Stipendi scuola, dossier FLC CGIL: persi 4.129 euro l’anno con l’inflazione. Fracassi: nessuna risorsa in manovra, sciopero il 20 novembre

La Scuola Oggi

29 Ottobre 2026

Stipendi scuola, dossier FLC CGIL: segretaria generale della FLC CGIL Gianna Fracassi

Stipendi scuola, dossier FLC CGIL: persi 4.129 euro l’anno con l’inflazione. Fracassi: nessuna risorsa in manovra, sciopero il 20 novembre

Tra il 2022 e il 2027 gli aumenti contrattuali degli stipendi scuola si fermano all’11,83%, contro un’inflazione cumulata del 25,67%: la perdita a regime vale 4.129 euro l’anno per lavoratore. È il dato centrale del dossier «Conoscenza sottocosto», presentato in conferenza stampa dalla segretaria generale della FLC CGIL Gianna Fracassi.

Il sindacato denuncia l’assenza di risorse aggiuntive nella legge di bilancio 2027 e conferma l’adesione allo sciopero generale del 20 novembre.

Stipendi scuola e inflazione: il divario 2022-2027 

Il dossier della FLC CGIL misura la perdita di potere d’acquisto del personale scolastico nel periodo 2022-2027, che il sindacato fa coincidere con la stagione del governo Meloni. Il confronto mette a fronte l’inflazione ISTAT cumulata, calcolata in forma composta, e gli aumenti contrattuali riconosciuti nello stesso arco di tempo.

Per il dato 2026 il sindacato utilizza la variazione tendenziale di settembre (+4,2%), mentre il 2027 si basa sulla stima ISTAT del 2%. Va precisato che il dossier sceglie l’indice generale dei prezzi al consumo e non l’IPCA-NEI, perché quest’ultimo esclude i rincari energetici.

AnnoInflazione ISTATAumenti contrattuali scuola
2022+8,7%CCNL 2022-2024: +6%
2023+5,9%—
2024+1,1%—
2025+1,7%CCNL 2025-2027: +1,8%
2026+4,2% (settembre)+1,8%
2027+2% (stima ISTAT)+1,8% (5,4% a regime)
Totale cumulato (composto)25,67%11,83%

Fonte: dossier FLC CGIL «Conoscenza sottocosto», ottobre 2026.

Ne risulta una forbice di quasi 14 punti percentuali tra crescita dei prezzi e crescita delle retribuzioni.

Quanto perde in euro il personale della scuola 

Il punto di partenza del calcolo è la retribuzione media del personale scolastico nel 2021, pari a 29.834 euro secondo il Conto Annuale del MEF. Per conservare il potere d’acquisto di allora, nel 2027 servirebbero 37.492 euro; con gli aumenti contrattuali previsti, la retribuzione effettiva si fermerà invece a 33.363 euro.

VoceImporto
Retribuzione media 202129.834 €
Retribuzione necessaria nel 2027 per coprire l’inflazione37.492 € (+7.658 €)
Retribuzione effettiva nel 2027 con gli aumenti contrattuali33.363 € (+3.529 €)
Perdita annua a regime 20274.129 €
Perdita cumulata 2022-2027 per lavoratore21.507 €
Perdita media annua nel sessennio3.585 €
Perdita media mensile (13 mensilità)276 €

Fonte: dossier FLC CGIL su dati Conto Annuale MEF e ISTAT.

La perdita cumulata di 21.507 euro deriva dal deficit maturato anno per anno, cioè dalla differenza tra la retribuzione adeguata all’inflazione e quella effettivamente percepita in ciascuna annualità del sessennio.

Il nodo dei contratti: perché la FLC CGIL non ha firmato il CCNL 2022-2024 

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara rivendica il primato di tre contratti sottoscritti nel corso del suo mandato. Fracassi ha replicato che il Ministro detiene anche un altro primato, quello di aumenti inferiori all’inflazione.

La FLC CGIL non ha sottoscritto il CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, firmato in via definitiva il 23 dicembre 2025. Secondo il sindacato, l’incremento del 6% copriva circa un terzo dell’inflazione del triennio, pari al 17,3% in termini IPCA.

Per il CCNL 2025-2027 il dossier sottolinea che gli aumenti, tarati sull’inflazione programmata, risultano già superati dall’andamento effettivo del costo della vita. A tal proposito, Fracassi ha ricordato che nei giorni scorsi tutte le sigle sindacali hanno inviato una lettera al Ministero dell’Istruzione e del Merito per chiedere risorse aggiuntive legate all’inflazione.

Nella lettura della segretaria generale, il quadro retributivo è il risultato di un disinvestimento cronico nella scuola, protratto nel corso degli anni.

Stipendi scuola, dossier FLC CGIL: locandina della conferenza stampa

I costi specifici del lavoro scolastico 

Alla perdita di potere d’acquisto il dossier somma cinque voci di spesa che pesano in modo particolare sul personale della scuola.

