Con l’approvazione del nuovo decreto governativo, prende ufficialmente il via uno dei piani di assunzione più significativi degli ultimi decenni nel settore scolastico. Per l’anno scolastico 2025/2026, infatti, saranno immesse in ruolo 65.265 nuove unità di personale: un intervento che punta a rafforzare in modo strutturale il sistema educativo italiano, garantendo continuità didattica, inclusione e qualità dell’insegnamento.
Inclusione e stabilità al centro della riforma
Al centro del provvedimento emerge una volontà chiara: promuovere una scuola più stabile, inclusiva e meritocratica.
Il numero maggiormente rilevante è quello che coinvolge gli insegnanti di sostegno: 13.860 nuove immissioni in ruolo che rappresentano un cambio di passo sostanziale.
Grazie alle nuove risorse previste dalla legge di bilancio, si potrà finalmente rispondere in modo più efficace alle esigenze degli alunni con disabilità, rafforzando un modello di inclusione che ha reso la scuola italiana un riferimento in Europa.
A colmare un altro storico vuoto, interviene anche l’assunzione di oltre 6.000 insegnanti di religione cattolica, la più rilevante dal 2004, anno dell’ultima procedura concorsuale.
Il Governo ha definito questa misura un atto di riconoscimento e giustizia per una categoria che ha atteso per vent’anni un segnale concreto.
Tutte le immissioni avverranno attraverso le graduatorie ad esaurimento e concorsuali, secondo un cronoprogramma ministeriale che prevede il completamento delle operazioni entro il 31 dicembre 2025.
I numeri
Le assunzioni previste per il prossimo anno scolastico riguarderanno tutte le principali categorie del comparto Istruzione, in particolare:
- 48.504 docenti;
- 10.348 tra amministrativi, tecnici e ausiliari (ATA);
- 6.022 insegnanti di religione cattolica;
- 13.860 docenti specializzati per il sostegno;
- 347 dirigenti scolastici.
Una risposta concreta a esigenze croniche di stabilizzazione del personale e di valorizzazione del capitale umano della scuola.
Un investimento per il futuro dell’istruzione
Con questo piano di assunzioni, il Governo lancia un messaggio forte: la scuola è al centro delle politiche pubbliche e il personale rappresenta la colonna portante del sistema educativo.
Stabilizzare decine di migliaia di lavoratori significa non solo rispondere alle esigenze di chi da anni opera in condizioni di precarietà, ma anche offrire alle nuove generazioni una scuola più solida, continuativa e capace di valorizzare ogni studente.
Il 2025/2026 si preannuncia come un anno di svolta, in cui dalle parole si passerà finalmente ai fatti.





