Una recente sentenza del TAR Toscana (n. 1212/2025) ha acceso i riflettori su un tema delicato e attuale: il diritto di un genitore separato di conoscere la situazione universitaria del figlio maggiorenne, ai fini della revisione dell’assegno di mantenimento.
Il caso ha riguardato un padre divorziato che, non avendo ottenuto informazioni dirette dalla figlia, ha chiesto l’accesso agli atti all’Università di Pisa. Il diniego dell’Ateneo, motivato dalla tutela della privacy, è stato però ribaltato dai giudici amministrativi. Ecco cosa prevede la sentenza, quali sono i diritti in gioco e fino a dove arriva la riservatezza del figlio adulto.
Accesso agli atti universitari e interesse giuridico: cosa ha stabilito il TAR
Il TAR Toscana ha chiarito un principio fondamentale: il diritto di accesso agli atti amministrativi non è assoluto, ma deve essere bilanciato con altri diritti fondamentali, come quello alla privacy.
Tuttavia, quando la conoscenza di determinati documenti è necessaria per tutelare un interesse giuridico concreto — come nel caso della revisione dell’assegno di mantenimento — il diritto di accesso può prevalere.
Nel caso specifico, il padre richiedeva informazioni sull’iscrizione della figlia, sugli esami sostenuti e sul conseguimento della laurea.
L’Università di Pisa aveva respinto l’istanza sulla base della normativa sulla privacy e dell’opposizione espressa dalla figlia, ormai 31enne. Il TAR ha invece ritenuto che queste informazioni fossero indispensabili per valutare se l’obbligo di mantenimento fosse ancora legittimamente dovuto.
Privacy del figlio maggiorenne: fino a che punto è tutelata?
La sentenza riconosce il valore della tutela della riservatezza, ma ne delimita i confini in relazione all’interesse del genitore.
Infatti, il TAR ha stabilito che i dati relativi all’iscrizione universitaria, agli esami sostenuti e alla laurea devono essere accessibili.
Tuttavia, ha posto un limite preciso: le votazioni riportate nei singoli esami restano riservate, in quanto non strettamente necessarie per valutare la permanenza dell’obbligo di mantenimento.
In questo modo, il Tribunale ha bilanciato il diritto alla difesa dell’interesse giuridico del genitore con il diritto alla privacy del figlio maggiorenne, sancendo un importante precedente che potrebbe riguardare molti genitori separati in situazioni simili.
La sentenza del TAR Toscana rappresenta un punto di riferimento importante per tutti i genitori che, in assenza di collaborazione da parte del figlio maggiorenne, desiderano ottenere informazioni universitarie per rivedere l’obbligo di mantenimento.
Pur nel rispetto della privacy, il diritto di accesso ai dati può prevalere, a condizione che sia finalizzato alla tutela di un interesse giuridico concreto. Una decisione che aiuta a chiarire i confini tra diritto-dovere genitoriale e autodeterminazione del figlio adulto.





