Il Decreto Ministeriale n. 75 del 24 aprile 2025, con il suo Allegato A, ridefinisce in modo chiaro e articolato il profilo professionale del docente di sostegno e stabilisce i contenuti dei 40 CFU necessari per la specializzazione.
La presente guida approfondisce ogni aspetto della formazione: requisiti, struttura dei corsi, modalità di attivazione, esame finale, iscrizione, costi e prospettive professionali, per orientare gli aspiranti docenti di sostegno passo dopo passo nel percorso verso l’inclusione scolastica.
Il DM 75/2025 e l’Allegato A: progetto professionale del docente di sostegno
Con l’entrata in vigore del DM 75/2025, l’Allegato A definisce il docente di sostegno non più come figura di supporto estemporaneo, ma come co-titolare della classe o della sezione.
Tale riconoscimento implica una partecipazione a pieno titolo alla programmazione didattica, alla stesura del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e alla condivisione delle responsabilità formative durante i consigli di classe e interclasse.
In questo modo il docente specializzato diventa parte integrante del team, contribuendo in maniera strutturale alla progettazione delle attività educative e al monitoraggio degli obiettivi di apprendimento.
Competenze trasversali e specifiche: dalla normativa all’ICF-OMS
La nuova normativa va oltre la semplice formazione pedagogica: richiede al futuro docente di padroneggiare il quadro giuridico-normativo sulla disabilità, in modo da garantire il rispetto dei diritti degli studenti e il corretto inquadramento legislativo.
Accanto a questa solidità normativa, il docente deve saper utilizzare strumenti digitali inclusivi – dalle piattaforme di e-learning ai software di comunicazione aumentativa – per adattare le tecnologie alle esigenze individuali.
La conoscenza delle dinamiche relazionali e dei disturbi del neurosviluppo diventa essenziale per intercettare tempestivamente eventuali difficoltà comportamentali, mentre l’approccio ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) dell’OMS fornisce il metodo per osservare e misurare il funzionamento degli studenti in chiave bio-psico-sociale.
Il percorso formativo: 40 CFU fra didattica, laboratori e tirocinio
Per conseguire la specializzazione, il candidato deve acquisire 40 CFU (Crediti Formativi Universitari), corrispondenti a 1.000 ore complessive fra lezioni, laboratori e studio individuale.
I corsi, realizzati da INDIRE o dalle Università partner, si svolgono nell’arco di almeno quattro mesi. Le attività didattiche si svolgono prevalentemente in modalità sincrona telematica, con una percentuale di asincrono non superiore al 10%.
I laboratori, diversificati per grado d’istruzione (infanzia, primaria, secondaria di I e II grado), si concentrano su pratiche operative di inclusione.
Il tirocinio è riconosciuto a chi ha già maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno nei cinque anni precedenti, con l’obiettivo di valorizzare l’esperienza sul campo attraverso il dispositivo formale del corso.
Requisiti e modalità di attivazione dei corsi
Le Università – autonomamente o in convenzione con INDIRE – possono proporre i percorsi di specializzazione al Ministero dell’Istruzione e del Merito solo se la loro offerta didattica rispetta i contenuti dell’Allegato A.
Inoltre, i percorsi offerti devono garantire la direzione scientifica di un docente universitario di prima o seconda fascia appartenente al gruppo disciplinare pertinente.
Occorre inoltre che i docenti coinvolti siano esperti di inclusione e che i laboratori siano condotti da specialisti con abilitazione per il sostegno al grado corrispondente.
Un tutor d’aula in modalità sincrona supporta le attività e assicura la qualità formativa. INDIRE, a sua volta, attiva i percorsi mantenendo gli stessi standard qualitativi.
Organizzazione dell’offerta, numero di posti e fabbisogno nazionale
Attraverso uno o più avvisi pubblici, il Ministero acquisisce le manifestazioni di interesse delle Università e il catalogo dei corsi di INDIRE.
Sulla base dell’Allegato B, che quantifica il fabbisogno di docenti specializzati fino al 31 dicembre 2025, il Ministero stabilisce il numero di posti disponibili: ogni corso può accogliere da 50 a 150 partecipanti per grado di istruzione, aggiuntivi rispetto ai contingenti già autorizzati.
In caso di più cicli, INDIRE e Università gestiscono gli orari per evitare sovrapposizioni tra le attività sincrone.
Il colloquio finale: valutazione e rilascio del titolo
Al termine del percorso, ogni corsista affronta un esame finale in presenza basato su un elaborato scritto, che analizza un caso reale scelto dal candidato in relazione alla propria esperienza professionale.
Il colloquio verte sul quadro teorico di riferimento, sulle strategie metodologiche adottate e sull’uso di risorse digitali per l’inclusione.
La commissione, presieduta dal direttore del corso e composta da due docenti interni e un membro esterno designato dall’Ufficio Scolastico Regionale, valuta il colloquio in trentesimi.
Per superarlo occorre ottenere almeno 18/30. La votazione finale, arrotondata all’unità superiore, tiene conto anche delle prove intermedie.
Requisiti d’accesso, iscrizioni e gestione delle eccedenze
Possono iscriversi i docenti abilitati, in possesso del titolo di accesso e con almeno tre anni di servizio su posto di sostegno, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni.
L’anno scolastico è valido se comprende almeno 180 giorni di insegnamento oppure servizio continuativo dal 1° febbraio alla conclusione degli scrutini.
In caso di domande eccedenti i posti, INDIRE e Università stilano graduatorie per grado, dando priorità ai candidati più anziani di servizio e, a parità, ai più giovani. Le eccedenze vengono indirizzate a cicli formativi aggiuntivi fino alla scadenza del 31 dicembre 2025.
Investimento economico e ritorno professionale
La formazione è a carico del corsista, con un contributo massimo di € 1.300, versati all’iscrizione. L’investimento garantisce l’acquisizione di competenze multidisciplinari riconosciute a livello nazionale o europeo (ECTS per i percorsi INDIRE).
Il titolo di specializzazione, universitario o non universitario a seconda dell’ente erogatore, abilita all’insegnamento di sostegno in ogni ordine e grado.
Grazie a un iter formativo rigoroso e completo, il docente di sostegno uscirà dal percorso pronto a promuovere un’istruzione inclusiva e di qualità, contribuendo al successo formativo degli alunni con disabilità.




