ITS, Valditara lancia l’idea 4+2+1: biennio equiparato alla laurea. Ma La FLC CGIL insorgE

Giuseppe Montone

3 Luglio 2025

foto fivisa in 2, con Valditara e logo FLC CGIL e la scritta "Valditara: ITS 4+2+1. No della FLC CGIL"

ITS, Valditara lancia l’idea 4+2+1: biennio equiparato alla laurea. Ma La FLC CGIL insorgE

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Una proposta per rendere il percorso degli Istituti Tecnologici Superiori equivalente ai primi due anni di università, creando un modello “4+2+1”. L’obiettivo è aumentare l’attrattiva di questi istituti, ma la FLC CGIL parla di “svilimento dei percorsi formativi”.

ITS: Laurea breve con un anno in più

Una nuova proposta scuote il mondo dell’istruzione superiore: equiparare il biennio degli ITS (Istituti Tecnologici Superiori) ai primi due anni di una laurea triennale

L’idea, annunciata dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, creerebbe di fatto un percorso “4+2+1”: quattro anni di scuola superiore, due di ITS e un solo anno aggiuntivo di università per conseguire la laurea breve.

Il progetto, che secondo il Ministro potrebbe partire dall’anno scolastico 2026/2027, punta a creare un ponte solido e riconosciuto tra la formazione tecnica superiore e quella accademica.

immagine che rappresenta l'unione tra il mondo della formazione tecnica e quello accademico

La proposta del Ministro: “Aumentare l’appeal degli ITS”

L’annuncio è arrivato durante una visita del Ministro Valditara all’ITS Academy Antonio Bruno di Grottaminarda (Avellino). 

“Con il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini stiamo ragionando per andare ancora più avanti”, ha dichiarato. “Pensiamo di portare il percorso a 4+2+1 per far sì che il biennio degli ITS sia equivalente ai primi due anni delle lauree brevi”.

Secondo Valditara, questa riforma avrebbe un duplice obiettivo:

  • aumentare l’attrattiva degli ITS, rendendoli una scelta ancora più strategica per gli studenti;
  • offrire alle università la possibilità di attingere a un bacino di competenze tecniche specializzate, favorendo una “contaminazione” positiva tra i due sistemi.

L’ispirazione, spiega il Ministro, viene da “esperienze internazionali” e il progetto godrebbe già del favore del “mondo delle industrie, delle aziende e delle organizzazioni di categoria”. 

Le interlocuzioni tra i dirigenti dei Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) sono già in corso, fermo restando che, come precisa Valditara, “saranno le Università nella loro autonomia a decidere se e come accedere a questa opportunità”.

La dura critica della FLC CGIL: “Svilisce la dignità dei percorsi”

Non si è fatta attendere la replica dei sindacati

La FLC CGIL ha definito la proposta “saldi estivi da Valditara”, bollandola come l’ennesimo tentativo di promuovere la filiera tecnologico-professionale 4+2, un percorso che, dati alla mano, non sembra riscuotere successo. “Solo lo 0,09% degli studenti lo ha scelto per l’anno scolastico 2025/26″, sottolinea il sindacato.

La critica principale mossa dalla FLC CGIL è di natura qualitativa e strutturale:

  • Al contrario di quanto proclamato dal Ministro, questa operazione svilisce e mortifica la dignità di percorsi diversi, confondendo il livello e la specificità della formazione con una semplice raccolta di crediti formativi, utilizzabili a prescindere dalla coerenza e dalla consistenza di percorsi che hanno finalità diverse.

Secondo il sindacato, l’iniziativa sminuisce l’autonomia universitaria

Attualmente, infatti, gli atenei possono già riconoscere dei Crediti Formativi Universitari (CFU) ai diplomati ITS sulla base di specifiche convenzioni, valutando la coerenza tra i percorsi. La proposta Valditara, invece, somiglierebbe a “un’operazione concordata a tavolino tra i Ministri”.

“Sarebbe il caso di realizzare investimenti per migliorare la qualità della scuola“, conclude la FLC CGIL, “invece di ostinarsi a sponsorizzare un modello che diminuisce la preparazione degli studenti ed è guardato con sospetto da docenti e famiglie”.

Uno sguardo al futuro: la lettera alle famiglie

Nel frattempo, il Ministro non arretra sulla valorizzazione degli ITS. 

E da Avellino ha annunciato l’intenzione di scrivere una lettera a tutte le famiglie italiane, già dal prossimo autunno, “perché vengano a conoscenza di quali straordinarie opportunità formative e occupazionali questi percorsi possono offrire”. 

Un modo, secondo Valditara, per garantire che la spinta verso gli ITS prosegua anche dopo la fine dei fondi del PNRR e per aiutare le famiglie a “fare le scelte giuste, le scelte di futuro per i loro figli”.

ambiente di apprendimento moderno con studenti, dove la formazione tecnica e quella accademica si incontrano

Comunicato stampa FLC CGIL

Saldi estivi da Valditara: un anno in più di ITS vale come laurea breve.

Il Ministro Valditara promette riforme congiunte con il Ministero dell’Università: con un solo anno aggiuntivo si assicura ai diplomati ITS il conseguimento della laurea breve.

Si tratta dell’ennesimo tentativo del Ministro di sponsorizzare il percorso 4+2 della filiera tecnologico professionale, un progetto di riforma poco apprezzato dalle famiglie e dagli studenti italiani, che solo per lo 0,09% lo hanno scelto per l’anno scolastico 2025/26.

Non sono bastate le conferenze di servizio con i direttori regionali e i dirigenti scolastici di tutta Italia, i comunicati altisonanti e le pressioni dirette e indirette a cui abbiamo assistito per due anni, oggi il ministro si inventa una ulteriore gratificazione: la possibilità di riconoscere agli ITS (biennio successivo al diploma quadriennale) crediti sufficienti per essere equiparati al biennio iniziale del percorso universitario. 

Quale sarà la prossima offerta? Un viaggio premio per chi affronta la filiera 4+2?

Al contrario di quanto proclamato dal Ministro, questa operazione svilisce e mortifica la dignità di percorsi diversi, confondendo il livello e la specificità della formazione con una semplice raccolta di crediti formativi, utilizzabili a prescindere dalla coerenza e dalla consistenza di percorsi che hanno finalità diverse. 

Tutto ciò sminuisce fortemente anche il ruolo dell’autonomia universitaria nella preparazione dei programmi di formazione. 

Infatti, già oggi, gli Atenei, a seguito di specifiche convenzioni con gli ITS, possono riconoscere, a particolari segmenti formativi, un certo numero di CFU coerenti con i percorsi universitari: niente a che vedere con un’operazione concordata a tavolino tra i Ministri di Istruzione e Università.

Sarebbe il caso di realizzare investimenti per migliorare la qualità della scuola, invece di ostinarsi a sponsorizzare in ogni modo un modello di formazione quadriennale che diminuisce la preparazione degli studenti ed è guardato con sospetto da docenti e famiglie.”