Nell’ottica, oramai preponderante, di scuole sempre più digitalizzate, la Grecia sperimenta ChatGPT Edu: ventuno istituti superiori del Paese, infatti, useranno la versione educativa di ChatGPT, con l’obiettivo di formare insegnanti e studenti all’uso dell’intelligenza artificiale.
L’iniziativa, frutto di un accordo tra governo greco, OpenAI e Onassis Foundation, rappresenta un passo concreto verso la “scuola del futuro”, dove l’IA diventa un alleato dell’apprendimento e non un sostituto del docente.
La Grecia sperimenta ChatGPT Edu: come funzionerà
La Grecia sperimenta ChatGPT Edu, sviluppando il progetto in quattro fasi principali.
Innanzitutto è previsto un periodo di formazione degli insegnanti per cui i docenti selezionati impareranno a utilizzare ChatGPT Edu per progettare lezioni, gestire compiti e personalizzare il feedback agli studenti.
Da Dicembre 2025 a Febbraio 2026, ci sarà la sperimentazione in aula: i docenti testeranno la piattaforma direttamente con le proprie classi. Il mese successivo, a Marzo 2026, avverrà il coinvolgimento degli studenti che interagiranno con ChatGPT Edu, consolidando le competenze digitali e sviluppando alfabetizzazione all’IA.
Solo dopo, il programma verrà esteso: quindi ci sarà un utilizzo più diffuso e strutturato della piattaforma nelle scuole partecipanti.
Secondo il ministro dell’Istruzione greco, Sofia Zacharaki, ChatGPT Edu offrirà strumenti avanzati di supporto alla didattica, liberando tempo prezioso per momenti di interazione diretta tra docenti e studenti e favorendo approcci personalizzati.
Opportunità e criticità dell’IA nella didattica
L’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle scuole porta vantaggi concreti ma anche sfide da affrontare. Fra le opportunità principali:
- Personalizzazione dell’apprendimento e feedback immediato agli studenti.
- Semplificazione di compiti amministrativi, permettendo agli insegnanti di concentrarsi sulla didattica.
- Sviluppo di competenze digitali e alfabetizzazione all’IA per studenti e docenti.
- Supporto all’innovazione e alle start-up locali, favorendo un ecosistema tecnologico più dinamico.
Le possibili criticità sono invece rappresentate da:
- Necessità di infrastrutture adeguate: banda larga, dispositivi – ancora scarsi – e adeguata formazione per i docenti.
- Rischio di studio passivo da parte degli studenti se l’IA non viene integrata correttamente.
- Difficoltà nel garantire il rispetto della privacy e la protezione dei dati.
Gli insegnanti non saranno sostituiti dall’AI
Gli esperti sottolineano che l’IA non sostituisce il ruolo dell’insegnante, ma lo trasforma in un “promotore attivo dell’apprendimento”, capace di combinare tecnologia e interazione umana in maniera efficace.
Il progetto pilota greco potrebbe segnare una svolta nell’istruzione europea. Se i risultati saranno positivi, la piattaforma potrebbe essere estesa a livello nazionale, trasformando la scuola superiore in un ambiente più flessibile, innovativo e personalizzato.





