Ieri sera su Rai1 è andata in onda la prima puntata di Un Professore 3, con Alessandro Gassmann nei panni di Dante Balestra, un docente di Filosofia del liceo Leonardo Da Vinci di Roma. La serie, giunta alla sua terza stagione, non si limita a raccontare vicende scolastiche: mette in luce il rapporto autentico tra insegnante e studenti, le sfide della maturità e le dinamiche emotive che caratterizzano la vita adolescenziale.
Dante Balestra non è un professore qualunque: con il suo approccio empatico e filosofico, riesce a cogliere le diversità di ogni ragazzo, stimolandone curiosità, senso critico e partecipazione attiva.
Attraverso dialoghi ben scritti e situazioni quotidiane, Un Professore 3 invita il pubblico a riflettere su cosa significhi davvero educare, mostrando come un docente capace di ascoltare e comprendere possa fare la differenza nella vita degli studenti, non solo a livello accademico ma anche personale.
Prima puntata di Un Professore 3: “Shakespeare e la maturità”
Nell’episodio inaugurale di Un Professore 3, Dante Balestra torna al liceo Da Vinci con una doppia sfida: traghettare la 5ª B verso la maturità e affrontare i cambiamenti nella sua vita privata.
Dopo il suo ricovero, con cui si era chiusa la seconda stagione, Dante e suo figlio Simone si trasferiscono a casa della nonna Virginia, un passo che segna un nuovo inizio per entrambi.
Nel frattempo, al liceo arriva Irene Alessi (Nicole Grimaudo), la nuova preside, che porta con sé una visione scolastica rigida ma ambiziosa. I suoi valori, però, si scontrano immediatamente con l’approccio filosofico e flessibile di Dante.
La maturità, tema centrale, non è solo un esame da superare, ma un momento esistenziale: Dante usa Shakespeare non solo per insegnare letteratura, ma per far riflettere i suoi studenti sul senso della vita, della scelta e del destino.
Il primo episodio mette inoltre a fuoco alcune tensioni relazionali: Simone fatica a superare la separazione da Mimmo, mentre alcuni studenti si confrontano già con i dubbi sul loro futuro.
Il delicato equilibrio tra i drammi personali e le lezioni in classe crea un’atmosfera autentica, molto vicina alle esperienze di molti liceali reali: la maturità non è solo un voto, ma un punto di svolta che solleva ansie, speranze e responsabilità.
Seconda puntata: “Gorgia e il caso” in Un Professore 3
Nel secondo episodio della fiction Un Professore 3, la filosofia diventa ancora più centrale. Il titolo fa riferimento a Gorgia, il sofista greco, e suggerisce come il potere del linguaggio e la retorica possano essere strumenti per affrontare casi complessi della vita reale.
Dante si trova a gestire non solo la didattica, ma anche le dinamiche interne alla scuola: il rapporto con la preside Alessi si fa più teso, e emergono segreti tra i docenti.
Sul versante degli studenti, i nuovi arrivati portano stimoli e conflitti: Leone Rocci (Dario Aita), il professore di fisica ex allievo di Dante, entra in scena con il suo stile severo e una visione scientifica del mondo che contrasta con la filosofia di Balestra.
La convivenza tra metodo filosofico e rigore scientifico genera dibattiti nella classe, ma anche opportunità di crescita.
In parallelo, i ragazzi della 5ª B cominciano a fare scelte cruciali per il proprio futuro, e le lezioni di Dante assumono un valore sempre più esistenziale: non sono solo nozioni, ma strumenti per capire chi sono e dove vogliono andare.
Gassmann sul modello Dante Balestra e la scuola reale
In un’intervista rilasciata per movieplayer.it, alla domanda su quanti professori come Dante servirebbero, Gassmann ha risposto portando la sua esperienza personale: “Fortunatamente esistono già. Mio figlio, ad esempio, ha avuto proprio un professore di filosofia così, che purtroppo è morto prematuramente ma gli ha cambiato la vita, anche scolastica”.
L’attore sottolinea la necessità di riconoscere e supportare i docenti eccellenti, dichiarando che gli stessi andrebbero premiati ed aiutati dal sistema scolastico.
Gassmann evidenzia anche il valore della filosofia come materia che accoglie la diversità: “Dante è aiutato dalla sua materia: il filosofo cerca di cogliere tutte le diversità e le sfumature, cerca di capire tutti gli errori. Non per condonarli, ma per non ripeterli”.
Infine, l’attore condivide la sua esperienza personale, dichiarando di non aver avuto un insegnante come Dante, e per questo di essere stato un pessimo studente: “Io andavo a scuola col terrore dei voti e della rabbia dei docenti. Penso che tale sistema dovrebbe scomparire definitivamente, ma mi sembra che siamo sulla buona strada in questo senso”.



