Con il parere espresso il 7 ottobre 2026 sullo schema di decreto che modifica i DM 205 e 206 del 2023, il CSPI ha avviato l’ultima fase della revisione dei punteggi dei titoli. Sul piano politico prende corpo, invece, l’ipotesi dei mini-concorsi docenti, sostenuta da Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega.
Due piani distinti, che incidono sulla prossima procedura.
Dal concorsone ai mini-concorsi docenti: le due tappe della posizione di Pittoni
La proposta dei mini-concorsi docenti si è precisata in due interventi pubblici di Pittoni, a distanza di circa tre settimane l’uno dall’altro. Il confronto tra i due testi aiuta a misurare il grado di definizione dell’ipotesi.
| Data | Canale | Posizione espressa |
| 16 settembre 2026 | Post sui social, ripreso dalla stampa di settore | «I concorsoni annuali per i docenti del dopo Pnrr […] non ci saranno»; in arrivo «solo mini-concorsi mirati per le graduatorie vuote» |
| 8 ottobre 2026 | Post su Facebook «Docenti, no ai concorsoni annuali» | «nella fase attuale si sta chiedendo di potersi almeno limitare a mini bandi mirati», che «intervengano solo dove le graduatorie sono esaurite» |
A settembre i mini-concorsi venivano presentati come un esito già definito, frutto di «specifiche interlocuzioni con la Commissione europea». Nel post di ottobre la stessa misura compare, invece, come una richiesta ancora in corso, in attesa di «convincere l’Europa a rinunciare alla cadenza annuale».
Inoltre, Pittoni invita a non dare credito «alle cifre che circolano» sul numero dei posti. Si tratta, in entrambi i casi, di dichiarazioni politiche: nessun atto ufficiale ha finora recepito il modello dei bandi mirati.
La cadenza annuale e il nodo della prova scritta
Il riferimento normativo resta l’articolo 59, comma 10, del D.L. 25 maggio 2021, n. 73, che prevede concorsi ordinari a cadenza annuale per i posti comuni e di sostegno. Nel post dell’8 ottobre Pittoni riconduce tale cadenza agli impegni assunti nell’ambito del PNRR con la Commissione europea, che «impongono per i docenti un concorso all’anno».
Un altro aspetto riguarda la formula della prova. Secondo Pittoni, la cadenza annuale costringe all’uso di «inefficaci ma veloci quiz a crocette», mentre le alternative «resusciterebbero l'”amatissima” preselezione».
Il collegamento trova riscontro nel DM 205/2023. L’articolo 6, comma 5, consente di sostituire i 50 quesiti a risposta multipla con 10 quesiti a risposta aperta in 150 minuti, e l’articolo 4, comma 2, ammette la preselettiva solo in tale ipotesi.
Per il concorso scuola 2027 la scelta tra le due formule spetterà al bando. La preselettiva, inoltre, richiede che i candidati superino quattro volte i posti e siano almeno 250.
Graduatorie da esaurire: elenchi regionali e immissioni in ruolo
L’idea di bandire posti solo dove le graduatorie sono vuote si innesta su strumenti già operativi. Il DM n. 68 del 22 aprile 2026 ha istituito gli elenchi regionali per il ruolo, destinati a chi ha superato la prova orale di una procedura bandita dal 1° gennaio 2020 e non ha già un contratto di ruolo.
Gli elenchi intervengono in subordine allo scorrimento delle graduatorie concorsuali. Chi non è ancora abilitato può ottenere un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo, con l’obbligo di conseguire l’abilitazione nello stesso anno scolastico.
Sul fronte delle assunzioni, il DM n. 136 del 10 luglio 2026 ha fissato il contingente per il 2026/27 in 46.642 posti, ripartiti tra gli Uffici scolastici regionali. La regione con la quota più alta è la Lombardia, con 12.129 posti.
L’esaurimento delle graduatorie esistenti diventa, quindi, il presupposto da cui dipenderebbe, nel modello dei mini-concorsi docenti, il perimetro del concorso docenti 2027.

