L’ipotesi di un definitivo addio alle Certificazioni informatiche GPS sta agitando il mondo della scuola in vista del prossimo aggiornamento delle graduatorie in programma per il 2026. La bozza dell’ordinanza ministeriale prevede, infatti, una modifica sostanziale dei criteri di valutazione dei titoli digitali, con requisiti molto più stringenti basati su standard europei e accreditamenti specifici, ma i sindacati frenano e chiedono di tutelare chi ha investito risorse nella formazione digitale per aumentare il proprio punteggio.
Da parte sua, invece, il CSPI suggerisce di mantenere invariato il valore delle classiche Certificazioni informatiche e di attribuireun peso maggiore e una diversa articolazione del punteggio alle certificazioni conformi ai framework europei DigComp 2.2/3.0 e DigCompEdu, equiparando la dignità di questi titoli a quella delle certificazioni linguistiche.
La fine di un’era: LIM, Tablet e Coding non daranno più punteggio
L’aggiornamento delle Graduatorie GPS 2026 potrebbe segnare un importante punto di svolta, con effetti ancora tutti da valutare.
L’addio alle Certificazioni informatiche GPS – non condiviso né dai sindacati né tantomeno dal CSPI – divide MIM e docenti.
I titoli che per anni hanno rappresentato il “pacchetto standard” per i docenti precari – come LIM, Tablet, Coding, Strumenti informatici – potrebbero non essere più valutabili come nuovi inserimenti.
Al loro posto arriverebbero le “Certificazioni di persone” DigComp 2.2/3.0 e DigCompEdu (specifica per docenti) rilasciate da organismi accreditati da Accredia, l’ente unico nazionale di accreditamento, che attestano le competenze digitali secondo i framework europei.
La decisione del Ministero mira a innalzare la qualità delle competenze digitali riconosciute e ad allinearsi a standard più rigorosi.
Tuttavia, per gli insegnanti che hanno già dichiarato le “vecchie” Certificazioni informatiche nel corso dei precedenti aggiornamenti GPS, le stesse resterebbero valide e conserverebbero il relativo punteggio.
Il “regime transitorio”: chi salva il punteggio e chi lo perde
Il passaggio al nuovo sistema, almeno stando a quanto previsto dalla bozza di OM, sarebbe regolato da un meccanismo che tutelerebbe le situazioni pregresse, creando però una netta linea di demarcazione.
I docenti che hanno già inserito e fatto valutare le proprie Certificazioni informatiche entro l’ultimo aggiornamento GPS del 2024 vedrebbero, infatti, salvaguardato il proprio punteggio.
Quei titoli, seppur conseguiti con il vecchio sistema, resterebbero quindi validi nel portafoglio dell’aspirante.
La scure dell’addio alle Certificazioni informatiche GPS si abbatterebbe, invece, su chi ha conseguito i vecchi titoli dopo la chiusura dell’ultimo aggiornamento 2024 o su chi, pur possedendoli in precedenza, non li aveva mai dichiarati: costoro non potrebbero più inserirli.
Sarebbe, inoltre, prevista una possibilità di integrazione: chi possiede già un punteggio parziale derivante dai vecchi titoli potrebbe conseguire le nuove certificazioni accreditate per raggiungere il tetto massimo di 2 punti previsto.
I nuovi punteggi: DigComp e DigCompEdu al centro del sistema
Le indiscrezioni relative alla bozza di Ordinanza Ministeriale offrono una prima panoramica sul peso specifico che potrebbero avere i nuovi titoli.
Fermo restando il tetto massimo invalicabile di 2 punti complessivi per l’area delle competenze digitali, il Ministero sembrerebbe intenzionato ad attribuire valori differenziati in base alla complessità della certificazione:
- 0,5 punti per le certificazioni basate sul framework DigComp 2.2/3.0 (competenze digitali per la cittadinanza);
- 1 punto per quelle basate sul DigCompEdu (competenze digitali specifiche per i docenti).