  1. Assenza del buono pasto: diversamente da quasi tutto il pubblico impiego, docenti e ATA non lo ricevono. La stima è di 504 euro l’anno, pari a 2.520 euro nel quinquennio 2022-2026, con un’ipotesi di due rientri settimanali per 36 settimane e un valore di 7 euro a pasto.
  2. Spostamenti tra più sedi: il dimensionamento scolastico costringe un numero crescente di lavoratori a muoversi tra plessi di comuni diversi con mezzo proprio. Tra il 2022 e il 2026 il carburante è aumentato del 26,20% (dati MASE), contro il 9,86% di incremento contrattuale.
  3. Caro-affitti per i fuori sede: nelle città del Centro-Nord una stanza o un monolocale costa tra 600 e 900 euro al mese. Con uno stipendio netto d’ingresso di 1.400-1.600 euro, l’alloggio assorbe dal 37% al 65% della retribuzione (elaborazioni su dati OMI).
  4. Carrello della spesa: l’inflazione cumulata 2022-2026 sui beni alimentari e di prima necessità ha superato il 28%, con un aggravio medio stimato di 120-150 euro al mese.
  5. Taglio della Carta del Docente: l’importo scende dai 500 euro previsti dalla legge n. 107/2015 a 383 euro, con una riduzione del 23,4% (-117 euro annui). Il personale ATA resta escluso dal beneficio.

Il confronto con la Pubblica Amministrazione e con l’Europa 

Il ritardo degli stipendi scuola emerge anche nel confronto con gli altri comparti pubblici.

Secondo il Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato (RGS 2024), la retribuzione media annua del settore Istruzione è inferiore di 7.480 euro (-18,81%) rispetto alla media dei lavoratori pubblici. Il divario sale al 21,29% con le Funzioni Centrali e al 27,27% con la Sanità.

CompartoRetribuzione media annua (RGS 2024)
Istruzione e Ricerca32.286 €
Funzioni locali34.341 €
Media Pubblica Amministrazione39.766 €
Funzioni centrali41.017 €
Sanità44.391 €

Sul piano internazionale, il dossier richiama il rapporto OCSE Education at a Glance 2026. Un docente di scuola Secondaria di primo grado con 15 anni di servizio percepisce in Italia 32.892 euro, il 16,2% in meno del collega francese (39.273 euro) e il 27,8% in meno di quello spagnolo (45.570 euro).

Inoltre, l’Italia destina all’istruzione l’8% della spesa pubblica complessiva (2024), ultimo posto nell’Unione Europea contro una media del 9,7%. In rapporto al PIL la quota è del 4%, a fronte del 4,8% medio UE (dati Eurostat COFOG).

302 mila precari: l’emergenza nell’emergenza 

Il dossier dedica un capitolo specifico al precariato, che definisce un’emergenza dentro l’emergenza salariale. Nell’anno scolastico 2025/2026 i contratti a tempo determinato stipulati nella scuola sono stati 302 mila.

Secondo la FLC CGIL, la condizione di precarietà dura in media sette-otto anni, nel corso dei quali il salario resta di fatto fermo. Immissione in ruolo, anno di prova e ricostruzione di carriera allungano ulteriormente i tempi per il riconoscimento degli scatti, con una penalizzazione quasi decennale.

Il sindacato segnala anche disparità nella vita lavorativa quotidiana. Un docente o un ATA precario che deve sostenere un concorso o una procedura utile alla stabilizzazione, ad esempio, ricorre a un giorno di assenza non retribuito, mentre il collega di ruolo dispone di strumenti contrattuali diversi.

Da qui la richiesta di piena parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato su ferie, permessi e malattia.

Le richieste del sindacato: oltre 8,3 miliardi per la scuola 

Il dossier quantifica le risorse necessarie per il comparto scuola in quattro voci.

RichiestaMotivazioneRisorse stimate
Riallineamento delle retribuzioni all’inflazioneRecupero del potere d’acquisto a regime dal 20276,8 mld € (lordo Stato)
Recupero dell’annualità 2013Anno bloccato dal D.L. 78/2010 e dal D.P.R. 122/2013 ai fini della progressione economica500 mln €
Ripristino dello scatto 0-3Fascia soppressa dall’accordo del 2011, che ha spostato il primo gradone dal 4° al 9° anno; estensione ai precari con tre anni di servizio250 mln €
Raddoppio del FMOFFondo per il miglioramento dell’offerta formativa fermo a 847 mln € nel 2026/2027847 mln €
Totale8,397 mld €

Il totale è una somma redazionale delle singole voci indicate nel dossier.

Sull’annualità 2013, la FLC CGIL richiama una pronuncia della Corte di Cassazione che riconosce alla contrattazione collettiva la possibilità di intervenire, a condizione che il Governo stanzi risorse specifiche. Per il FMOF il sindacato evidenzia come il fondo sostenga ormai anche nuove attività, tra cui le ore facoltative di latino previste dal Decreto Scuola.

Legge di bilancio 2027 e sciopero generale del 20 novembre 

Fracassi ha descritto un sistema al collasso, segnato da una desertificazione dell’istruzione pubblica, e ha ricordato che dietro le cifre ci sono le storie di chi vuole lavorare nella scuola. 

