Esistono dal 1974 e, da allora, molte cose sono cambiate: si tratta degli organi collegiali nella scuola, tra i quali primeggia in assoluto il consiglio di istituto.
La loro regolamentazione fa riferimento al D.Lgs n.297 del 1994 (il cosiddetto Testo Unico delle norme della scuola), al Regolamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche (il DPR n. 275/1999) e alla norma Buona Scuola (legge n. 107/2015).
Vediamo più nel dettaglio in cosa consiste il consiglio di istituto, come è composto e quali sono i suoi poteri.
Cos’è il Consiglio di Istituto?
Il consiglio di istituto è l’organo amministrativo collegiale della scuola con potere deliberante, quindi può prendere decisioni anche molto importanti all’interno dell’istituzione scolastica. In qualità di organo amministrativo, esercita un ruolo determinante sulle scelte economiche, gestionali e politiche della scuola.
Il consiglio di istituto, da non confondere con il consiglio di classe, rappresenta tutti coloro che compongono l’istituzione scolastica, infatti, ne fanno parte rappresentanti di genitori, docenti, personale ATA e, nel caso della scuola secondaria di II grado, studenti. A capo si trova un presidente, selezionato ed eletto tra i genitori.
La sua composizione varia in base al numero degli studenti dell’istituzione scolastica:
- se gli alunni sono meno di 500, il consiglio di istituto è composto da 14 membri: 6 docenti, 1 rappresentante del personale ATA e 6 rappresentanti dei genitori, con l’aggiunta del dirigente scolastico. Nel caso della scuola secondaria di II grado, i numeri cambiano con 3 rappresentanti per i genitori e 3 rappresentanti per gli studenti;
- se gli alunni sono più di 500, allora i membri aumentano: 8 docenti, 2 rappresentanti del personale ATA e 8 genitori. Anche qui, nel caso della scuola secondaria di II grado, i numeri dei membri cambiano: 4 rappresentanti per i docenti e 4 per gli studenti, più il dirigente scolastico.
Tutte le funzioni del consiglio di istituto
Trattandosi di un organo amministrativo deliberante e partecipativo della scuola, il consiglio di istituto detiene un gran numero di poteri: approva il PTOF, cioè il Piano Triennale dell’Offerta Formativa e delibera sia il bilancio preventivo e il conto consuntivo dell’istituzione scolastica, sia le proposte della giunta esecutiva in merito all’organizzazione e alla programmazione delle attività scolastiche, ovviamente rimanendo nei limiti previsti dai costi preventivati nel bilancio.
La definizione dei regolamenti interni della scuola
Un potere molto importante in mano al consiglio di istituto scolastico riguarda l’adozione del regolamento interno di istituto, un documento essenziale che regolamenta la vita quotidiana all’interno dell’istituzione scolastica.
Al suo interno, infatti, si stabiliscono numerosi aspetti: l’entrata e l’uscita da scuola, come comportarsi se estranei si introducono all’interno dell’istituto, le responsabilità dei docenti durante i cambi dell’ora e in occasione delle uscite didattiche, la gestione della mensa a fine orario scolastico.
In poche parole, il regolamento dell’istituto organizza tutte le varie attività che contraddistinguono la quotidianità della scuola e che tutto il personale, oltre che tutti gli studenti, devono assolutamente conoscere e rispettare.
L’approvazione del PTOF
Elaborato dal collegio dei docenti tenendo conto delle direttive del dirigente scolastico, il PTOF deve essere approvato dal consiglio di istituto. Questa decisione è piuttosto recente ed è prevista dalla legge 107, la cosiddetta legge della Buona Scuola del 2015.
Al suo interno, il PTOF racchiude tutte le sfaccettature della progettazione educativa e didattica che devono essere note non solo ai docenti, ma anche agli studenti e alle loro famiglie, dato che il documento è destinato proprio a loro.
Ecco perché l’elaborazione, l’approvazione e l’attuazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa sono coinvolti (direttamente o indirettamente) tutti i protagonisti della scuola: consiglio di istituto, collegio docenti, dirigente scolastico, personale ATA; genitori e studenti.
Il PTOF è un documento fondamentale, che non consiste in un semplice atto burocratico ma in un vero e proprio rappresentante dell’istituzione scolastica che, di conseguenza, può (e deve) essere migliorato nel tempo.

Il consiglio d’istituto esercita un ruolo determinante sulle scelte economiche, gestionali e politiche della scuola.
La gestione del bilancio scolastico
Altro compito del consiglio di istituto è la delibera del bilancio preventivo e del conto consuntivo dell’istituzione scolastica, cioè di tutte quelle scelte amministrative che permettono di programmare e attuare concretamente il PTOF.
Un esempio è dato dalle delibere relative all’acquisto e alla successiva conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei sussidi didattici, così come all’organizzazione di attività didattiche e di orientamento, viaggi nazionali e internazionali, alternanza scuola-lavoro e programmi di varia natura (umanistica, scientifica, tecnica, sociale).
La definizione di forme e modalità per lo svolgimento di eventuali iniziative assistenziali
Un ulteriore compito assegnato al consiglio di istituto consiste nella definizione della partecipazione delle istituzioni scolastiche alle attività del territorio, che possono essere sportive, culturali o ricreative.
Il consiglio decide anche le forme e le modalità dello svolgimento di eventuali attività assistenziali di interesse per l’istituto, il che si traduce in un passo molto importante verso l’autonomia della scuola stessa: quest’ultima, infatti, assume un ruolo molto importante nella gestione educativa degli studenti, che hanno la possibilità di interagire con il territorio di appartenenza e imparare a conoscerlo.
La scelta dei criteri per formare le classi, assegnare i docenti e la definizione del calendario scolastico
Il consiglio di istituto ha anche il compito di dare indicazioni sulla formazione delle classi, sull’assegnazione dei docenti e sull’adattamento dell’orario scolastico. Non solo, perché coordina l’organizzazione delle attività svolte dai consigli di classe, interclasse e intersezione.
Più nello specifico, si esprime in relazione all’andamento generale dell’istituto dal punto di vista sia didattico, che amministrativo e ha diritto di parola su qualsiasi argomento stabilito per legge o dal Testo Unico.
Il consiglio di istituto si pronuncia anche sulla definizione del calendario scolastico, tenendo conto delle esigenze ambientali del territorio, di conseguenza può decidere autonomamente di aggiungere chiusure “extra” rispetto al calendario scolastico regionale, rimanendo sempre nei limiti dei 200 giorni di attività didattica minimi previsti.
L’approvazione di attività extracurriculari
Il consiglio di istituto si occupa anche della definizione dei criteri generali della programmazione educativa e dell’organizzazione di tutte quelle attività definite extrascolastiche, di recupero e di potenziamento.
L’organo collegiale, infatti, ha il compito di promuovere contatti utili e interessanti con il territorio con l’obiettivo di creare le cosiddette “reti di scuole”, in modo che le varie istituzioni scolastiche entrino in contatto tra loro per scambiare informazioni ed esperienze e dar vita a nuove collaborazioni.
Un esempio è dato dalle segreterie delle istituzioni scolastiche che, a fronte dell’aumento di mansioni da parte degli uffici periferici del Ministero, ricorrono sempre più spesso alle reti di scuole per gestire insieme alcune pratiche amministrative, dividere i carichi di lavoro e specializzarsi in ambiti diversi.






