Stipendi pubblici: chi guadagna di più nella PA secondo la Ragioneria dello Stato

Rosalia Cimino

28 Luglio 2025

Banconote volanti

Stipendi pubblici: chi guadagna di più nella PA secondo la Ragioneria dello Stato

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Il Conto annuale redatto dalla Ragioneria Generale dello Stato offre una fotografia dettagliata degli stipendi percepiti dai lavoratori della Pubblica Amministrazione italiana. 

I dati si riferiscono alla retribuzione lorda annuale, comprensiva di tredicesima e indennità, ma al netto di voci non strutturali come buoni pasto e assegni familiari.

Le cifre evidenziano forti disparità tra comparti, con differenze significative legate al grado di specializzazione, responsabilità istituzionali e anzianità di servizio. Il quadro che emerge mostra un’amministrazione pubblica stratificata e non priva di squilibri retributivi.

I comparti più pagati: magistrati, prefetti e diplomatici in vetta

Ai vertici della classifica si trovano i comparti ad alta qualificazione e responsabilità, professioni che richiedono percorsi formativi selettivi e spesso prevedono un avanzamento stipendiale legato all’anzianità e agli incarichi ricoperti:

  • Magistratura: 152.500 euro lordi annui
  • Prefettura: 138.500 euro
  • Diplomazia: 103.200 euro
  • Settore penitenziario: 95.700 euro

Fanalino di coda fra i comparti maggiormente pagati, il settore Università con professori e ricercatori che percepiscono uno stipendio pari a circa 66.900 euro annui.

Sicurezza, sanità e istruzione: fasce intermedie e basse

In una fascia intermedia, con stipendi superiori alla media generale ma lontani dai picchi delle carriere apicali, troviamo:

  • Forze armate: 47.200 euro
  • Polizia: 46.000 euro
  • Sanità nel settore pubblico: 43.900 euro
  • Amministrazioni centrali: 41.700 euro

Più in basso, con le retribuzioni medie più contenute, figurano gli enti locali (comuni, province, regioni) con 33.800 euro annui e il settore scuola e personale tecnico-amministrativo della ricerca, con 33.100 euro all’anno.

Questi settori, pur essendo fondamentali per il funzionamento del Paese, riflettono una scarsa valorizzazione economica, dovuta anche alla struttura dei contratti collettivi nazionali e al limitato accesso a indennità aggiuntive.