Dal 9 al 14 giugno si terranno gli scrutini finali dell’anno scolastico 2024-2025 della scuola Secondaria di I e di II grado, un appuntamento sempre decisivo nell’ambito della valutazione degli studenti, che quest’anno porta con sé importanti novità normative che riguardano il credito scolastico e la valutazione del comportamento.
Scuola Secondaria di II Grado: procedure per gli scrutini finali
Il processo di valutazione
Nella scuola secondaria di II grado, la valutazione finale degli studenti segue un iter ben definito dal DPR n. 122/2009.
Ogni docente propone un voto per la propria disciplina, basandosi su un congruo numero di prove effettuate durante l’anno.
Il Consiglio di Classe, presieduto dal dirigente scolastico o da un delegato, discute collegialmente le proposte.
La decisione finale si raggiunge con un assenso unanime o, in caso di disaccordo, tramite voto di maggioranza, come stabilito anche dal Decreto Regio n. 653/1925.
Questo garantisce trasparenza e uniformità nel processo valutativo, tutelando sia gli studenti che i docenti da decisioni arbitrarie.
È fondamentale che ogni proposta di voto rispecchi un giudizio motivato, in modo da evitare discrepanze significative che potrebbero generare contenziosi.

Implicazioni operative
Per i dirigenti scolastici e i coordinatori di classe diventa essenziale monitorare la correttezza delle procedure durante gli scrutini finali.
Ecco perchè un calendario chiaro e un’adeguata preparazione documentale sono indispensabili per gestire eventuali divergenze nel Consiglio di Classe.
Inoltre, la registrazione accurata dei voti e delle motivazioni risulta decisiva per eventuali ricorsi.
Novità sul Credito Scolastico per la Secondaria di II Grado
Impatto del voto di condotta
Con la Legge n. 150 del 1° ottobre 2024, che modifica il Decreto Legislativo n. 62/2017, vengono introdotte rilevanti novità per l’attribuzione del credito scolastico.
Il nuovo comma 2-bis dell’articolo 15 stabilisce che il punteggio massimo nella fascia di credito spettante, calcolato sulla base della media dei voti, può essere assegnato solo se il voto di condotta è pari o superiore a 9/10.
Tuttavia, si tratta di un requisito che, sebbene necessario, non è sufficiente da solo: la media dei voti rimane determinante.
Ad esempio, uno studente di terza con una media di 7,9 e un voto in condotta di 8 ottiene 9 punti di credito invece di 10, perdendo un punto prezioso per l’Esame di Stato.

Conseguenze per gli studenti
La buova normativa pone maggiore enfasi sul comportamento, rendendolo di fatto un fattore chiave per l’accesso al punteggio massimo di credito scolastico.
Gli studenti con un voto di condotta pari a 6 vedono il giudizio sospeso e devono produrre un elaborato critico su cittadinanza attiva da discutere in una sessione di verifica. In caso di mancata presentazione, non accedono alla classe successiva.
Per il secondo biennio o l’ultima classe, un voto di 6 in condotta preclude l’ammissione all’Esame di Stato, mentre voti di 7 o 8 limitano il credito al punteggio minimo della fascia.
Applicazione pratica
Per i docenti è cruciale comunicare agli studenti l’importanza del comportamento durante l’anno scolastico.
Istituire momenti di confronto e attività di educazione civica può, infatti, contribuire a prevenire valutazioni insufficienti. I dirigenti, invece, devono assicurare che i regolamenti interni riflettano queste novità, formando il personale su come gestire situazioni di giudizio sospeso o non ammissione.

Valutazione del Comportamento nella Secondaria di I Grado
Modifiche normative
Anche per la scuola Secondaria di I grado, la Legge n. 150/2024 introduce cambiamenti significativi.
A partire dall’anno scolastico 2024/2025, il comportamento non sarà più espresso con un giudizio sintetico, ma con un voto numerico in decimi, in modo da allinearsi al sistema della Secondaria di II grado.
Per l’ammissione alla classe successiva o all’Esame di Stato, è necessario ottenere almeno un voto di 7 in condotta. Sebbene la norma non lo specifichi esplicitamente, è plausibile che il voto di comportamento contribuisca alla media complessiva dello studente e influenzi il giudizio finale.
Implicazioni per la Didattica
L’innovazione richiede un adattamento da parte dei docenti, chiamati a valutare il comportamento con criteri oggettivi e trasparenti.
Un voto numerico implica una maggiore attenzione alla documentazione di episodi rilevanti durante l’anno.
Per gli studenti, un voto insufficiente in condotta potrebbe rappresentare un ostacolo significativo, rendendo fondamentale il dialogo con le famiglie per affrontare eventuali criticità comportamentali.
Azioni consigliate
Per quanto riguarda i dirigenti scolastici, gli stessi devono aggiornare i documenti interni, come il PTOF, per includere i nuovi criteri di valutazione del comportamento.
A tal fine è utile organizzare momenti formativi per i docenti per illustrare come assegnare i voti in condotta e come gestire situazioni complesse.
Inoltre, coinvolgere gli studenti in progetti di cittadinanza attiva può favorire comportamenti positivi e, di conseguenza, ridurre il rischio di valutazioni negative.

Conclusioni operative per la gestione degli scrutini
Le novità introdotte per gli scrutini finali 2024/2025, in particolare riguardo al credito scolastico e alla valutazione del comportamento, rappresentano un cambiamento significativo per le scuole secondarie.
Per una gestione efficace, si suggeriscono i seguenti passi:
- Formazione del Personale: Organizzare incontri per aggiornare i docenti sulle nuove normative.
- Comunicazione agli Studenti: Informare chiaramente gli alunni e le famiglie sui criteri di valutazione, soprattutto per il comportamento.
- Documentazione Accurata: Registrare con precisione voti e motivazioni durante gli scrutini, per tutelarsi in caso di ricorsi.
- Supporto Educativo: Implementare attività di educazione civica per migliorare il comportamento degli studenti.
Adottare un approccio proattivo permette di affrontare gli scrutini finali con serenità e garantisce equità e conformità alle norme vigenti.






