Maturità 2025, gli studenti scelgono il rispetto: un segnale che parla al Paese. Il Comunicato Stampa di Uil Scuola Rua

La Scuola Oggi

19 Giugno 2025

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Maturità 2025, gli studenti scelgono il rispetto: un segnale che parla al Paese. Il Comunicato Stampa di Uil Scuola Rua

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Alla prima prova della Maturità 2025, il 43% dei maturandi ha scelto di sviluppare la traccia sul tema del rispetto. Un dato che non può essere letto solo come una preferenza tra le sette proposte ministeriali, ma come un segnale culturale forte e chiaro: le nuove generazioni sentono il bisogno di rimettere al centro i valori fondamentali della dignità, dell’ascolto e della convivenza. Ecco il comunicato stampa reso pubblico da Giuseppe D’Aprile, Segretario generale Uil Scuola Rua.

Il Comunicato Stampa

“Il 43% degli studenti ha scelto di cimentarsi con la traccia sul rispetto nella prima prova scritta dell’Esame di Stato 2025. Un dato che non può lasciarci indifferenti, soprattutto per chi – come noi – ha fatto della parola “Rispetto” non solo lo slogan del proprio Congresso nel 2022 ma anche del proprio impegno sindacale in questi ultimi anni. 

La scelta di massa di questa traccia da parte degli studenti è un segnale forte: le ragazze e i ragazzi sentono che la parola rispetto ha bisogno di essere riempita nuovamente di significato. E vogliono farlo loro, in prima persona. 

Rispetto non è una semplice parola, perché sarebbe molto riduttivo. E’ invece, un importante principio di vita; è un VALORE su cui si dovrebbe basarsi qualsiasi relazione umana.

Lo ricorda bene il filosofo Roberto Mordacci, che nel suo saggio “Rispetto” invita a non considerare questo termine come una formula di cortesia, ma come il fondamento stesso di un’etica pubblica. “Non possiamo fare ciò che ci pare con ciò che merita rispetto”, scrive. E in quelle parole si coglie tutta la tensione morale che abita il nostro tempo: la necessità di riconoscere nell’altro – chiunque esso sia – un valore che eccede la nostra volontà.

Che le studentesse e gli studenti abbiano sentito il bisogno di riflettere proprio su questo tema è motivo di speranza. Significa che, in mezzo alla complessità del presente, si cerca ancora il senso delle relazioni umane, la base per costruire convivenza, ascolto, giustizia.

Educare al rispetto, oggi, vuol dire promuovere uno sguardo capace di riconoscere la differenza senza gerarchie, di contrastare stereotipi e pregiudizi che alimentano disuguaglianze e violenza, di costruire una cittadinanza piena a partire dalla scuola, dalla cultura, dall’inclusione.

Affrontare con bambini, bambine e adolescenti i temi dell’educazione al rispetto, fornendo la possibilità di sperimentare un ambiente accogliente e non giudicante, consente loro di costruire relazioni basate non su su stereotipi ma su criteri di libertà e responsabilità nel rapporto con gli altri, per una società accogliente, inclusiva e non violenta. 

È un processo lungo, faticoso, quotidiano che parte anche dalle parole. Ma oggi possiamo dire che quel processo è anche condiviso, sentito, voluto. Le ragazze e i ragazzi lo hanno scritto nero su bianco, su un foglio d’esame. Hanno scelto il rispetto. E con questo gesto, in un certo senso, hanno manifestato il desiderio di un futuro migliore”.