Il 16 giugno 2025 ha dato il via ufficiale alla Maturità con la riunione preliminare delle commissioni, un momento fondamentale per l’avvio formale degli esami.
Un lavoro impegnativo che ha fatto emergere una forte crepa circa i compensi destinati a presidenti e commissari, con valori fermi al 2007, nonostante l’inflazione e l’aumento del costo della vita. Vediamo insieme le cifre attuali, le problematiche sollevate e le richieste di revisione.
I compensi attuali: cifre obsolete e disparità evidenti
Secondo le tabelle ufficiali, i compensi lordi sono rimasti invariati: i presidenti percepiscono 1.249 euro, i commissari esterni 911 euro, e quelli interni 399 euro.
A questi vanno aggiunti rimborsi chilometrici variabili in base alla distanza tra residenza/servizio e sede d’esame, previsti su quattro scaglioni, fino a un massimo aggiuntivo di 2.270 euro per percorsi superiori ai 100 minuti.
Senza alcun adeguamento all’inflazione — che oggi si attesta intorno al 16 % rispetto al 2007 — le somme attuali valgono significativamente meno rispetto a 18 anni fa.
Inoltre, molti docenti segnalano che il compenso interno netto è spesso inferiore ai 200 euro, una cifra del tutto sproporzionata rispetto al carico di lavoro richiesto.
Critiche dall’interno del sistema scolastico e richieste di riforma
Da più fronti, si solleva un coro unanime di protesta.
Le organizzazioni sindacali definiscono la categoria “maltrattata” e denunciano che molti docenti preferiscono evitare l’incarico per il basso guadagno in relazione ai costi sostenuti, come spostamenti o ore dedicate.
È stato anche evidenziato il drastico calo del potere d’acquisto, aggravato dall’inflazione galoppante.
Vengono inoltre segnalati ritardi nell’erogazione dei compensi, nomine tardive e un sovraccarico di lavoro che spesso scoraggia la partecipazione, soprattutto nelle regioni del Nord.
Non mancano proposte più concrete, come quella di aumentare in modo strutturale i compensi, con l’obiettivo di riallinearli al reale valore del lavoro svolto dagli esaminatori.
Un sistema da rivedere
Il sistema di remunerazione per gli esami di Stato resta ancorato a valori obsoleti, non aggiornati da 18 anni, determinando insoddisfazione e critica diffusa tra i docenti coinvolti.
La richiesta è chiara: un adeguamento urgente e significativo, capace di valorizzare le responsabilità, correggere le disuguaglianze e rendere sostenibile il servizio.
In attesa di risposte concrete, la questione rimane un tema centrale nel dibattito sulla giusta valutazione del lavoro docente e sulla credibilità del sistema scolastico.



