Con il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo di attuazione della legge n. 70/2024, il Governo rafforza gli strumenti di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole italiane.
L’iniziativa, voluta dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, punta non solo a sensibilizzare studenti e famiglie sui pericoli delle violenze tra pari – sia in presenza sia online – ma anche a proporre sanzioni più efficaci per chi compie atti aggressivi nei confronti del personale scolastico e dei compagni.
Le novità del decreto legislativo contro bullismo e cyberbullismo
Il nuovo provvedimento introduce un numero verde nazionale dedicato alle vittime, ampliando le attività di supporto psicologico e legale e promuovendo campagne di formazione sia in aula sia a distanza.
Le scuole dovranno integrare nei propri regolamenti interni le “Linee di Orientamento” emanate nel 2021, istituire un “Team Antibullismo” e un “Tavolo Permanente” di monitoraggio con studenti, docenti, genitori ed esperti del territorio.
L’obiettivo è costruire un’alleanza educativa stabile, in cui la famiglia e l’istituto collaborino per individuare e intercettare per tempo comportamenti a rischio, favorendo una cultura del rispetto reciproco piuttosto che la mera punizione.
Più tutele per le vittime e pene più dure per gli aggressori
Il decreto inasprisce le sanzioni per chi offende o aggredisce insegnanti e dirigenti: l’arresto obbligatorio in flagranza di reato diventa norma per i casi più gravi, mentre le pene per lesioni lievi salgono da sei mesi fino a tre anni di reclusione.
Sul fronte studentesco, la sospensione da uno a due giorni è sostituita da un percorso obbligatorio di “buona condotta”, che include attività di approfondimento sui valori civici e solidali.
Per le infrazioni più serie (da tre a quindici giorni di sospensione), entreranno in vigore obbligatorie attività di cittadinanza attiva presso enti locali, servizi socio-assistenziali o collaborazioni con associazioni no-profit.
Il voto di condotta diventa inoltre criterio decisivo per la promozione di fine anno: un 5 in condotta comporterà il non superamento dell’anno scolastico, mentre un 6 “rimandato” obbligherà lo studente a un vero e proprio esame di recupero con elaborato sui principi violati dal suo comportamento.
Rafforzamento del controllo e coinvolgimento delle famiglie
Il decreto estende l’obbligo di acquisire il consenso scritto dei genitori per ogni iniziativa didattica sulla sessualità, specificando materiali usati, soggetti esterni coinvolti e modalità di svolgimento.
In caso di rifiuto, le scuole dovranno offrire percorsi alternativi. Questa misura vuole garantire trasparenza e responsabilizzazione delle famiglie, rafforzando il patto educativo e prevenendo possibili incomprensioni sui contenuti trattati.
Con l’adozione del decreto legislativo, l’Italia muove un passo decisivo nel contrasto alle forme di violenza tra pari e verso il personale scolastico, confidando in una sinergia rafforzata tra scuole, famiglie e istituzioni.
L’efficacia di queste misure dipenderà però dalla tempestiva applicazione nei regolamenti di istituto e dalla capacità di mantenere vivo il dialogo con i giovani, per trasformare le regole in strumenti di crescita e responsabilità condivisa.






