Con la circolare n.14 pubblicata il 15 maggio 2025, la Ragioneria Generale dello Stato traccia le linee guida per la prossima Legge di Bilancio 2026.
Il documento ribadisce un principio stringente: ogni nuova esigenza di spesa dev’essere integralmente compensata da risparmi o tagli su stanziamenti già esistenti, al fine di preservare l’equilibrio dei conti pubblici.
Ma non è tutto: le previsioni, oltre al triennio 2026-2028, dovranno estendersi fino al 2032, in coerenza con le regole di governance economica europea recentemente riformate
Il rigore di bilancio tra esigenze nazionali e vincoli europei
La circolare ribadisce che qualsiasi incremento di spesa, sia esso legato a nuovi programmi o all’ampliamento di quelli esistenti, dovrà trovare copertura mediante riduzione di risorse già stanziate.
Una simile impostazione, volta a preservare l’equilibrio finanziario, vincola gli enti a una gestione responsabile e rigorosa, riducendo i margini di manovra e rendendo prioritari interventi di spending review.
A livello comunitario, con l’entrata in vigore del nuovo pacchetto di regole di governance economica (aprile 2024), il focus è passato dal tradizionale saldo di bilancio all’aggregato di spesa netta primaria inserito nei Piani strutturali di bilancio di medio termine.
Ogni Stato membro deve infatti presentare un Medium-Term Fiscal-Structural Plan (MTP), che definisce per quattro o cinque anni la traiettoria massima di crescita della spesa netta primaria, garantendo al contempo riforme e investimenti strategici.
L’approccio mira a coniugare sostenibilità del debito e spinta agli investimenti, evitando politiche pro-cicliche che possano compromettere la stabilità a lungo termine.
Programmazione pluriennale: oltre il triennio, sguardo fino al 2032
Oltre alle coperture immediate, la circolare impone di estendere l’orizzonte di previsione fino al 2032.
Tale estensione serve a monitorare possibili effetti di squilibrio derivanti da obbligazioni di spesa vincolanti (es. pensioni, investimenti infrastrutturali) e a prevenire che scelte di breve termine gravino sulle generazioni future.
Le amministrazioni dovranno riferirsi al percorso della spesa netta indicato nel Piano strutturale di bilancio, assicurando coerenza tra le previsioni per il triennio iniziale e quelle per gli anni successivi.
In questa prospettiva, diventa cruciale integrare la valutazione dell’impatto macroeconomico di misure permanenti e transitorie, nonché adottare strumenti di monitoraggio e reporting più stringenti.
L’azione preventiva mira a ridurre il rischio di squilibri finanziari: la programmazione di lungo periodo, infatti, favorisce una risposta più tempestiva e razionale alle tensioni congiunturali, garantendo al contempo il rispetto degli impegni europei.
I punti salienti della circolare
Con la circolare n.14, la Ragioneria Generale dello Stato sancisce una svolta nell’approccio alla macchina delle finanze pubbliche: rigore immediato, pianificazione strategica fino al 2032 e adeguamento alle nuove regole UE diventano i pilastri della Legge di Bilancio 2026.
Un mix di responsabilità nazionale e conformità comunitaria che rappresenta la strada obbligata per tutelare la stabilità economica e promuovere investimenti mirati, senza rinunciare a un saldo ordinato dei conti pubblici.






