Iscrizioni in calo, Liceo Classico: Greco e Latino, tra tradizione, innovazione e sfide per il futuro

Giuseppe Montone

22 Maggio 2025

un liceo classico e davanti al cancello d'ingresso alcui libri di greco e latino

Iscrizioni in calo, Liceo Classico: Greco e Latino, tra tradizione, innovazione e sfide per il futuro

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Il liceo classico, pilastro del sistema scolastico italiano, è al centro di un dibattito tra tradizione e modernità. Nonostante il calo delle iscrizioni – solo il 5,3% degli studenti lo ha scelto nel 2025, contro il 13,7% dello scientifico – realtà come il Quinto Orazio Flacco di Bari, fondato nel 1774, dimostrano che è possibile innovare senza tradire le radici

Proprio nei giorni scorsi, infatti, la dirigente scolastica Maria Rosaria Clelia Gioncada, intervistata da La Repubblica, ha illustrato il potenziamento dell’inglese, l’introduzione del francese e un focus sull’asse logico-matematico, accanto a un laboratorio di Digital Humanities finanziato dal PNRR, con palco olografico e realtà aumentata per le lingue antiche.

Innovazione didattica: il liceo classico si rinnova

Molti licei classici stanno adottando metodologie innovative

  • piattaforme digitali per la traduzione assistita, ricostruzioni 3D di siti archeologici e lezioni online con esperti internazionali; 
  • percorsi interdisciplinari analizzano i testi classici in chiave filosofica, giuridica e scientifica, come emerso dal seminario “Il Liceo Classico e la Generazione Z” del 2024, organizzato dalla Rete Nazionale dei Licei Classici; 
  • a gennaio 2025, un convegno al Liceo D’Azeglio di Torino ha ribadito l’importanza di integrare le STEM nel curriculum tradizionale, sfruttando fondi europei per un’educazione polivalente.

alcuni studenti in classe mentre il docente scrive un testo greco alla lavagna

Il valore delle Lingue Classiche: una difesa ragionata

Greco e latino, spesso criticati come “inutili”, sono difesi per il loro ruolo formativo

Un articolo su FanPage riporta pareri di docenti: «Con il latino si impara a ragionare, si sviluppa pazienza, si comprendono storia e filosofia antica». 

Studi confermano che gli ex studenti del classico eccellono anche nelle facoltà scientifiche, grazie alla capacità critica e logica acquisita. 

All’estero, il latino è valorizzato: il Regno Unito lo ha potenziato nel 2021, in Germania è la terza lingua più studiata, e in Spagna è obbligatorio nei percorsi umanistici.

ologramma di alcuni templi e di personaggi greco-latini in mezzo ad alcune rovine antiche

Crisi e stereotipi: le cause del declino

Il liceo classico affronta una crisi di iscrizioni, alimentata da stereotipi e politiche scolastiche. 

Si dice che sia “troppo difficile”, ma un’indagine di Skuola.net del 2014 mostra tassi di bocciatura più alti in tecnici e scientifici. 

Un altro pregiudizio lo considera “inutile” rispetto alle STEM, ignorando che molti scienziati italiani erano formati classicamente. 

Inoltre, si accusa il classico di favorire solo élite, ma dagli anni ‘70 ha elevato socialmente studenti di ogni ceto, come medici e ingegneri figli di operai. 

Controriforme, come la Gelmini, hanno penalizzato il classico riducendo ore di italiano e geografia, mentre trasferimenti forzati di docenti (classe A-13) ne hanno indebolito la continuità.

alcuni studenti in classe mentre il docente scrive un testo greco alla lavagna

Prospettive: tutelare un’eccellenza unica

La sottosegretaria Paola Frassinetti, in un’intervista del 19 maggio 2025, ha definito il classico «un’eccellenza unica al mondo», esprimendo preoccupazione per il suo declino. 

Iniziative locali, come il progetto della Fondazione InCasa al Liceo Parentucelli-Arzelà di Sarzana, offrono borse di studio da 500 euro per incentivare le iscrizioni nel 2025/2026. 

Tuttavia, la crisi parte anche da una preparazione insufficiente nelle scuole primarie e medie, dove carenze in grammatica e storia lasciano gli studenti impreparati. 

Per salvare il liceo classico, serve un rilancio che valorizzi la sua capacità di formare cittadini critici e versatili, in un mondo che ha bisogno di pensiero, non solo di tecnologia.