Tabella riassuntiva: Vecchio vs Nuovo sistema Certificazioni Informatiche
Proponiamo di seguito una tabella riassuntiva basata sull’ipotesi di addio alle Certificazioni informatiche prospettata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nella bozza dell’ordinanza ministeriale relativa all’aggiornamento GPS 2026:
| CARATTERISTICA | VECCHIO SISTEMA GPS (FINO AL 2024) | NUOVO SISTEMA GPS (DAL 2026) |
| Tipologia Titoli | LIM, Tablet, Coding, Eipass 7 Moduli, ecc. | Certificazioni di persone accreditate Accredia (ISO 17024). |
| Framework di riferimento | Variabili, spesso proprietari degli enti. | DigComp (cittadini) e DigCompEdu (docenti). |
| Valutazione Nuovi Inserimenti | Valutabili (generalmente 0,5 pt l’una). | NON valutabili. |
| Valutazione Titoli Pregressi | Validi se già inseriti. | Restano validi solo se già inseriti entro il 2024. |
| Punteggio Max | 2 punti totali. | 2 punti totali. |
| Punteggi previsti (Bozza) | 0,5 punti a certificazione (fino a max 4). | DigComp 2.2 (0,5 pt); DigCompEdu (1 pt). |
Malcontento tra i docenti e la posizione debole dei sindacati
La notizia relativa all’ipotesi di un definitivo addio alle Certificazioni informatiche GPS ha generato un’ondata di forte malcontento tra il personale precario.
Migliaia di insegnanti negli scorsi anni – in particolare dopo la chiusura dell’aggiornamento GPS 2024 – hanno investito tempo e significative risorse economiche per conseguire le “classiche” 4 certificazioni, confidando nella normativa vigente per scalare le graduatorie.
Ora quegli stessi si sentono penalizzati da un cambio delle regole in corsa che rischia di vanificare i loro sforzi.
Molti parlano di evidente disparità di trattamento e si preparano a organizzare ricorsi collettivi.
Su questo fronte, le organizzazioni sindacali non hanno assunto una posizione di netta chiusura durante i tavoli tecnici.
Sebbene sia filtrata l’indiscrezione secondo cui alcune sigle avrebbero tentato di chiedere un rinvio dell’entrata in vigore della norma o una proroga (similmente a quanto accaduto per la CIAD del personale ATA), la linea del Ministero sembra essere rimasta ferma.
Addio alle Certificazioni Informatiche GPS: la proposta del CSPI per un “Sistema a Doppio Binario”
All’interno del complesso scenario che caratterizza il dibattito sulle nuove Certificazioni informatiche in vista dell’aggiornamento GPS 2026, il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) delinea una proposta dettagliata che mira a bilanciare l’innovazione con la tutela del pregresso, suggerendo un vero e proprio “sistema a doppio binario“.
In via preliminare, il CSPI esprime una netta preoccupazione per l’ipotesi di limitare la valutazione ai soli titoli Accredia già per l’aggiornamento GPS per il biennio 2026-2028, rilevando che ciò penalizzerebbe ingiustamente i docenti che hanno conseguito titoli presso altri enti senza poter conoscere tale futura limitazione.
La proposta operativa suggerisce, quindi, una chiara distinzione:
- da una parte, le certificazioni “tradizionali” (come LIM, Tablet e Coding), se già inserite e valutate nel biennio 2024-2026, dovrebbero mantenere la loro validità e l’attuale punteggio (0,5 punti ciascuna fino a un massimo di 2 punti totali), senza necessitare dell’accreditamento Accredia;
- dall’altra, si verrebbe a creare una nuova categoria di “certificazioni di persone” strutturate sui framework europei DigComp 2.2/3.0 e DigCompEdu. La novità sostanziale per questa seconda categoria risiede nel requisito che esse siano rilasciate da enti dotati di specifici schemi di certificazione accreditati da Accredia (l’ente unico nazionale di accreditamento) secondo la norma ISO 17024, non essendo sufficiente che l’ente formatore sia genericamente accreditato. Per queste certificazioni, conformi agli standard europei e capaci di garantire il mantenimento delle competenze nel tempo, il Consiglio propone di attribuire un peso maggiore e una diversa articolazione del punteggio, equiparandone di fatto la dignità a quella delle certificazioni linguistiche.

