Addio alla Carta del Docente? Perché il Bonus è a Rischio Taglio

Rosalia Cimino

18 Luglio 2025

Docente perplesso che guarda la carta del docente

Addio alla Carta del Docente? Perché il Bonus è a Rischio Taglio

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La Carta del Docente, introdotta dalla legge 107/2015 (“Buona Scuola”), continua a far discutere a dieci anni dalla sua istituzione e sembra essere addirittura a rischio taglio. Il bonus da 500 euro annui destinato all’aggiornamento e alla formazione dei docenti appare oggi, in un contesto di inflazione crescente e di stipendi fermi da anni, sempre più come un simbolo di una promessa non mantenuta.

Se nel 2015 l’idea poteva apparire innovativa, oggi molti insegnanti la percepiscono come una “mancia digitale”, vincolata e poco incisiva, che sembra quasi sostituirsi a un aumento salariale vero e proprio. 

Con un potere d’acquisto ridotto di oltre il 21% (dati ISTAT), i 500 euro equivalgono oggi a meno di 1,40 euro al giorno: troppo poco per essere una leva efficace di formazione, troppo vincolata per rappresentare una forma di libertà professionale.

Ma oltre al dato economico, è il valore simbolico della misura ad alimentare il malcontento: trattare la formazione come una spesa individuale piuttosto che un diritto garantito dallo Stato.

Cosa puoi acquistare con la Carta del Docente?

La Carta del Docente da 500 euro annui può essere utilizzata solo per spese legate alla formazione professionale. Ma cosa è effettivamente acquistabile?

Fra gli acquisti ammessi:

  • Libri e pubblicazioni (anche eBook).
  • Hardware: PC, tablet, penne digitali, stampanti 3D.
  • Software didattici e strumenti per la programmazione.
  • Corsi di aggiornamento riconosciuti dal MIUR.
  • Biglietti per musei, cinema e teatro, se coerenti con la disciplina insegnata.
  • Iscrizioni a corsi universitari o post-laurea.

Le spese escluse:

  • Smartphone.
  • Cartucce o toner per stampanti.
  • Corsi non accreditati sulla piattaforma S.O.F.I.A.
  • Viaggi o soggiorni formativi all’estero non riconosciuti.

Per utilizzare il bonus è necessario accedere al portale cartadeldocente.istruzione.it con SPID e generare un buono spesa per l’esercente aderente. Ogni buono deve essere speso entro due anni scolastici dall’erogazione. I fondi non utilizzati non vengono rimborsati.

Un bonus sotto attacco: tra sentenze, tagli e incertezza

Negli ultimi anni, la Carta del Docente è stata oggetto di interpretazioni giuridiche e politiche contrastanti

Diverse sentenze hanno stabilito il diritto al bonus anche per i docenti con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno o 31 agosto, ampliando in parte la platea dei beneficiari. 

Tuttavia, la misura resta esclusiva di chi ha un contratto annuale, lasciando fuori centinaia di migliaia di supplenti brevi, che spesso sostengono il sistema scolastico in modo cruciale.

In parallelo, voci di corridoio parlano da tempo di una possibile riduzione o addirittura cancellazione della Carta per esigenze di bilancio. 

I tagli alla scuola sembrano colpire sempre lo stesso bersaglio: il personale docente, percepito più come un costo che come una risorsa. 

Il rischio è che il bonus venga ridotto ulteriormente, nonostante sia ormai percepito come una boccata d’ossigeno da una categoria tra le meno pagate d’Europa.

Cosa rappresenta davvero la Carta del Docente?

Al di là dei 500 euro, la Carta è diventata il simbolo di un modello scolastico che pretende molto e restituisce poco

Gli insegnanti italiani sono chiamati ad aggiornarsi, innovare, formarsi in continuazione — ma con risorse minime e sotto la pressione costante della burocrazia. 

La Carta del Docente, se non accompagnata da una seria riforma degli stipendi e della formazione, rischia di rimanere un provvedimento vetrina, più utile alla narrazione politica che alla vita reale della scuola.

In un momento storico in cui si parla di valorizzazione del personale scolastico, forse è arrivato il momento di superare la logica del “bonus” e restituire alla formazione il suo giusto ruolo: un investimento strutturale, non una concessione a scadenza.