Domanda GPS 2026: stop al rinnovo automatico e nuove regole per restare in graduatoria

Rosalia Cimino

27 Gennaio 2026

Domanda GPS 2026

Domanda GPS 2026: stop al rinnovo automatico e nuove regole per restare in graduatoria

Quiz GPS

La domanda GPS 2026 segna una svolta netta nel sistema delle supplenze scolastiche. Con l’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze del biennio 2026–2028, il Ministero dell’Istruzione e del Merito mette definitivamente fine al rinnovo automatico.

Da ora in poi, restare in graduatoria non sarà più un fatto “implicito”: ogni aspirante docente dovrà dichiarare attivamente la propria volontà di permanenza. Una novità che cambia le regole del gioco e richiede attenzione massima.

Cos’è la domanda GPS 2026 e perché è una novità cruciale

La domanda GPS 2026 non è un semplice aggiornamento, ma un passaggio obbligatorio per tutti gli aspiranti docenti che partecipano all’aggiornamento GPS 2026-2028, senza distinzioni.

La vera rivoluzione sta nell’eliminazione del meccanismo che, negli anni passati, consentiva di rimanere inseriti automaticamente anche senza presentare alcuna istanza.

Il nuovo impianto normativo punta a graduatorie più aggiornate, composte da candidati realmente interessati, il che le rende più facili da gestire per gli Uffici scolastici.

Addio rinnovo automatico GPS: cosa prevedeva e perché viene eliminato

In precedenza, chi era già inserito in GPS e non aveva nuovi titoli o servizi poteva non fare nulla e mantenere la propria posizione. Un sistema comodo, ma poco efficiente, che nel tempo ha mostrato criticità evidenti:

  • aspiranti non più disponibili ancora presenti in graduatoria;
  • dati obsoleti;
  • rallentamenti nelle operazioni di nomina.

Con la domanda GPS 2026, il Ministero introduce un criterio chiaro: chi vuole lavorare nella scuola deve dichiararlo.

Domanda GPS 2026 obbligatoria per tutti: chi deve presentarla

Secondo la bozza di Ordinanza Ministeriale, la domanda GPS 2026 deve essere presentata da:

  • chi aggiorna punteggio o titoli;
  • chi cambia provincia;
  • chi conferma la stessa posizione del biennio precedente;
  • chi non ha alcuna variazione da dichiarare.

Non esistono eccezioni: senza domanda, si è fuori dalle GPS.

Cosa succede se non presenti la domanda GPS 2026

La mancata presentazione della domanda GPS 2026 comporta conseguenze immediate e definitive per l’intero biennio:

  • esclusione dalle GPS 2026–2028;
  • cancellazione automatica dalle Graduatorie di Istituto;
  • impossibilità di ottenere supplenze annuali, fino al 30 giugno o brevi.

Non sono previste sanatorie, proroghe o recuperi tardivi. Chi resta fuori dovrà attendere il successivo aggiornamento.

Come e dove presentare la domanda GPS 2026

La domanda GPS 2026 si presenta esclusivamente online tramite il Portale Unico del Reclutamento (inPA). Non sono ammesse modalità alternative: niente cartaceo, niente email, niente PEC.

Per accedere e completare l’istanza servono:

  • SPID o CIE validi;
  • dati anagrafici correttamente aggiornati;
  • caricamento completo di titoli, certificazioni e servizi.

Ogni informazione inserita deve essere verificabile e coerente con gli archivi ufficiali.

Conferma della permanenza in graduatoria: il passaggio decisivo

Anche in assenza di modifiche, la domanda GPS 2026 va comunque compilata e inoltrata. Il sistema richiede una conferma esplicita della volontà di permanere in graduatoria, che ha valore legale e amministrativo.

Senza l’inoltro finale, l’istanza è considerata incompleta e il candidato viene escluso automaticamente dalle GPS.

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Impatto concreto per i docenti precari

Lo stop al rinnovo automatico rende il sistema più selettivo, ma anche più funzionale. I principali effetti pratici sono:

  • graduatorie più “pulite”;
  • meno rinunce durante le convocazioni;
  • maggiore scorrimento per chi è realmente disponibile.

Un cambiamento che premia l’attenzione e la programmazione.

Errori da evitare nella domanda GPS 2026

Tra gli sbagli più frequenti:

  • credere che l’iscrizione si rinnovi da sola;
  • ignorare le scadenze ufficiali;
  • non controllare i dati inseriti;
  • dimenticare l’inoltro definitivo della domanda.

Anche un errore formale può compromettere l’intero biennio.

Le altre novità delle GPS 2026–2028

Oltre alla domanda GPS 2026 obbligatoria, il nuovo aggiornamento introduce:

  • Sanzioni più severe: la rinuncia o l’abbandono di un incarico può comportare l’esclusione dalle supplenze per l’intero biennio.
  • Dichiarazione con riserva del servizio 2025/26: chi non ha completato l’anno scolastico alla scadenza della domanda può inserire il servizio con riserva, da confermare tra giugno e luglio per ottenere il punteggio pieno.
  • Certificazioni informatiche: per i nuovi inserimenti e i titoli acquisiti dopo l’ultimo aggiornamento (2024), secondo la proposta ministeriale, saranno valutabili solo quelle rilasciate da enti accreditati con Accredia, con la proposta del CSPI di equiparare alcune certificazioni DigiComp a quelle linguistiche. Restano valide quelle valutate per il biennio precedente.
  • Nuova II fascia per Educazione Motoria primaria: riservata ai laureati LM-67, LM-68 e LM-47.
  • Interpelli e MAD: istituzionalizzati e senza vincoli di provincia, consentendo la partecipazione libera.
  • Completamento orario tramite spezzoni: possibilità di aggregare ore residue per massimizzare l’orario delle supplenze.

Come prepararsi per tempo alla domanda GPS 2026

Per non farsi trovare impreparati è consigliabile:

  • verificare titoli e certificazioni già posseduti;
  • organizzare la documentazione digitale;
  • monitorare l’uscita dell’Ordinanza Ministeriale;
  • sfruttare il tempo disponibile per aumentare il punteggio.

La domanda GPS 2026 non è più una formalità, ma un passaggio obbligato. Chi vuole continuare a lavorare nella scuola deve agire consapevolmente. Il messaggio del Ministero è chiaro: restano in graduatoria solo i docenti realmente disponibili.