Il bivio del Ministero: i tre possibili scenari per le Certificazioni Informatiche
Di fronte a queste pressioni contrastanti, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) si trova nella condizione di dover prendere una decisione politica che avrà inevitabilmente un impatto notevole sulle future graduatorie.
Allo stato attuale, è possibile sintetizzare i possibili esiti decisionali in tre scenari principali:
- Scenario 1: La linea dura del MIM (Bozza originale). Se il Ministero dovesse confermare l’impostazione più rigida trapelata nelle prime bozze dell’Ordinanza, ignorando le richieste di flessibilità, le conseguenze sarebbero drastiche per molti aspiranti. In questo quadro, le Certificazioni informatiche “tradizionali” non rilasciate sotto specifico accreditamento Accredia (la quasi totalità di quelle attualmente in commercio come LIM, Tablet, Coding) perderebbero completamente valore ai fini del punteggio per i nuovi inserimenti nelle GPS 2026. Si salverebbero soltanto quelle già valutate e acquisite a sistema nel biennio precedente, creando però una forte disparità di trattamento tra vecchi e nuovi iscritti.
- Scenario 2: Accoglimento della proposta sindacale (Transizione morbida). Questa rappresenta l’ipotesi di mediazione più auspicata dai precari, in quanto il MIM accoglierebbe la richiesta dei sindacati di tutelare gli investimenti formativi recenti. In tal caso, i vecchi titoli manterrebbero il loro valore attuale (0,5 punti ciascuno fino a un massimo di 2 punti). Le nuove certificazioni “di persone” accreditate da Accredia su standard DigComp non andrebbero a sostituire le vecchie, ma verrebbero valutate come punteggio aggiuntivo (un “bonus”) oltre il tetto dei 2 punti attuali, realizzando una transizione che tutela il pregresso iniziando al contempo a premiare i nuovi standard.
- Scenario 3: Accoglimento della proposta CSPI (Punteggio strutturato per livelli). Si tratta dell’opzione tecnicamente più complessa, ma anche più meritocratica. Seguendo il parere del CSPI, il Ministero potrebbe decidere di valutare le nuove certificazioni DigComp/DigCompEdu non attraverso un punteggio forfettario, bensì articolato per livelli di padronanza, esattamente come avviene per le certificazioni linguistiche (B2, C1, C2). Di conseguenza, una certificazione di livello DigComp “Intermedio” varrebbe meno punti di una di livello “Avanzato” o “Altamente Avanzato”. Questo scenario richiederebbe una riscrittura profonda delle tabelle di valutazione per assegnare un peso specifico molto diverso a seconda della complessità dell’esame sostenuto.
La proposta del CSPI e i nuovi punteggi delle Certificazioni Informatiche
Considerando anche l’evoluzione del framework DigComp verso la versione 3.0, che semplifica i livelli di padronanza in quattro macro-aree (Base, Intermedio, Avanzato, Altamente Avanzato), si possono ipotizzare diversi scenari.
