguare l’offerta formativa alle istanze emerse nel contesto europeo significa anche sostenere la personalizzazione dell’insegnamento e il contrasto alla dispersione scolastica, in coerenza con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), missione 4, componente 1.






