Lunedì 22 settembre 2025 l’Italia si ferma. Lo sciopero generale per Gaza, indetto dall’Unione sindacale di base, tocca trasporti, scuola, università e servizi pubblici. La protesta, che abbraccia tutto il Paese, vuole esprimere solidarietà alla popolazione palestinese e chiedere lo stop alla vendita di armi a Israele.
Trasporti e servizi pubblici in tilt per lo sciopero generale per Gaza
Lo sciopero generale per Gaza, valido per 24 ore, coinvolge treni regionali, autobus, tram e metro. Milano, Roma, Torino, Napoli e Firenze segnalano disagi diffusi, con linee interrotte fuori dalle fasce di garanzia.
- Milano: metro M4 chiusa e pesanti rallentamenti su tram e bus.
- Roma: riduzioni su metro e autobus, con cortei che aggravano la viabilità.
- Livorno: varchi portuali bloccati, presidio dei lavoratori al porto.
Nei settori logistici e nei porti la mobilitazione è massiccia, mentre il trasporto aereo rimane escluso dallo sciopero.
Manifestazioni e cortei in tutta Italia per lo sciopero generale per Gaza
Lo sciopero generale per Gaza vede decine di città coinvolte in cortei, presidi e blocchi stradali. A Torino e Roma gli studenti hanno occupato ingressi universitari, a Bologna e Napoli si registrano manifestazioni di piazza.
L’obiettivo, spiegano i sindacati promotori, è “fermare l’economia di guerra” e chiedere un impegno concreto del governo italiano e dell’Unione Europea per il cessate il fuoco immediato a Gaza.
Sciopero generale per Gaza e scuole: cosa succede oggi
Il settore dell’istruzione è tra i più colpiti dallo sciopero generale per Gaza. Migliaia di insegnanti, personale scolastico e studenti hanno aderito alla mobilitazione, provocando la sospensione delle lezioni in diversi istituti.
A Roma, Torino e Napoli molti atenei hanno visto blocchi agli ingressi, con assemblee e sit-in organizzati dai collettivi studenteschi. Le università partecipano in prima linea, mentre in numerose scuole superiori le attività didattiche risultano ridotte o annullate.
Lo sciopero conferma il forte coinvolgimento del mondo della scuola nella protesta, a testimonianza di un movimento che unisce lavoratori e studenti sotto la stessa richiesta: pace e giustizia per Gaza.
Gaza sotto assedio: migliaia di vittime e bambini senza futuro
A Gaza la situazione è drammatica e peggiora di giorno in giorno. L’esercito israeliano ha avviato una massiccia offensiva su Gaza City, colpendo la zona con bombardamenti aerei e attacchi di terra.
Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, le vittime, dall’inizio dell’offensiva, superano le 65.000 persone, tra cui migliaia di bambini, che hanno perso la vita sotto le macerie delle case bombardate o a causa della mancanza di cure mediche.
I bombardamenti recenti sono particolarmente intensi: solo in una giornata sono morte centinaia di persone, principalmente nella città di Gaza. L’offensiva superiore “senza precedenti” mira a colpire Hamas e altre organizzazioni armate.
Le forze israeliane hanno chiuso le principali vie di fuga da Gaza City, rendendo complicata l’evacuazione per molti civili. Migliaia di persone, nonostante gli appelli a lasciare il Paese, sono ancora intrappolate nella città senza vie di fuga sicure.
La popolazione vive in condizioni disperate: manca acqua potabile, il cibo è sempre più scarso, gli ospedali funzionano a fatica o sono stati distrutti e molte famiglie dormono all’aperto.
La comunità internazionale esprime preoccupazione crescente, con diversi Paesi che hanno riconosciuto lo Stato palestinese come segnale politico, ma Israele continua a rifiutare ogni ipotesi di soluzione negoziata.
Nel frattempo, la popolazione civile resta la più colpita, in un conflitto che ha trasformato Gaza in un’enorme emergenza umanitaria.





