Diventare insegnante oggi

La Scuola Oggi

25 Agosto 2025

Diventare insegnante oggi

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Diventare insegnanti oggi è un traguardo che molti laureati e professionisti sognano di raggiungere. Ma come trasformare questa aspirazione in realtà? La strada maestra è una sola: superare il concorso docenti.

In questa guida non troverai solo nozioni, ma una vera bussola per orientarti in un percorso complesso e stimolante. Scopriremo insieme cosa significa davvero partecipare a un concorso per l’insegnamento: le diverse tipologie, i requisiti richiesti, chi può candidarsi e come si svolgono le prove.

Che tu sia alle prime armi dopo la laurea o un docente precario in cerca di stabilità, qui troverai informazioni sempre aggiornate e pratiche: come leggere i bandi, quali titoli servono, come prepararsi al meglio e quali strategie adottare per affrontare il prossimo concorso a cattedra con sicurezza.

Questa non è solo una guida: è il tuo piano d’azione per costruire una carriera nella scuola di oggi.

Il percorso per diventare insegnanti

Il percorso per diventare insegnante in Italia richiede il possesso del titolo di studio di accesso all’insegnamento e dell’abilitazione. Le procedure di accesso e formazione iniziale per i docenti, soprattutto per la scuola secondaria, sono state recentemente modificate. 

ScuolaTitoli di accesso all’insegnamento
Scuola dell’infanzia e primariaLaurea in Scienze della formazione primaria, sia di vecchio ordinamento sia di nuovo ordinamento; Diploma di Istituto Magistrale o di Scuola magistrale o Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico conseguiti entro l’anno scolastico 2001-2002.
Scuola secondariaLaurea magistrale o magistrale o a ciclo unico, o Lauree specialistiche di durata quinquennale o equipollenti, nonché i diplomi universitari di durata quinquennale, nei corsi di studio a ciclo unico; CFU a seconda del caso specifico.

Per diventare un insegnante a tutti gli effetti, è necessario conseguire entrambi i requisiti sopracitati. Coloro i quali possiedono solo il titolo di studio di accesso possono essere inseriti nelle Graduatorie di Istituto di III fascia con la possibilità di ricevere incarichi di supplenza a tempo determinato.

Diventare insegnante per la scuola dell’infanzia e primaria

Nella scuola dell’infanzia e primaria, i titoli di accesso all’insegnamento sono considerati anche abilitanti e possono essere:

  • Laurea in Scienze della formazione primaria, sia di vecchio ordinamento sia di nuovo ordinamento;
  • Diploma di Istituto Magistrale o di Scuola magistrale o Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico conseguiti entro l’anno scolastico 2001-2002.

Diventare insegnante di scuola secondaria

Per diventare insegnante nella scuola secondaria di primo e secondo grado, la laurea magistrale potrebbe non essere sufficiente. È necessario verificare che siano stati completati i CFU richiesti per ogni classe di concorso, come previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica del 2016. Se il corso di laurea non comprende tali CFU, è possibile acquisirli attraverso corsi post-lauream o singoli corsi universitari.

Fino al 31 Dicembre 2024, per accedere al concorso docenti per la scuola secondaria era richiesto il possesso dei 24 CFU/CFA universitari in discipline antropo‑psico‑pedagogiche e metodologie, ora aboliti

Tale requisito, infatti, è stato superato dalle riforme introdotte dal PNRR: dal 1° Gennaio 2025, il percorso di abilitazione all’insegnamento e di accesso ai concorsi pubblici prevede obbligatoriamente il possesso di 60 CFU. L’esame finale del percorso universitario e accademico comprende una prova scritta e una lezione simulata, che valutano l’acquisizione delle competenze professionali delineate nel Profilo dell’allegato A del DPCM 60 CFU. 

Il percorso comprende attività di tirocinio e si conclude con una prova finale. Il percorso per diventare insegnante di scuola secondaria prevede: 

  • un percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale, 
  • un concorso pubblico nazionale indetto su base regionale o interregionale, 
  • un periodo di prova in servizio della durata di un anno con un test finale e valutazione conclusiva.

Le prove del concorso insegnanti

Lo svolgimento delle prove concorsuali rappresenta il cuore pulsante del cammino verso l’insegnamento. È il momento in cui si misura non solo la conoscenza, ma anche la capacità di comunicare, insegnare e operare in un contesto scolastico reale. 

Prepararsi con attenzione ai diversi step è essenziale per trasformare il percorso – lungo e impegnativo – in un’occasione concreta di successo.

La Prova Preselettiva quando prevista

Prima dell’introduzione del PNRR che ha semplificato le prove di accesso ai concorsi eliminando il test preselettivo, tutti i concorsi, soprattutto quelli su scala nazionale o con numerose candidature, prevedevano una prova di preselezione. 

