Social media e rendimento scolastico fra gli adolescenti: i dati allarmanti dell’ISS

Rosalia Cimino

7 Ottobre 2025

Social media e rendimento scolastico: ragazzi col cellulare a scuola

Social media e rendimento scolastico fra gli adolescenti: i dati allarmanti dell’ISS

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Social media e rendimento scolastico: un rapporto inversamente proporzionale che fa discutere e sta creando non poche preoccupazioni in ambito educativo e psicologico. Secondo recenti dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), riportati dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, la percentuale di bocciature tra i ragazzi dagli 11 ai 13 anni passa dal 6,4% senza social media al 16,9% con uso regolare degli stessi.

Il fenomeno, illustrato durante la presentazione del volume dello psichiatra Franco De Masi, No Smartphone – Come proteggere la mente dei bambini e degli adolescenti, solleva interrogativi sulla gestione consapevole del digitale a scuola e a casa.

Social media e rendimento scolastico: come il digitale impatta a scuola

L’analisi dell’ISS su social media e rendimento scolastico evidenzia come l’uso intenso del cellulare e altri dispositivi non influisca solo sulle prestazioni scolastiche, ma può avere effetti negativi anche sul benessere emotivo e cognitivo dei ragazzi. Tra le principali criticità emerse:

  • Distrazione durante lo studio e ridotta concentrazione;
  • Maggiore rischio di ansia, stress e insonnia;
  • Minore capacità di gestire il tempo e le priorità.

I dati indicano un aumento significativo delle bocciature, suggerendo che il digitale, se non gestito con attenzione, può trasformarsi da strumento educativo a fattore di rischio per la carriera scolastica.

Strategie per un uso consapevole dei social media

Docenti e genitori giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione degli effetti negativi dei dispositivi elettronici. Alcune strategie efficaci affinchè il rapporto social media e rendimento scolastico non sia più strettamente interconnesso includono:

  1. Orari di utilizzo regolamentati: stabilire momenti precisi per lo studio e per il tempo libero digitale.
  2. Educazione digitale: insegnare ai ragazzi a riconoscere contenuti pericolosi o poco costruttivi.
  3. Monitoraggio e dialogo: discutere insieme delle attività online e delle esperienze sui social.
  4. Attività alternative: promuovere sport, hobby e momenti di socialità reale per bilanciare il tempo davanti agli schermi.

Il libro di Franco De Masi approfondisce queste tematiche, offrendo strumenti concreti per proteggere la salute mentale e il successo scolastico dei più giovani, in quanto l’allarme lanciato dall’ISS conferma che social media e rendimento scolastico sono strettamente correlati negli adolescenti.

Un uso consapevole del digitale, supportato da genitori e insegnanti, è fondamentale per trasformare i social media in strumenti utili alla crescita, evitando che diventino un ostacolo alla formazione e al benessere dei ragazzi.

Le misure del Ministero

Fra le misure adottate per contrastare questo preoccupante fenomeno, il Ministero dell’Istruzione ha deciso di vietare l’uso dello smartphone a scuola. La Disposizione Ministeriale n. 3392 stabilisce, infatti, che qualsiasi dispositivo elettronico personale – compreso il cellulare – debba rimanere spento per l’intera durata dell’orario scolastico, inclusi i momenti di ricreazione. 

Non è consentito l’utilizzo nemmeno per finalità didattiche, segnando una linea di confine netta. Ogni istituto, nel rispetto della propria autonomia, dovrà aggiornare il Regolamento d’Istituto e il Patto di Corresponsabilità Educativa. 

Le sanzioni previste seguiranno una progressione che parte dal semplice richiamo verbale fino al sequestro temporaneo del dispositivo, con restituzione in alcuni casi esclusivamente ai genitori. In questo modo, le famiglie diventano parte attiva nel processo educativo e disciplinare.

Gli effetti benefici del provvedimento

Il provvedimento non è soltanto una misura disciplinare, ma un vero e proprio cambio di paradigma culturale. Limitare l’uso degli smartphone in classe significa riportare l’attenzione sulla relazione diretta, sul dialogo e sulla socialità

Per gli studenti, si tratta di una sfida che potrà contribuire a migliorare l’equilibrio tra vita digitale e vita reale, riducendo i rischi legati all’abuso tecnologico.

In prospettiva, la norma ministeriale sul divieto di smartphone a scuola potrebbe incidere positivamente non solo sul rendimento scolastico, ma anche sulla salute psicofisica delle nuove generazioni, segnando l’inizio di un approccio educativo più consapevole.