CCNL scuola 2025-2027: aumenti firmati, ma arretrati e stipendi restano fermi

Rosalia Cimino

17 Giugno 2026

Il CCNL scuola 2025-2027 ha la parte economica già firmata dal 1° aprile 2026, con aumenti medi di 143 euro per i docenti.

CCNL scuola 2025-2027: aumenti firmati, ma arretrati e stipendi restano fermi

Banner Articoli Aggiornamento ATA 2027

Il CCNL scuola 2025-2027 ha la parte economica già firmata dal 1° aprile 2026, con aumenti medi di 143 euro per i docenti. A oltre due mesi di distanza, però, aumenti e arretrati non sono ancora arrivati sui cedolini. Ecco a che punto è davvero l’iter, quanto spettano gli arretrati e perché il personale della scuola continua ad aspettare.

CCNL scuola 2025-2027: quali aumenti sono stati firmati

L’ipotesi di accordo sulla parte economica del CCNL scuola 2025-2027 è stata sottoscritta all’ARAN il 1° aprile 2026, con la firma di tutte e sei le organizzazioni sindacali rappresentative — FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS, Gilda e Anief — e riguarda circa 1,2 milioni di lavoratori del comparto Istruzione e Ricerca (scuola, università, AFAM ed enti di ricerca). 

L’incremento medio di comparto è di 137 euro lordi per tredici mensilità, che per il personale docente sale a 143 euro medi. Gli aumenti tabellari sono articolati in tre tranche, con decorrenza 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027, comprensive dell’anticipazione IPCA già corrisposta. 

Le indennità fisse e continuative, come la Retribuzione Professionale Docenti, crescono del 2,6%. È prevista anche una somma una tantum di 110 euro, in pagamento a gennaio 2027, derivata dal rinvio al 2027 dell’entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale. 

Un capitolo specifico valorizza la figura dell’Operatore, in particolare per il supporto agli alunni con disabilità. Le tabelle ufficiali con gli importi per ciascun profilo professionale sono allegate al testo dell’ipotesi pubblicato sul sito dell’ARAN.

Arretrati docenti 2026: a quanto ammontano e per quale periodo

Poiché l’accordo è stato firmato nel secondo anno del periodo contrattuale di riferimento, al personale spettano gli arretrati per la quota di aumento non ancora corrisposta. 

Il conteggio copre il periodo gennaio 2025 – giugno 2026. Gli importi, calcolati con riferimento al 30 giugno 2026, variano in base al profilo e all’anzianità di servizio: si va da circa 815 euro a circa 1.250 euro, con un valore medio stimato intorno agli 800 euro a dipendente. 

Le cifre si riferiscono alla competenza maturata fino a quella data e compariranno sul cedolino solo dopo la firma definitiva del contratto. Le schede sindacali e le tabelle allegate all’ipotesi permettono a ciascun lavoratore di stimare l’arretrato spettante per il proprio profilo, sia tra i docenti sia tra il personale ATA.

Perché aumenti e arretrati del CCNL scuola 2025-2027 non sono ancora arrivati

L’ipotesi di CCNL scuola 2025-2027 firmata all’ARAN non ha efficacia giuridica immediata. Prima del pagamento deve completarsi un percorso preciso: la verifica di compatibilità finanziaria da parte delle amministrazioni competenti, i passaggi governativi e la certificazione della Corte dei Conti

Solo al termine di queste fasi il contratto viene sottoscritto in via definitiva e gli aumenti diventano esigibili. A oltre due mesi dalla firma, il sindacato FLC CGIL ha denunciato i ritardi nell’erogazione di aumenti e arretrati per oltre un milione di lavoratori della scuola. 

Il cedolino NoiPA di giugno 2026 è già consultabile, ma non contiene ancora né gli aumenti né gli arretrati. Secondo i sindacati l’erogazione dovrebbe slittare alla busta paga di luglio, salvo ulteriori ritardi legati all’iter amministrativo.

La parte normativa del contratto ancora da definire

Chiusa la parte economica, l’ARAN ha avviato il tavolo sulla parte normativa del contratto. Il confronto riguarda le relazioni sindacali, il rapporto di lavoro, il lavoro agile, il welfare contrattuale e la tutela legale per il personale vittima di aggressioni nelle scuole. 

Tra gli impegni assunti in vista del prosieguo della trattativa figurano il riconoscimento dei buoni pasto a tutto il personale e l’introduzione di un’indennità di disagio per docenti e ATA. 

Dal 2027 entra inoltre in vigore il nuovo ordinamento professionale, che ridisegna i profili e introduce la figura dell’Operatore Scolastico. 

Sul piano storico, la somma degli incrementi dei tre contratti consecutivi (2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027) porta a un aumento strutturale medio di comparto di circa 395 euro per tredici mensilità, che salgono a 412 euro per il personale docente e si fermano a 304 euro lordi per il personale ATA. 

Il dato va però letto accanto al rapporto OCSE Education at a Glance, secondo cui nel 2024 gli stipendi reali degli insegnanti italiani sono diminuiti del 4,4%.