Il 15 dicembre segna una ricorrenza fondamentale per il mondo dell’istruzione: la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico. In tale contesto, le rivendicazioni della FLC CGIL e la tutela del personale scolastico assumono un rilievo prioritario nel dibattito pubblico, con il sindacato che sollecitainterventi strutturali per trasformare la condanna delle aggressioni in azioni concrete a difesa della dignità dei lavoratori.
La Giornata Nazionale tra denunce e necessità di coerenza
La ricorrenza del 15 dicembre, istituita nel 2024, rappresenta un momento simbolico per riflettere sulla sicurezza all’interno degli istituti, ma rischia di rimanere una celebrazione vuota senza un cambio di rotta politico.
Gianna Fracassi, segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza, ha colto l’occasione per ribadire – con un comunicato stampa – come la FLC CGIL e la tutela del personale scolastico richiedano ben più di semplici slogan.
Pur condividendo l’affermazione del Ministro Giuseppe Valditara secondo cui aggredire un lavoratore della scuola equivale ad aggredire lo Stato, il sindacato avverte che tali parole possono trasformarsi in pura propaganda se non accompagnate da fatti.
Risulta, infatti, contraddittorio proclamare la difesa dei docenti e del personale ATA mentre, parallelamente, si attuano controriforme che indeboliscono la scuola pubblica e ne riducono le risorse.
La posizione espressa dalla FLC CGIL e la tutela del personale si scontrano con una realtà fatta di tagli agli organici e burocratizzazione crescente, fattori che contribuiscono a impoverire chi ogni giorno garantisce il funzionamento del sistema educativo.
La vera prevenzione, secondo il sindacato, deve partire da una politica coerente che non si limiti a inasprire le pene, ma che investa sulla credibilità stessa dell’istituzione scolastica.
Oltre le sanzioni: restituire dignità e autorevolezza
Le aggressioni non si combattono esclusivamente con misure repressive o annunci mediatici, ma restituendo autorevolezza e riconoscimento sociale a chi lavora nella conoscenza.
L’analisi della FLC CGIL e la tutela del personale scolastico evidenzia un legame diretto tra la perdita di prestigio della categoria e le condizioni lavorative attuali.
Stipendi tra i più bassi d’Europa, precariato diffuso e carichi di lavoro insostenibili finiscono per delegittimare la figura dell’educatore agli occhi dell’opinione pubblica e dell’utenza, rendendolo un bersaglio facile.

Un lavoratore sottopagato e precario viene percepito come un soggetto debole, una condizione che favorisce indirettamente il verificarsi di episodi di violenza fisica e verbale.
Lasciare il personale solo di fronte a queste difficoltà significa indebolire l’intera struttura educativa del Paese.
Per tale motivo, la strategia promossa dalla FLC CGIL e la tutela del personale non può prescindere da un intervento economico e contrattuale deciso: solo ridando valore sociale e dignità retributiva ai lavoratori si potrà ricostruire quel clima di rispetto necessario per una scuola sicura.
Investimenti strutturali: la via maestra per la sicurezza
Per contrastare efficacemente il fenomeno della violenza, è necessario invertire la rotta e puntare su investimenti seri nella scuola pubblica.
La segretaria Fracassi ha tracciato una linea d’azione chiara: il rinnovo dei contratti, l’aumento dei salari e la stabilizzazione del precariato sono passaggi determinanti per restituire serenità agli ambienti scolastici.
La mobilitazione della FLC CGIL e la tutela del personale scolastico proseguiranno affinché queste richieste non cadano nel vuoto, ma diventino priorità dell’agenda politica.
L’obiettivo è trasformare la solidarietà espressa durante la Giornata nazionale in misure tangibili.
Riconoscere concretamente il valore sociale di chi opera nell’istruzione è l’unico modo per garantire che la scuola torni a essere un luogo di crescita e non di conflitto.
La difesa della scuola pubblica e dei suoi lavoratori rimane, dunque, l’argine più solido contro ogni forma di violenza e degrado civile.






