Formazione ATA durante le ferie: diritto garantito o zona grigia? Il nodo del riconoscimento delle ore

Rosalia Cimino

28 Luglio 2025

Spiaggia e mare

Formazione ATA durante le ferie: diritto garantito o zona grigia? Il nodo del riconoscimento delle ore

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Con l’avvio dei corsi di formazione sulla piattaforma Scuola Futura nel luglio 2025, rivolti al personale ATA, si è aperto un acceso dibattito giuridico e sindacale: le ore di formazione vanno riconosciute anche se svolte durante le ferie? La UIL Scuola risponde con fermezza: sì, è un diritto contrattualmente garantito.

Secondo la circolare ministeriale n. 34744, i corsi si svolgono in un periodo in cui molti lavoratori sono ufficialmente in ferie, autorizzate in precedenza. Tuttavia, le norme contrattuali e i decreti in vigore stabiliscono chiaramente che la frequenza ai corsi è considerata “servizio a tutti gli effetti”, e dunque non può essere invalidata dal periodo di assenza per ferie.

Cosa prevede la normativa: chiarezza o ambiguità?

Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Scuola 2019/2021, all’articolo 36, afferma che la formazione deve avvenire “di norma durante l’orario di servizio” e che, in ogni caso, chi partecipa ai corsi è “considerato in servizio a tutti gli effetti”.

Inoltre, anche il DM n. 140 del 12 luglio 2024 ribadisce al comma 1 dell’articolo 11 che “la frequenza dei corsi di formazione è considerata servizio”.

Queste disposizioni sembrano escludere ogni automatismo secondo cui una persona in ferie non possa vedersi riconosciute le ore di formazione. Non solo: qualsiasi diniego deve essere formalmente motivato dall’Amministrazione, evitando ambiguità o interpretazioni restrittive.

Perché negare il riconoscimento è un errore (e un rischio)

Negare il riconoscimento delle ore di formazione svolte durante le ferie non solo è privo di base normativa, ma rischia anche di minare la credibilità dell’intero sistema formativo per il personale ATA. 

I corsi su Scuola Futura sono spesso obbligatori per accedere o mantenere determinate posizioni economiche, e la loro non validazione potrebbe comportare conseguenze professionali gravi per i dipendenti coinvolti.

Inoltre, questa pratica rischia di penalizzare chi ha scelto, con senso di responsabilità, di formarsi anche nel periodo di ferie, dimostrando disponibilità verso l’aggiornamento professionale. 

La logica dovrebbe premiare, non punire, chi investe nel proprio sviluppo, anche fuori dagli orari o periodi standard di servizio.

Dunque, alla luce del quadro normativo e contrattuale, il riconoscimento delle ore di formazione ATA svolte durante le ferie è un diritto, non una concessione. Serve ora una linea ministeriale univoca, per garantire equità, chiarezza e rispetto dei diritti contrattuali.