Nel corso della conferenza è stato, inoltre, proiettato un video con interviste a docenti da Nord a Sud sulle difficoltà ad arrivare a fine mese, sul caro vita e sulla precarietà.

La segretaria generale ha citato la conferenza stampa della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni del 28 ottobre, che ha seguito l’approvazione in Consiglio dei Ministri della legge di bilancio 2027, una manovra da circa 26 miliardi. Secondo la FLC CGIL, il testo non contiene risorse aggiuntive per il settore scuola: nulla per la stabilizzazione, per il diritto allo studio e per l’edilizia scolastica, al netto della climatizzazione.

Sul fronte governativo, la Presidente Meloni ha annunciato l’obiettivo di dotare tutte le scuole di impianti di climatizzazione, misura rivendicata dal Ministro Valditara come impegno mantenuto. Fracassi ha, invece, criticato le riforme del Ministro e ha sollecitato un cambio di prospettiva sulle politiche per l’istruzione.

Stipendi scuola, dossier FLC CGIL: una slide della conferenza stampa

Lo sciopero generale del 20 novembre 2026

La FLC CGIL aderisce allo sciopero generale proclamato dalla CGIL per venerdì 20 novembre 2026, per l’intera giornata. La mobilitazione riguarda il personale di scuola, università, ricerca, AFAM e formazione professionale.

Al centro della protesta, la difesa dell’istruzione pubblica e del sistema della formazione, con i temi di autonomia, investimenti e partecipazione. Tra le richieste figurano un piano straordinario di assunzioni, la stabilizzazione dei posti di sostegno, l’immissione in ruolo di docenti e ATA su tutti i posti vacanti e la contrarietà al DL Scuola, alla filiera tecnico-professionale 4+2 e al dimensionamento scolastico.

Università, AFAM ed enti di ricerca 

Il dossier estende l’analisi agli altri settori del CCNL Istruzione e Ricerca, che registrano la stessa dinamica.

SettoreAumenti contrattuali cumulati 2022-2027Inflazione cumulata
Scuola11,83%25,67%
Università (personale TAB e CEL)13%25,67%
AFAM12,5%25,67%
Enti di ricerca11,94% (ricercatori e tecnologi) – 13,31% (tecnico-amministrativi)25,67%

Per il personale universitario la perdita cumulata media ponderata è di 15.577 euro. Il Fondo di Finanziamento Ordinario degli atenei, pari a 9,365 miliardi nel 2026, perde il 4,6% in termini reali rispetto al 2022, mentre il FOE ordinario degli enti di ricerca cala del 4,1%.

Nel confronto europeo, l’Italia destina all’istruzione terziaria lo 0,39% del PIL contro lo 0,75% medio UE. La spesa complessiva in ricerca e sviluppo si attesta all’1,38% del PIL, a fronte del 2,24% della media europea (dati Eurostat 2024, provvisori).

Stipendi scuola, dossier FLC CGIL: una slide della conferenza stampa

Domande frequenti sul dossier FLC CGIL (FAQ) 

Quanto hanno perso gli stipendi della scuola rispetto all’inflazione?

Secondo il dossier FLC CGIL «Conoscenza sottocosto», tra il 2022 e il 2027 gli aumenti contrattuali cumulati del personale scolastico sono pari all’11,83%, contro un’inflazione ISTAT cumulata del 25,67%. A regime, nel 2027, la perdita è stimata in 4.129 euro l’anno per lavoratore.

A quanto ammonta la perdita complessiva 2022-2027?

La perdita cumulata stimata per ciascun lavoratore della scuola è di 21.507 euro nel sessennio. In media equivale a 3.585 euro l’anno e a 276 euro al mese su 13 mensilità.

Quanti sono i precari della scuola secondo la FLC CGIL?

Il dossier indica 302 mila lavoratrici e lavoratori precari, corrispondenti ai contratti a tempo determinato stipulati nell’anno scolastico 2025/2026. Secondo il sindacato, la precarietà si protrae in media per sette-otto anni.

Quante risorse chiede la FLC CGIL per la scuola?

Il sindacato quantifica 6,8 miliardi per il riallineamento delle retribuzioni, 500 milioni per il recupero dell’annualità 2013, 250 milioni per lo scatto 0-3 e 847 milioni per il raddoppio del FMOF. Nel complesso le voci sommano circa 8,4 miliardi di euro.

Quando è lo sciopero generale e chi coinvolge?

Lo sciopero generale proclamato dalla CGIL si svolge venerdì 20 novembre 2026, per l’intera giornata. La FLC CGIL vi aderisce per il personale di scuola, università, ricerca, AFAM e formazione professionale.

Perché la FLC CGIL non ha firmato il CCNL 2022-2024?

Il sindacato ritiene che l’aumento del 6% previsto dal CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, firmato il 23 dicembre 2025, coprisse solo un terzo circa dell’inflazione del triennio, pari al 17,3% in termini IPCA.