Si è tenuta oggi, 17 settembre, l’audizione sul decreto legge 127 in VII Commissione Cultura al Senato. L’incontro ha visto i sindacati del comparto scuola esprimere forti critiche e perplessità su temi fondamentali quali il rinnovo del CCNL Scuola, la filiera tecnologico-professionale e l’aggiornamento delle GPS.
Filiera Tecnologico-Professionale: Critiche all’Autonomia Scolastica
Un primo punto di scontro significativo emerso durante l’audizione sul decreto legge 127 riguarda l’articolo 2, dedicato alla filiera formativa tecnologico-professionale. Le organizzazioni sindacali hanno manifestato un dissenso compatto.
La Segretaria generale della Flc Cgil Gianna Fracassi ha sollevato serie preoccupazioni sulla “tempestiva programmazione” dei percorsi, la quale sembra imporre un automatismo che scavalca il ruolo degli organi collegiali.
Un aspetto fondamentale dell’autonomia scolastica, tutelata dal Titolo V della Costituzione, risiede proprio nel potere del dirigente scolastico e degli organi collegiali di definire il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).
La Federazione Gilda Unams ha rincarato la dose, denunciando il tentativo di rendere ordinamentale una sperimentazione ancora in corso, i cui risultati non sono ancora valutabili e che ha raccolto una scarsa adesione da parte di scuole e famiglie.
Appare particolarmente grave l’imposizione ai dirigenti scolastici di candidare i propri istituti, una mossa che di fatto viola l’autonomia delle istituzioni scolastiche.
CCNL Scuola: Le Critiche sui Fondi nell’Audizione sul Decreto Legge 127
Il tema del rinnovo contrattuale per il triennio 2022-2024 è stato un altro nodo nevralgico della discussione.
Sebbene i sindacati accolgano con favore lo stanziamento di 240 milioni di euro previsto dall’articolo 3, la critica è unanime nel giudicare tali risorse del tutto insufficienti.
La Uil Scuola Rua del Segretario generale Giuseppe D’Aprile ha evidenziato come i fondi non siano aggiuntivi, ma derivino da stanziamenti originariamente vincolati ad altre finalità, come il nuovo ordinamento professionale del personale ATA e il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (FMOF).
La Flc Cgil ha calcolato che tale importo si tradurrebbe in un compenso “una tantum” di circa 120 euro lordi per lavoratore. Una cifra irrisoria se confrontata con la perdita permanente del potere d’acquisto dei salari, stimata intorno al 17% nel triennio, per la quale sarebbero necessari incrementi strutturali superiori ai 300 euro mensili.
Le posizioni emerse nell’audizione sul decreto legge 127 chiedono con forza risorse fresche e misure di detassazione per restituire dignità economica al personale della scuola.

Aggiornamento GPS: Una Proroga che non Risolve il Precariato
Forte contrarietà è stata espressa anche riguardo all’articolo 4, che proroga il potere di ordinanza ministeriale per l’aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) per il biennio 2026/2028.
Per i sindacati, questa misura non risolve il problema del precariato, ma rischia di cronicizzarlo.
La Flc Cgil ha ricordato come lo strumento dell’ordinanza fosse stato adottato in piena emergenza pandemica e come le problematiche emerse negli anni richiedano un ripensamento sostanziale delle regole.
La Uil Scuola Rua ha sottolineato tre criticità determinanti che una semplice proroga non può sanare. In primo luogo, la disparità di punteggio tra docenti teorici e ITP nelle graduatorie di sostegno di I fascia, non giustificata da un percorso di specializzazione identico.
In secondo luogo, il funzionamento dell’algoritmo di assegnazione, che permette ingiusti scavalcamenti a danno di docenti con punteggio superiore.
Infine, emerge la necessità di aggiornare le tabelle di valutazione dei titoli, che non possono essere congelate da un’ulteriore proroga.
Le Richieste dei Sindacati: Stabilità e Investimenti Strutturali
Al termine dell’audizione sul decreto legge 127, le richieste delle organizzazioni sindacali convergono su un punto essenziale: la scuola italiana necessita di stabilità e investimenti strutturali, non di interventi emergenziali e parziali.
Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ha commentato: “Il DDL in questione ha un approccio che non può soddisfare i principi per cui noi ci battiamo. La Scuola italiana è un bene comune fondamentale e il dl in esame affronta temi essenziali ma in modo parziale e a tratti inadeguato”.
La Uil Scuola ha ribadito la necessità di un regolamento stabile per le supplenze e ha rinnovato la richiesta di rendere strutturale la procedura di immissione in ruolo da GPS di I fascia, estendendola anche ai posti comuni.
Una simile misura garantirebbe non solo la stabilizzazione dei precari, ma anche la continuità didattica, un fattore determinante per la qualità dell’istruzione offerta agli studenti.
La valorizzazione della contrattazione collettiva e il rispetto del personale scolastico restano le priorità per un reale rilancio del sistema.





