A 25 anni dall’introduzione dell’autonomia scolastica e della figura del dirigente scolastico, il sistema educativo italiano si trova di fronte a una questione ancora irrisolta: la separazione contrattuale tra Dirigenti Scolastici (DS) e Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA). Entrambi ricoprono ruoli chiave nella gestione delle scuole autonome, ma godono di riconoscimenti, tutele e opportunità profondamente disallineate.
L’Anquap (Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche) lancia un appello: è tempo di un cambiamento strutturale, di unificare l’area contrattuale, rimuovere le disparità e ripensare il governo delle istituzioni scolastiche.
Un sistema scolastico, due contratti: una disparità che penalizza i DSGA
Oggi, pur lavorando all’interno dello stesso contesto organizzativo e cooperando quotidianamente nella gestione delle scuole, DS e DSGA appartengono a due aree contrattuali distinte: i primi nella dirigenza, i secondi nel comparto.
Questo ha generato nel tempo una forte diseguaglianza:
- i DS hanno ottenuto un pieno riconoscimento giuridico ed economico;
- i DSGA continuano a essere penalizzati da trattamenti salariali inferiori, minore tutela sindacale e una condizione professionale instabile.
L’Anquap propone una soluzione chiara: riunire entrambe le figure in un unico CCNL, articolato in sezioni autonome ma inserite nell’area della dirigenza. Solo così si potrà garantire coerenza organizzativa, equità e valorizzazione reale delle responsabilità.
Concorso per Dirigente anche ai DSGA: una sfida per la meritocrazia
Un’altra distorsione denunciata riguarda l’accesso al concorso per Dirigente Scolastico, oggi riservato ai docenti. Eppure i DSGA, spesso in possesso degli stessi titoli culturali e con anni di esperienza diretta nella gestione amministrativa, vengono esclusi da ogni possibilità di carriera dirigenziale.
Questa chiusura rappresenta:
- un ostacolo alla valorizzazione delle competenze interne alla scuola;
- una limitazione alla mobilità verticale per figure che di fatto già svolgono ruoli direttivi complessi;
- un’anomalia rispetto ai principi di meritocrazia e pari opportunità nella Pubblica Amministrazione.
Aprire il concorso ai DSGA non significa stravolgere l’equilibrio scolastico, ma riconoscere competenze reali e offrire prospettive di crescita professionale a chi contribuisce ogni giorno al funzionamento della scuola.
Verso un nuovo equilibrio tra DS e DSGA: regole chiare e collaborazione
Infine, il rapporto tra Dirigente Scolastico e DSGA necessita di una ridefinizione normativa. L’Anquap sottolinea la necessità di superare ogni ambiguità gerarchica e di chiarire le competenze esclusive e sinergiche di entrambe le figure.
Serve un modello di governance scolastica:
- basato sulla collaborazione funzionale, non sulla subordinazione;
- con confini chiari per evitare sovrapposizioni e conflitti;
- che limiti l’uso dei poteri sostitutivi dei DS ai soli casi eccezionali e documentati.
Una riforma in tal senso contribuirebbe a rafforzare l’autonomia scolastica, non solo sul piano teorico ma anche operativo, rendendo più efficiente e trasparente la gestione delle scuole.
La scuola italiana ha bisogno di un sistema amministrativo coerente, equo e valorizzante. Dopo 25 anni di autonomia, è arrivato il momento di superare la separazione contrattuale tra DS e DSGA, garantendo pari dignità a due figure professionali complementari e indispensabili.
Unificare l’area dirigenziale, aprire il concorso per DS ai DSGA e chiarire i rapporti di responsabilità non sono solo richieste sindacali, ma azioni necessarie per modernizzare davvero la scuola italiana.