Si tratta di un test a risposta multipla che valuta abilità di ragionamento, capacità di comprensione del testo, logica e, in alcuni casi, competenze linguistiche generali. L’obiettivo è selezionare solo i candidati con un livello minimo di attitudine, garantendo numeri gestibili per le prove successive

Sebbene non sempre presente, è fondamentale verificare il bando specifico: se prevista, merita dedicare tempo a test di ragionamento logico, esercizi di comprensione scritta e quiz a risposta chiusa.

La Prova Scritta

La prova scritta si articola in varie sezioni, in base al percorso e alla classe di concorso per cui ci si candida.

A variare può essere innanzitutto la tipologia dei quesiti formulati a risposta multipla o aperta. Nella scuola secondaria è frequente che siano presenti entrambe le modalità per valutare conoscenza, capacità argomentativa e competenza disciplinare.

Per quanto riguarda i contenuti, la focalizzazione è doppia. Da un lato, ci si concentra sulle materie della specifica CdC: storia, matematica, lettere, lingue, discipline tecnico-pratiche e così via. Dall’altro, si valuta la conoscenza delle metodologie didattiche e degli approcci pedagogici, perché il ruolo richiede non solo sapere, ma anche saper trasmettere.

Infine, in merito alle competenze informatiche e linguistiche: è sempre più frequente l’inclusione di domande su piattaforme didattiche, strumenti digitali di supporto all’insegnamento e padronanza di una lingua straniera, solitamente l’inglese.

Per affrontare al meglio la prova scritta, è importante studiare il programma contenuto nel bando, allenarsi con simulazioni e aggiornarsi sulle tecniche digitali più diffuse nelle classi.

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La Prova Orale

La prova orale rappresenta il momento in cui il candidato deve dimostrare completezza e padronanza sul piano disciplinare, ma anche sulle abilità comunicative. Il colloquio disciplinare approfondisce un tema specifico della classe di concorso. È una conversazione guidata, in cui non basta sapere: occorre argomentare con chiarezza, rigore e competenza didattica.

La lezione simulata è una delle prove più temute ma anche più significative. Il candidato deve progettare e presentare una lezione breve, scegliendo obiettivi, materiali, strategie didattiche e modalità di verifica. Conta l’efficacia comunicativa, l’attenzione alle esigenze degli studenti, l’organizzazione ed eventuale uso di strumenti tecnologici.

Infine, la verifica della lingua straniera: di solito in inglese, a livello B2. Viene testata sia la comprensione che la capacità di espressione orale, e può essere una sezione del colloquio o un suo momento distinto.

In fase di colloquio orale è importante dimostrare autorevolezza didattica, naturalezza nel rapporto con la classe e sicurezza nel parlare a voce alta.

La Prova Pratica per specifiche CdC

All’interno del concorso docenti, la prova pratica rappresenta una componente essenziale per quelle classi di concorso in cui l’insegnamento si basa su attività operative, tecniche o di laboratorio. 

Parliamo, ad esempio, delle discipline musicali, artistiche, motorie, tecnologiche o professionali (come meccanica, elettronica, informatica, cucina, sartoria, odontotecnica, ecc.), nelle quali non basta possedere conoscenze teoriche: è indispensabile saperle applicare in maniera concreta.

La prova pratica è, infatti, finalizzata ad accertare la padronanza degli strumenti e delle tecniche specifiche della materia. 

A differenza della lezione simulata, che valuta la progettazione didattica, la prova pratica chiede di eseguire materialmente un compito, risolvendo un problema tecnico o realizzando un prodotto funzionale. Ad esempio, un docente di laboratorio di scienze e tecnologie meccaniche potrebbe dover progettare un componente meccanico su carta o software CAD, o dimostrare l’uso corretto di un tornio o di altri strumenti tecnici.

Assunzione a tempo indeterminato

Per diventare insegnanti di ruolo, è necessario superare il concorso e possedere l’abilitazione. Dopo aver superato il concorso e, quindi, essendo in possesso dell’abilitazione, gli insegnanti saranno assunti a tempo indeterminato e dovranno svolgere un periodo di formazione e prova in servizio della durata di un anno.

Coloro che partecipano al concorso senza abilitazione e lo superano, saranno assunti per una supplenza annuale. Durante questo periodo, devono acquisire 30 CFU/CFA del percorso universitario e accademico di formazione iniziale degli insegnanti e successivamente superare un esame finale, costituito da una prova scritta e una lezione simulata.

Conferma in ruolo

Dopo aver superato il periodo di prova e formazione, gli insegnanti saranno confermati in ruolo, con un vincolo di permanenza nella prima sede di assegnazione per 3 anni, comprensivo dell’anno già svolto. 

Gli insegnanti assunti in ruolo vengono cancellati da ogni altra graduatoria, di merito, provinciale, di istituto o a esaurimento, nella quale siano iscritti.