L’attesa per il prossimo aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), valido per il biennio scolastico 2026/2027 e 2027/2028, è già alta. Sebbene le tempistiche non siano ancora definitive (si ipotizza la primavera 2026), il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha già predisposto un testo preliminare che ha immediatamente suscitato un forte allarme della FLC CGIL sulla bozza dell’Ordinanza.
In una recente approfondita analisi, Manuela Calza (Segretaria nazionale del sindacato) ha sviscerato le novità e le criticità del documento, esprimendo profonda preoccupazione in particolare per l’introduzione dell’obbligo di riconferma per tutti gli iscritti, pena l’esclusione, e per il repentino cambio di regole sulla valutazione delle Certificazioni informatiche.
La riconferma obbligatoria: il punto centrale dell’allarme della FLC CGIL sulla bozza dell’Ordinanza
La criticità più allarmante segnalata dal sindacato nell’ambito dell’aggiornamento GPS 2026 riguarda una novità procedurale che rischia di trasformarsi in una vera e propria “trappola” per migliaia di docenti già inseriti in graduatoria.
Secondo la bozza attuale, infatti, tutti gli aspiranti già presenti nelle GPS dovranno obbligatoriamente presentare domanda di aggiornamento, anche nel caso in cui non abbiano nuovi titoli di servizio o culturali da dichiarare rispetto al biennio precedente.
Manuela Calza – nel corso dell’intervista con Anastasia Goglia (Segretaria FLC CGIL Napoli) – ha definito questa misura un “adempimento burocratico inutile e vessatorio“.
Il rischio concreto è che molti docenti, convinti che la propria posizione sia consolidata in assenza di variazioni, non presentino l’istanza, andando incontro alla cancellazione automatica dalle graduatorie.
Il sindacato chiede con forza lo stralcio di questa norma, ritenendo che la permanenza debba essere automatica per chi non ha nulla da aggiornare.
Certificazioni informatiche: regole cambiate “in corsa”
Un altro nodo cruciale che alimenta l’allarme della FLC CGIL sulla bozza dell’Ordinanza riguarda la valutazione dei titoli culturali, in particolare la stretta sulle Certificazioni informatiche.
La bozza ministeriale prevede che, d’ora in poi, saranno valutabili esclusivamente le certificazioni rilasciate da enti accreditati da Accredia.
La FLC CGIL contesta duramente questa impostazione, giudicandola un inaccettabile “cambio delle regole in corsa“.
Molti precari, infatti, hanno conseguito in buona fede certificazioni negli anni passati basandosi sulla normativa vigente all’epoca, investendo tempo e denaro.
Il sindacato chiede che venga tutelato il pregresso, prevedendo una fase transitoria che riconosca i titoli già conseguiti, oppure che si stabilisca una data futura per l’entrata in vigore delle nuove regole, senza effetto retroattivo.

Luci e ombre su ITP e Personale Educativo
L’analisi della bozza tocca anche categorie specifiche, evidenziando situazioni contrastanti.
Una nota positiva riguarda gli Insegnanti Tecnico-Pratici (ITP): la nuova ordinanza dovrebbe finalmente riconoscere il giusto valore ai loro titoli di abilitazione, in modo da permettere l’accesso alla prima fascia con una valutazione del punteggio equiparata a quella degli altri docenti abilitati e sanando una storica disparità.
Forti perplessità, invece, vengono espresse riguardo al Personale Educativo.
La bozza prevede la possibilità per questi lavoratori di transitare dalla loro graduatoria specifica a quella della scuola Primaria (posto comune).
La FLC CGIL si oppone a questa misura, sottolineando che per insegnare alla Primaria è richiesta la Laurea in Scienze della Formazione Primaria, titolo che non tutto il personale educativo possiede.
Anche questo aspetto contribuisce al generale allarme della FLC CGIL sulla bozza dell’Ordinanza, in quanto percepito come una svalutazione del titolo di accesso specifico per la scuola Primaria.
L’eterno problema dell’Algoritmo
Sebbene l’Ordinanza Ministeriale regoli la formazione delle graduatorie e non direttamente la fase di assegnazione delle supplenze, Manuela Calza ha ribadito che i due aspetti sono interconnessi.
Resta forte la preoccupazione per il funzionamento dell’algoritmo informatico per le nomine.
La FLC CGIL torna a chiedere con urgenza una revisione del meccanismo, affinché, in caso di nuove disponibilità di posti (rinunce, nuove cattedre), il sistema torni a scorrere la graduatoria dall’inizio, garantendo il diritto di chi ha più punti e correggendo le ingiustizie degli anni passati.
Conclusioni
L’analisi di Manuela Calza dipinge un quadro complesso. Se da un lato ci sono alcuni aggiustamenti tecnici attesi, dall’altro emergono volontà politiche del Ministero che preoccupano il sindacato.
La FLC CGIL si dice, infine, pronta a dare battaglia affinché la bozza venga modificata, in modo da tutelare i diritti dei lavoratori precari ed evitare le complicazioni burocratiche che hanno fatto scattare l’allarme.






