Il caos generato dalle procedure di nomina per le supplenze, come nel caso della Mini Call Veloce, riaccende il dibattito sul sistema di assunzione dei docenti. Per superare tali criticità, la Gilda degli Insegnanti rilancia con forza la sua proposta per un doppio canale di reclutamento, un modello strutturato che mira a garantire stabilità e a porre fine alla gestione emergenziale che ogni anno penalizza migliaia di precari.
Il Caos della Mini Call Veloce: l’Errore che Riapre il Dibattito
L’ultima dimostrazione delle falle del sistema attuale è emersa con la gestione della Mini Call Veloce.
Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ha denunciato una situazione di profonda confusione, evidenziata dal fatto che diverse regioni, tra cui Piemonte, Lombardia, Toscana e Sardegna, sono state costrette a ritirare e rielaborare le nomine già pubblicate.
L’errore di fondo è stato di natura procedurale e normativa: gli Uffici Scolastici Regionali avevano stilato le graduatorie basandosi unicamente sul punteggio dei candidati. Una simile impostazione ha ignorato un principio essenziale del sistema, ovvero la priorità degli iscritti nella prima fascia delle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) rispetto a coloro che provengono dagli elenchi aggiuntivi, i quali devono essere collocati in coda.
Doppio Canale di Reclutamento: la Proposta della Gilda nel Dettaglio
Di fronte a questa ennesima criticità, la Gilda ribadisce attraverso una nota stampa la necessità di una riforma organica, la cui pietra angolare è il doppio canale di reclutamento.
Il modello proposto dal sindacato si articola su due percorsi paralleli e distinti per l’immissione in ruolo.
Da una parte, si manterrebbero i concorsi ordinari, concepiti come via d’accesso primaria per i neolaureati e per tutti coloro che aspirano a entrare nel mondo dell’insegnamento.
Dall’altra, si istituirebbe una graduatoria ad esaurimento per i docenti già in possesso di abilitazione, ottenuta tramite percorsi formativi specifici o attraverso il superamento di precedenti procedure concorsuali.
L’obiettivo di questo sistema è duplice: garantire un reclutamento trasparente e meritocratico e, allo stesso tempo, valorizzare l’esperienza e la professionalità del personale precario, offrendo una prospettiva di stabilizzazione concreta e ponendo fine alla “giungla” di procedure che si sono accumulate dal 2016.

Le Cause del Problema: Personale Inadeguato e Frammentazione Regionale
Secondo l’analisi del coordinatore della Gilda, gli errori ricorrenti non sono casuali, ma il sintomo di problemi strutturali profondi.
Una delle cause principali risiede nella grave carenza di personale amministrativo che affligge le direzioni regionali, rendendo estremamente complessa la gestione di operazioni delicate che impattano sulla vita di migliaia di docenti.
A tale criticità si somma quella che viene definita un’eccessiva autonomia gestionale concessa alle singole regioni.
Siffatta frammentazione produce disomogeneità, interpretazioni normative divergenti e, in definitiva, errori procedurali.
Per il sindacato, la soluzione risiede in un ritorno alla gestione centralizzata delle operazioni di nomina più complesse, un passo fondamentale per assicurare uniformità di applicazione delle regole su tutto il territorio nazionale.
Il Contesto Normativo delle Supplenze: GPS e Elenchi Aggiuntivi
Per comprendere la gravità dell’errore procedurale, è basilare richiamare la normativa che regola le Graduatorie GPS.
La prima fascia è destinata ai docenti che possiedono già un’abilitazione o una specializzazione sul sostegno.
Gli “elenchi aggiuntivi“, invece, accolgono chi ha conseguito tali titoli in un momento successivo alla chiusura dei termini per l’aggiornamento ordinario delle GPS.
Le disposizioni ministeriali in materia sono inequivocabili: i candidati inseriti negli elenchi aggiuntivi devono essere posizionati in coda a tutti gli iscritti della corrispondente prima fascia, a prescindere dal punteggio totalizzato.
Il mancato rispetto di questa regola non solo ha reso le nomine illegittime, ma ha anche messo in luce la fragilità di un sistema che, per la sua stessa complessità, si presta a errori e interpretazioni errate, rafforzando la necessità di un approccio più semplice e lineare come il doppio canale di reclutamento.





