A settembre 2025, nelle scuole di Firenze e provincia mancheranno 115 docenti: 47 posti in meno per il calo demografico e ulteriori 68 per effetto della Legge di Bilancio 2025.
La Flc Cgil lancia l’allarme sul drastico ridimensionamento dell’organico docente e sulle ricadute sull’offerta formativa, dalle attività di potenziamento al contrasto alla dispersione scolastica.
Il calo demografico e la riduzione delle iscrizioni
Nei 106 istituti di Firenze e provincia — 69 comprensivi (primaria e secondaria di primo grado) e 37 scuole secondarie di secondo grado— gli studenti iscritti per il 2025/26 saranno poco più di 114.000.
Parliamo di quasi 1.500 discenti in meno rispetto all’anno precedente, con un decremento di 1.130 alunni solo nella scuola primaria. Il calo di iscritti ha comportato la perdita di 47 cattedre, secondo i criteri di organico basati sul rapporto alunno/docente stabiliti dal Ministero.
Il peso della Legge di Bilancio 2025
Oltre alla denatalità, la manovra economica ha introdotto ulteriori 68 tagli a Firenze, contribuendo a portare a 115 il totale delle cattedre soppresse.
A livello nazionale, la Legge di Bilancio 2025 riduce di circa 5.660 posti l’organico dell’autonomia scolastica e di 2.174 unità il personale ATA, con Toscana e Firenze tra le aree più colpite.
Conseguenze sull’offerta formativa e “potenziamento”
La soppressione delle cattedre non colpisce solo l’insegnamento curricolare, ma soprattutto le attività di potenziamento: sportelli di recupero, corsi di alfabetizzazione, progetti innovativi e interventi di inclusione.
Il taglio medio di un posto e mezzo per istituto superiore ridurrà sensibilmente la capacità delle scuole di rispondere alle esigenze degli studenti, aggravando il rischio di dispersione scolastica e indebolendo il supporto all’orientamento e alla personalizzazione dei percorsi.
Differenze territoriali e confronto con il resto della Toscana
In Toscana complessivamente si perderanno circa 370 cattedre, di cui 105 a Firenze, 44 a Lucca e 30 a Grosseto.
Mentre a livello regionale il calo demografico spiega parte dei tagli, è la manovra di bilancio a determinare il saldo negativo più rilevante, con un taglio lineare che penalizza in modo simile tutte le province.
Le reazioni sindacali e le prospettive per il prossimo anno
Emanuele Rossi, segretario generale FLC Cgil Firenze, denuncia una “nuova stagione di tagli” imposta dal Patto di Stabilità e dalla Legge di Bilancio, che segnano un salto di qualità verso una vera e propria mannaia sulla scuola.
Ogni primavera, ricorda Rossi, scatta la conta dei danni: classi meno numerose ma privi di docenti e personale ATA, con ricadute occupazionali e sull’intera offerta educativa.
Impatto sul personale ATA
Il taglio di 2.174 unità ATA interesserà collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi a partire dall’anno scolastico 2026/27, peggiorando ulteriormente le condizioni di funzionamento delle scuole.
La riduzione dell’organico ATA, sommandosi ai mancati ricambi generazionali (blocco del turnover al 25 %), mette a rischio la manutenzione degli edifici e il supporto organizzativo essenziale per la didattica quotidiana.
In definitiva, la combinazione tra denatalità e politiche di rigore finanziario sta ridisegnando profondamente il panorama scolastico fiorentino: meno docenti, meno personale ATA, meno attività di potenziamento e una pressione crescente sulle scuole per mantenere livelli di qualità.
Sarà cruciale il dialogo tra istituzioni, sindacati e comunità educante per mitigare gli effetti dei tagli e garantire un’istruzione inclusiva e di qualità.



