A poche settimane dalla fine delle lezioni, torna d’attualità il dibattito sui compiti assegnati durante l’estate.
Secondo il professor Italo Farnetani, ordinario di Pediatria all’Università Ludes-United Campus of Malta, queste esercitazioni rappresentano “uno stress inutile e controproducente” che sottrae a bambini e adolescenti tempo prezioso per movimento, svago e scoperta.
Farnetani, nel corso di un’intervista rilasciata ad Adnkronos Salute, calcola che le famiglie italiane investono ogni anno 250 milioni di euro in libri e materiali per i compiti estivi – soldi che, a suo avviso, sarebbe meglio destinare a momenti di convivialità e crescita esperienziale.
Perché i compiti estivi danneggiano l’apprendimento
Il caldo torrido dell’estate compromette la capacità di concentrazione: temperature elevate rallentano le funzioni cognitive, rendendo faticosa qualsiasi attività di studio anche nelle ore “fresche” della giornata.
Al mattino, poi, l’organismo non è ancora efficiente sul versante della memoria e del ragionamento.
Inoltre, prolungare l’impegno scolastico fino a luglio–agosto rischia di estendere lo stress derivante dall’apprendimento, anziché concedere al cervello il recupero necessario.
Secondo Farnetani, interrompere bruscamente il ritmo scolastico sottrae ai ragazzi l’occasione di esercitare la resilienza – ovvero la capacità di recupero mentale – fondamentale per affrontare con slancio il nuovo anno scolastico.
L’estate come palestra di vita e salute
Liberi dai libri, bambini e adolescenti possono dedicarsi ad attività all’aperto, sport e relazioni sociali, elementi cruciali per uno sviluppo equilibrato.
Farnetani promuove in particolare il nuoto, sottolineando che “solo il 30% dei minori sa davvero nuotare in mare in modo efficace” e che imparare a “stare in acqua in sicurezza” è la lezione più utile e duratura che si possa offrire durante le vacanze.
Le “Bandiere Verdi” ideate dal pediatra, che segnalano le spiagge più a misura di bambino, ribadiscono l’importanza di ambienti protetti in cui i ragazzi possano esplorare, muoversi e socializzare senza vincoli didattici.
Alla luce delle evidenze scientifiche e delle considerazioni sul benessere psico-fisico dei più giovani, affidare zero compiti nelle vacanze non è solo un’idea romantica, ma una scelta efficace per rigenerare mente e corpo.
Investire in esperienze reali, anziché in quaderni e fotocopie, significa puntare su una crescita che va oltre i voti, alimentando curiosità, autonomia e salute.



