Polemica a Buccinasco: il libro di Veltroni sulla Costituzione divide politica e genitori

Rosalia Cimino

25 Febbraio 2025

Libro La più bella del Mondo

Polemica a Buccinasco: il libro di Veltroni sulla Costituzione divide politica e genitori

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A Buccinasco, comune alle porte di Milano, l’iniziativa del sindaco Rino Pruiti e dell’assessore alla Cultura Martina Villa di distribuire nelle scuole primarie il libro “La più bella del mondo” di Walter Veltroni ha scatenato un acceso dibattito politico e sociale. 

Il testo, che mira a spiegare la Costituzione italiana ai più giovani attraverso storie illustrative, è stato accusato dalla Lega di promuovere un’ideologia politica e temi ritenuti inappropriati per gli studenti delle scuole elementari. Scopriamo cosa è accaduto.

“La più bella del mondo”: un viaggio nella Costituzione per i giovani

Il libro di Walter Veltroni, La più bella del mondo, si propone come un’opera che avvicina i giovani alla Costituzione italiana, narrando i suoi principi fondamentali in un linguaggio semplice e accessibile. 

Il testo racconta 12 storie di bambini – alcune basate su fatti realmente accaduti, altre di fantasia – che incarnano i valori di libertà, uguaglianza e solidarietà, attraverso esempi concreti tratti dalla nostra storia. 

Una delle storie emblematiche è quella di Pio La Torre, il leader contadino e antimafia, il cui sacrificio ha segnato profondamente la lotta contro la criminalità organizzata. 

L’opera non si limita solo a trattare temi storici e sociali, ma tocca anche argomenti come l’inclusività e la parità di genere, per promuovere una visione aperta e progressista della società. 

Il libro, dunque, si configura come uno strumento educativo che stimola la riflessione critica sui valori democratici, ma anche sul nostro passato e sulle lotte che hanno segnato la storia d’Italia. 

Non si tratta di un testo “politico” nel senso stretto del termine, ma di un invito a comprendere e apprezzare la Costituzione, che è la base su cui si fonda la convivenza civile del nostro Paese.

Accuse di indottrinamento e reazioni politiche

La Lega, per voce del deputato Rossano Sasso, ha sollevato critiche riguardo alla distribuzione del libro, definendolo un tentativo di indottrinamento politico. 

Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso indignazione sui social media, definendo “gravissimo” che rappresentanti istituzionali distribuiscano testi politicamente orientati a bambini di 10 anni senza il consenso dei genitori. 

Le critiche si concentrano su alcuni passaggi del libro, tra cui la narrazione di un bambino che indossa scarpe con i tacchi, interpretata come promozione dell’ideologia gender

Tuttavia, questo episodio si ispira alla storia reale di Pio La Torre, figura simbolo della lotta alla mafia, che da bambino, a causa della povertà, era costretto a indossare le scarpe della zia – le uniche che possedeva – per andare a scuola

Difesa dell’iniziativa e autonomia scolastica

Esponenti del Partito Democratico hanno difeso l’iniziativa, sottolineando che il libro ha l’obiettivo di educare i giovani ai principi costituzionali. 

Il senatore Walter Verini ha criticato le accuse della Lega, evidenziando che la storia del bambino con le scarpe della zia è un riferimento alla difficile infanzia di Pio La Torre, e non ha alcuna connotazione legata all’ideologia gender.

Il sindaco Pruiti ha espresso sconcerto per le polemiche, ribadendo l’importanza di promuovere la conoscenza della Costituzione tra i giovani e difendendo l’autonomia decisionale delle istituzioni scolastiche nella scelta dei materiali didattici.

La vicenda ha portato l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia ad avviare verifiche sulla procedura di distribuzione del libro, in seguito alle segnalazioni di alcuni genitori

L’episodio solleva interrogativi sul ruolo delle istituzioni nell’educazione civica e sulla sensibilità verso temi sociali e culturali nell’ambito scolastico.

Il ruolo della scuola nella formazione civica dei giovani

La vicenda di Buccinasco riaccende il dibattito sul ruolo della scuola nella formazione civica delle nuove generazioni

L’istruzione pubblica non si limita a trasmettere conoscenze disciplinari, ma ha il compito fondamentale di educare i cittadini del futuro ai valori della democrazia, dell’uguaglianza e della partecipazione. 

La Costituzione italiana, che rappresenta il fondamento della nostra società, dovrebbe essere al centro dell’insegnamento scolastico, indipendentemente dalle sensibilità politiche. 

La scuola deve restare uno spazio di crescita critica, in cui i ragazzi possano sviluppare consapevolezza e autonomia di pensiero, senza essere strumentalizzati in polemiche politiche che rischiano di distogliere l’attenzione dal vero obiettivo: formare cittadini responsabili e informati.