Voto su due giorni [NOVITA’]: cosa cambia davvero dal 2026 per elettori, seggi e referendum

Rosalia Cimino

29 Dicembre 2025

Voto su due giorni

Voto su due giorni [NOVITA’]: cosa cambia davvero dal 2026 per elettori, seggi e referendum

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Nel 2026 gli italiani torneranno alle urne con una formula che sembrava archiviata: il voto su due giorni. Una decisione che si discosta dalla prassi ordinaria degli ultimi anni e introduce novità per elettori, personale dei seggi e modalità di scrutinio.

Ma cosa prevede davvero il nuovo decreto? E perché il Governo ha deciso di cambiare rotta?

Voto su due giorni 2026: una svolta rispetto al passato

Dal 2014 la legge italiana stabilisce che le elezioni e i referendum si svolgano in un solo giorno, tradizionalmente la domenica dalle 7 alle 23. Questa norma è stata introdotta dalla Legge di stabilità 2014 (legge n. 147/2013), principalmente per ridurre i costi pubblici e semplificare l’organizzazione dei seggi.

Tuttavia, negli ultimi anni si è spesso optato per il voto su due giorni, non per un cambiamento della legge, ma per motivi straordinari:

  • Emergenza sanitaria (Covid-19): per garantire distanziamento e sicurezza dei cittadini.
  • Accorpamenti e consultazioni multiple: elezioni comunali, regionali o europee combinate con referendum, per agevolare l’affluenza e gestire meglio i flussi di votanti.

Quindi, mentre la regola ordinaria ha previsto il voto in un giorno, la pratica recente ha mostrato la necessità che le elezioni venissero spalmate su due giornate.

Seggi elettorali, compensi e organizzazione: cosa cambia davvero

Il Decreto-Legge n. 196 del 27 dicembre 2025 formalizza l’estensione del voto su due giorni, domenica e lunedì nelle scuole italiane (domenica 7–23, lunedì 7–15), introducendo misure precise per il personale dei seggi e lo scrutinio:

  • Aumento del 15% dei compensi per presidenti, scrutatori e segretari.
  • Regole chiare per il voto simultaneo di referendum ed elezioni suppletive, con ordine definito per gli scrutini: prima i referendum, poi le suppletive, senza pause.
  • Elezioni circoscrizionali: scrutinio posticipato al martedì mattina alle 9, in caso di concomitanza con altre consultazioni.

L’obiettivo è garantire trasparenza, efficienza e sicurezza nello svolgimento di operazioni più complesse rispetto a un singolo giorno di voto per garantire chiarezza e continuità operativa.

Costi e copertura finanziaria: quanto pesa il voto su due giorni

Naturalmente, più giorni di voto significano un maggiore impegno economico. Per il 2026 sono previsti oltre 6 milioni di euro per compensi, gestione dei seggi e operazioni di scrutinio.

Le risorse provengono dal fondo speciale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso una rimodulazione delle previsioni del bilancio triennale. L’investimento punta a migliorare partecipazione democratica e accessibilità al voto.

Una scelta che riporta al centro una domanda chiave: il maggiore costo sarà compensato da una maggiore partecipazione democratica?

Il voto su due giorni 2026 rappresenta una novità normativa importante, che consolida una prassi già diffusa negli anni recenti. L’allargamento dei tempi di voto punta a facilitare l’accesso alle urne, tutelare la regolarità delle operazioni e garantire maggiore equità per gli elettori.

Solo la prossima tornata elettorale mostrerà se questa scelta si tradurrà in maggiore partecipazione e soddisfazione dei cittadini. Il risultato, difatti, si misurerà nei numeri dell’affluenza. E solo allora si capirà se questo ritorno al passato sarà diventato, in realtà, un passo avanti.