Nuova lista degli stupri a scuola dopo lo scandalo esploso al liceo Giulio Cesare di Roma, che riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza di genere. Questa volta il caso arriva da Modena, dove nei bagni dell’istituto tecnico Enrico Fermi sarebbe stata trovata una inquietante lista di studentesse associate a presunti atti di violenza sessuale. Un fatto che ha immediatamente acceso il dibattito pubblico e politico.
Lista degli stupri a scuola: cosa è successo all’istituto Fermi di Modena
Secondo quanto riportato dalla stampa locale e nazionale, la lista degli stupri a scuola sarebbe comparsa nei servizi igienici dell’istituto modenese alcuni giorni fa. L’elenco, attribuito a uno o più studenti, conterrebbe i nomi di diverse studentesse affiancati a riferimenti espliciti alla violenza sessuale.
La segnalazione sarebbe partita da alcuni alunni e sarebbe arrivata a un rappresentante d’istituto, facendo scattare l’intervento della scuola. Al momento non è chiaro se i responsabili siano stati identificati, ma l’episodio è stato ritenuto di estrema gravità per il suo contenuto e per il clima di intimidazione che può generare.
La risposta della scuola: confronto in classe e campagna di sensibilizzazione
L’istituto “Enrico Fermi” ha reagito alla lista degli stupri a scuola avviando un confronto diretto con gli studenti, affrontando il tema in classe per spiegare la portata e la pericolosità di simili comportamenti.
Parallelamente, la dirigenza avrebbe deciso di promuovere una campagna interna di sensibilizzazione, con l’obiettivo di contrastare la normalizzazione della violenza e stimolare una riflessione collettiva sul rispetto e sulla responsabilità.
Un intervento educativo immediato, che però non spegne le preoccupazioni sul ripetersi di episodi analoghi in contesti scolastici diversi.
Il M5S attacca: “Non è goliardia, è violenza di genere”
Sul caso della lista degli stupri a scuola è intervenuto con forza il Movimento Cinque Stelle, attraverso la deputata Stefania Ascari, che ha definito l’accaduto “una forma di violenza di genere”, anche in assenza di un reato consumato. Secondo Ascari, simili episodi non possono essere liquidati come bravate adolescenziali.
La parlamentare ha annunciato la presentazione di una interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, chiedendo chiarimenti sullo stato delle indagini e sulle iniziative che il Ministero intende adottare per tutelare le studentesse coinvolte e prevenire fenomeni di emulazione.
Educazione al rispetto e prevenzione: le richieste al Ministero
Nel suo intervento, Ascari ha sollecitato un rafforzamento concreto dell’educazione all’affettività, al consenso e al rispetto all’interno delle scuole. Tra le richieste avanzate figurano:
- strumenti di supporto psicologico e legale per le vittime e le famiglie;
- campagne strutturate contro la cultura dello stupro;
- un monitoraggio nazionale sugli episodi di violenza e intimidazione di genere negli istituti scolastici.
Secondo la deputata, evocare o pianificare la violenza sessuale rappresenta una violazione gravissima dei diritti fondamentali e un attacco diretto alla libertà e alla sicurezza delle donne, che richiede risposte immediate e coordinate.
Il caso di Modena, dopo quello di Roma, mostra come il fenomeno della lista degli stupri a scuola non sia un episodio isolato ma un segnale allarmante.
La scuola si conferma un presidio fondamentale di prevenzione, ma senza un intervento sistemico e istituzionale il rischio è che simili gesti continuino a ripetersi. La richiesta che arriva dal mondo politico e educativo è chiara: servono azioni concrete, non solo dichiarazioni di principio.