Ecco una tabella riassuntiva delle possibili valutazioni, basata sulle proposte emerse:
| TIPOLOGIA DI CERTIFICAZIONE | DESCRIZIONE | IPOTESI DI PUNTEGGIO ATTUALE/CONSERVATIVO | IPOTESI DI PUNTEGGIO “AGGIUNTIVO” (Proposta Sindacale/CSPI) | IPOTESI DI PUNTEGGIO ARTICOLATO PER LIVELLI (Scenario CSPI + DigComp 3.0) |
| Certificazioni “Tradizionali” (es. LIM, Tablet, Coding) | Titoli già valutati nel biennio precedente. | 0,5 punti cad. (max 2 punti totali) | Mantenimento punteggio (max 2 punti) | Mantenimento punteggio (max 2 punti) |
| Nuove Certificazioni DigComp/DigCompEdu (Accredia) | Certificazioni di persone basate su framework europei, rilasciate da enti con schema accreditato Accredia. | Valutate come le tradizionali (0,5 punti cad., max 2 in totale con le altre) | Punteggio EXTRA oltre i 2 punti base (es. +1 punto per certificazione) | Punteggio variabile in base al livello (es. Base: 1 pt; Intermedio: 2 pt; Avanzato: 4 pt; Alt. Avanzato: 6 pt) |
| TOTALE POTENZIALE MAX | 2 Punti | Es. 4 Punti (2 base + 2 extra) | Es. 8-14 Punti (2 base + 6-12 livelli) |
Nota: Le ipotesi di punteggio sono puramente indicative e basate sulle proposte in discussione. I valori reali saranno definiti solo dall’Ordinanza Ministeriale definitiva.
Cosa sono le “Certificazioni di persone” e la norma ISO 17024
Il nuovo corso si basa su un concetto tecnico preciso: la “Certificazione delle persone“.
A differenza dei semplici attestati di frequenza, queste certificazioni attestano il possesso e, soprattutto, il mantenimento nel tempo delle abilità e delle competenze che rendono un professionista idoneo a svolgere determinate attività.
Il certificato di conformità rappresenta il riconoscimento formale, rilasciato da un organismo di parte terza indipendente (accreditato da Accredia), che il professionista possiede i requisiti necessari per operare con competenza in un settore specifico.
La norma di riferimento è la UNI CEI EN ISO/IEC 17024, che stabilisce i requisiti per gli organismi che operano la certificazione delle persone e garantisce che il processo di valutazione sia imparziale, oggettivo e basato su standard di qualità riconosciuti a livello internazionale.
DigComp e DigCompEdu: i framework europei di riferimento
Ma cerchiamo di analizzare e conoscere più da vicino i nuovi standard di riferimento europei.
Il DigComp (Digital Competence Framework for Citizens) è il quadro europeo per le competenze digitali dei cittadini:
- definisce le abilità necessarie per utilizzare le tecnologie digitali in modo critico, collaborativo e creativo nella vita quotidiana e lavorativa.
Il DigCompEdu (Digital Competence Framework for Educators), invece, è un quadro specifico dedicato ai formatori e agli insegnanti:
- descrive le competenze digitali necessarie non solo per l’uso personale, ma soprattutto per integrare efficacemente le tecnologie digitali nei processi di insegnamento e apprendimento, per supportare la didattica e favorire lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti.
Il nodo irrisolto: cambio di classe di concorso e validità dei vecchi titoli
Resta un’importante zona d’ombra nell’applicazione della nuova normativa, che genera ulteriore incertezza.
Non è ancora chiaro, infatti, cosa accadrebbe alle Certificazioni informatiche “vecchio rito” già inserite (e, quindi, in teoria salve) nel caso in cui un docente, in occasione delle GPS 2026, dovesse presentare una nuova istanza per un tipo di scuola, un grado di istruzione o una classe di concorso differenti rispetto al passato.
Il dubbio verte sulla possibilità di “trasferire” i 2 punti già acquisiti sulla nuova graduatoria.
Se la nuova iscrizione fosse considerata come un “nuovo inserimento” tout court, i vecchi titoli potrebbero non essere più riconosciuti, anche se il docente è lo stesso.
Il testo definitivo dell’ordinanza ministeriale dovrà necessariamente chiarire anche questo aspetto per evitare ulteriori possibili contenziosi.






