Contratto Scuola 2022-2024: no al sabato lavorativo per il personale scolastico all’estero. Il Comunicato Stampa di UIL Scuola Rua

Rosalia Cimino

29 Settembre 2025

Contratto Scuola 2022-2024: no al sabato lavorativo. Docenti a scuola

Contratto Scuola 2022-2024: no al sabato lavorativo per il personale scolastico all’estero. Il Comunicato Stampa di UIL Scuola Rua

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Contratto Scuola 2022-2024: no al sabato lavorativo per il personale scolastico in servizio all’estero. È questa la posizione sostenuta con fermezza da UIL Scuola Rua che si oppone alla proposta contenuta nella bozza contrattuale del nuovo CCNL. 

La UIL Scuola Rua, dunque, ribadisce con fermezza il proprio no a questa misura, chiedendo all’ARAN di rivedere la proposta. Secondo il sindacato, l’obbligo del sabato lavorativo creerebbe disparità di trattamento rispetto al personale del Ministero degli Affari Esteri, già esonerato dal servizio in quel giorno, e renderebbe più difficoltosa la gestione delle ferie e dei rientri in Italia nei fine settimana. 

Per la UIL è necessario mantenere coerenza, omogeneità e rispetto delle condizioni di lavoro del personale scolastico all’estero. Ecco il comunicato stampa.

Il Comunicato Stampa

“La UIL Scuola Rua conferma la propria contrarietà all’introduzione del sabato lavorativo per il personale scolastico in servizio all’estero.

Lo abbiamo già rappresentato nell’incontro del 24 settembre all’ARAN e lo ribadiamo oggi: è necessario che la proposta venga ritirata, sottolinea il responsabile della Uil Scuola Esteri, Angelo Luongo. 

Dal 2017, il Ministero degli Affari Esteri ha equiparato il personale scolastico in servizio all’estero al restante personale delle sedi diplomatiche, prevedendo il sabato come giorno non lavorativo. Anche le scuole, che dipendono direttamente dalle sedi consolari e dalle ambasciate, seguono questo calendario.

Introdurre il sabato lavorativo – sottolinea Luongo –  significherebbe creare una disparità di trattamento rispetto al personale del Ministero, senza reali vantaggi. 

Al contrario, renderebbe più difficile la fruizione delle ferie e limiterebbe la possibilità di rientro in Italia nei fine settimana, creando differenze di trattamento rispetto al restante personale delle sedi diplomatiche.
Riteniamo necessario – conclude Luongo – mantenere coerenza e omogeneità nell’organizzazione del lavoro all’estero”.