I titoli nello schema di decreto
Parallelamente al dibattito sul formato, prosegue la revisione dell’Allegato B dei DM 205 e 206. Lo schema è stato trasmesso al CSPI il 23 settembre 2026 e il Consiglio, nella seduta plenaria n. 173 del 7 ottobre, ha espresso all’unanimità il proprio parere, con osservazioni e richieste.
Le principali modifiche, secondo il testo del parere, sono le seguenti:
- precedente concorso ordinario superato: 15 punti anziché 12,50, se svolto nel medesimo grado, anche quando il titolo è servito per l’accesso;
- servizio di insegnamento: 3 punti per annualità anziché 2;
- classi accorpate dal DM 255/2023: il servizio prestato su una classe vale come specifico anche sull’altra;
- sostegno: nuova voce A.2.3, con punteggio aggiuntivo anche per i percorsi degli articoli 6 e 7 del D.L. 71/2024;
- ITP: abilitazioni valutate come per gli altri docenti della Secondaria, anche se conseguite con procedure concorsuali selettive;
- dottorato, ASN e graduatorie AFAM: punteggi aumentati, in linea con le GPS 2026-28;
- certificazioni linguistiche: valutabili solo se l’ente era riconosciuto al momento del conseguimento;
- CeCLIL: aggiunta la specificazione «svolti dalle università».
Valori ancora da definire
Il parere non indica il valore della voce A.2.3 né i nuovi punteggi di dottorato, ASN e AFAM. Le ricostruzioni di stampa sulla bozza illustrata ai sindacati il 16 settembre parlavano di 12,50 punti per la specializzazione sul sostegno, ma lo schema trasmesso al CSPI ha già modificato altri valori di quella bozza.
Il CSPI ha chiesto, inoltre, di verificare la proporzionalità del punteggio sul sostegno e l’equilibrio tra titoli culturali ed esperienza in cattedra. Le nuove tabelle varranno solo per le procedure future.
Le incognite ancora aperte
Alla data del 30 ottobre 2026 il bando non è stato pubblicato e il Ministero non ha indicato tempi. L’unico atto organizzativo è la nota prot. n. 8087 del 5 ottobre 2026, che ha avviato il censimento delle aule informatizzate dall’8 al 31 ottobre.
Restano da chiarire:
- il numero dei posti;
- le classi di concorso coinvolte;
- la formula della prova scritta;
- la data di adozione del decreto sui titoli.
Sui requisiti, inoltre, il D.L. 30 settembre 2026, n. 170, consente agli ITP di partecipare con il solo diploma ai concorsi banditi entro il 31 dicembre 2027.
Il decreto-legge è in attesa di conversione, con scadenza il 29 novembre 2026. Per il concorso scuola 2027, infine, resta da capire se il modello dei bandi mirati troverà spazio in un atto normativo o resterà una proposta politica.
Domande frequenti sui mini-concorsi docenti (FAQ)
Cosa sono i mini-concorsi docenti?
Si tratta di procedure limitate alle classi di concorso e alle regioni in cui le graduatorie sono esaurite, proposte da Mario Pittoni in alternativa ai concorsi annuali generalizzati. Al momento non esiste alcun atto ufficiale che le preveda.
Il concorso docenti 2027 sarà bandito con cadenza annuale?
La legge prevede tuttora concorsi ordinari a cadenza annuale (articolo 59, comma 10, del D.L. 73/2021). Secondo Pittoni, è in corso una richiesta alla Commissione europea per limitare le procedure a bandi mirati.
Quando entreranno in vigore le nuove tabelle dei titoli?
Dopo l’adozione del decreto, che al 30 ottobre 2026 non è ancora avvenuta. Il CSPI ha espresso il proprio parere il 7 ottobre 2026.
Chi può iscriversi agli elenchi regionali per il ruolo?
Il DM n. 68 del 22 aprile 2026 li riserva a chi ha superato la prova orale di un concorso bandito dal 1° gennaio 2020 e non ha già un contratto di ruolo. Gli elenchi si utilizzano dopo lo scorrimento delle graduatorie concorsuali.




