La pubblicazione dei nuovi dati di Eduscopio 2025 offre alle famiglie e agli studenti uno strumento indispensabile per orientarsi nella complessa scelta della scuola superiore. Il portale, realizzato dalla Fondazione Agnelli, analizza nel dettaglio le performance degli istituti italiani e propone una graduatoria aggiornata che valuta la capacità delle scuole di preparare i ragazzi al percorso universitario o all’ingresso nel mondo del lavoro.
Eduscopio 2025 e l’orientamento scolastico: come funziona la piattaforma
Il motore di ricerca si conferma una risorsa determinante per chi frequenta la terza media e si appresta a decidere il proprio futuro formativo.
L’utilizzo della piattaforma risulta intuitivo e permette di comparare gli istituti situati nella propria area di residenza attraverso pochi passaggi.
Lo studente deve semplicemente indicare se il proprio obiettivo post-diploma è l’università oppure l’impiego lavorativo, selezionare l’indirizzo di studio desiderato (come il liceo scientifico o l’istituto tecnico economico) e specificare il comune di residenza, indicando anche la disponibilità agli spostamenti.
Il sistema elabora le informazioni e restituisce un confronto dettagliato tra le scuole del territorio che offre una panoramica chiara sulle performance di ciascun istituto.
L’importanza di Eduscopio 2025 diventa ancora più evidente in vista dell’apertura delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico (2026-2027).
Secondo le anticipazioni riportate da Italia Oggi, la circolare ministeriale con le date ufficiali dovrebbe arrivare a breve, con l’avvio delle procedure previsto indicativamente per la prima settimana successiva alle festività natalizie, probabilmente intorno al 12 gennaio.
I criteri di valutazione: analisi dei dati e metodologia della ricerca
Il gruppo di lavoro della Fondazione Agnelli, coordinato da Martino Bernardi, ha svolto un’indagine capillare per garantire l’affidabilità delle classifiche.
La base dati utilizzata per l’edizione attuale comprende ben 1.355.000 diplomati italiani, provenienti da 8.150 scuole e analizzati lungo l’arco di tre anni scolastici successivi (2019/20, 2020/21, 2021/22).
L’obiettivo primario della ricerca consiste nel misurare l’efficacia educativa degli istituti su due fronti distinti ma complementari.
Per i licei e gli istituti tecnici a indirizzo tecnologico o economico, l’attenzione si focalizza sulla preparazione agli studi accademici.
L’analisi si basa sui dati dell’Anagrafe degli Studenti (ANS) e dell’Anagrafe degli Studenti Universitari e dei Laureati (ANSUL) del Ministero.
Al fine di assicurare una solidità statistica rilevante, il portale prende in considerazione esclusivamente gli istituti che inviano all’università almeno un terzo dei propri diplomati e che contano non meno di 21 studenti immatricolati nel triennio di riferimento.

La novità sui percorsi quadriennali: l’efficacia della sperimentazione
L’edizione di Eduscopio 2025 introduce un elemento di novità assoluta: la valutazione degli esiti universitari e lavorativi relativi ai diplomati dei percorsi quadriennali sperimentali.
L’indagine ha coinvolto 2.112 studenti che hanno concluso il ciclo breve nell’anno scolastico 2021-22, confrontando i loro risultati con quelli dei colleghi che hanno seguito il tradizionale percorso quinquennale.
Il campione analizzato proviene da 142 istituti, tra statali e paritari, con una netta prevalenza di diplomi liceali, in particolare scientifici.
I dati emersi suggeriscono spunti di riflessione significativi. Sebbene gli iscritti ai percorsi quadriennali risultino spesso studenti con una motivazione e un background scolastico di partenza molto solidi (autoselezione positiva), le performance universitarie mostrano alcune criticità.
Il confronto evidenzia che, a parità di condizioni, i diplomati del quadriennale ottengono voti leggermente inferiori rispetto ai compagni del quinquennale.
Anche la stima dei crediti formativi universitari (CFU) acquisiti indica una minore efficacia, seppur il dato non raggiunga una piena significatività statistica.
Il direttore della Fondazione Agnelli, Andrea Gavosto, ha sottolineato come i risultati invitino alla prudenza.
Anticipare l’uscita dalla scuola a 18 anni senza una revisione profonda della didattica e dell’organizzazione scolastica rischia di penalizzare le competenze degli studenti.
La valutazione delle sperimentazioni appare, dunque, essenziale prima di procedere a riforme strutturali, al fine di apportare i necessari correttivi.
Parametri di eccellenza: l’Indice FGA e gli sbocchi lavorativi
La classificazione delle scuole orientate all’università si fonda sull’Indice FGA, un indicatore sintetico che combina due variabili principali:
- la velocità nel percorso di studi (ovvero i crediti ottenuti);
- la qualità degli apprendimenti (la media dei voti agli esami).
Entrambi i fattori pesano per il 50% sul risultato finale.
Un altro parametro di rilievo è rappresentato dalla percentuale di diplomati in regola, che misura la capacità della scuola di portare gli studenti al titolo senza bocciature.
Le analisi confermano che le scuole inclusive, che tendono a non selezionare eccessivamente durante il percorso, ottengono spesso ottimi risultati universitari, smentendo il mito che lega la severità selettiva al successo accademico.
Per quanto riguarda, invece, gli istituti tecnici e professionali, la valutazione si concentra sulla capacità di garantire un rapido e coerente ingresso nel mondo del lavoro.
L’analisi ha coinvolto circa 618.000 diplomati e si basa sui dati delle Comunicazioni Obbligatorie del Ministero del Lavoro.
Gli indicatori chiave sono due:
- l’indice di occupazione, che calcola la percentuale di diplomati che hanno lavorato per almeno sei mesi nei due anni successivi al titolo (escludendo chi si è iscritto all’università);
- la coerenza tra il percorso di studi effettuato e la professione svolta.






