Il disegno di legge n. 508, presentato al Senato il 29 maggio 2025 e attualmente all’esame della 7ª Commissione permanente (Cultura e Istruzione), punta a rivoluzionare il sistema universitario italiano in chiave inclusiva. L’obiettivo è introdurre su scala nazionale il Piano Didattico Personalizzato Universitario (PDP-U) per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), colmando il vuoto normativo esistente a livello accademico.
Attualmente, infatti, l’adozione di misure di supporto agli studenti con DSA è lasciata all’autonomia dei singoli atenei, generando disuguaglianze nell’accesso e nell’effettivo esercizio del diritto allo studio. Il nuovo provvedimento mira a garantire uniformità, equità e continuità con quanto già previsto dalla legge n. 170/2010 per le scuole primarie e secondarie di I e II grado.
Cosa prevede il Piano Didattico Personalizzato Universitario (PDP-U)
Il disegno di legge prevede l’introduzione obbligatoria del PDP-U in tutte le università italiane, pubbliche e private, comprese le istituzioni che erogano corsi online, master e dottorati di ricerca.
Il PDP-U sarà redatto da una Commissione di inclusione accademica e includerà interventi personalizzati su:
- Obiettivi formativi individualizzati;
- Modalità di esame alternative e adattate;
- Strumenti compensativi (es. software, mappe concettuali) e strategie didattiche flessibili;
- Canali di comunicazione strutturata tra studente, docenti e servizi d’ateneo.
Il piano avrà validità annuale, con possibilità di aggiornamento su richiesta, e sarà integrato nel piano di studi dello studente. La sua attuazione sarà monitorata semestralmente per garantire l’efficacia degli interventi e la coerenza con il percorso accademico.
Formazione, fondi e governance: gli strumenti per rendere efficace l’inclusione
Il testo legislativo non si limita alla definizione degli strumenti didattici, ma introduce misure strutturali a sostegno dell’inclusione universitaria. Tra queste:
- Formazione obbligatoria annuale per il personale docente e tecnico-amministrativo;
- Tutor specializzati per il supporto continuo agli studenti;
- Fondo nazionale per l’inclusione universitaria destinato a finanziare tecnologie assistive, compensi per tutor e formatori, servizi psicopedagogici.
A livello di governance, si prevede la nascita di un Osservatorio nazionale sull’inclusione universitaria e di una banca dati digitale dei PDP-U, utile per il coordinamento tra atenei, la raccolta di dati in ottica di policy-making e il rispetto della privacy.
L’adozione del PDP-U rappresenta un passo decisivo per rendere davvero inclusivo il sistema universitario italiano per studenti con DSA, superando le disparità territoriali e normative.
Se approvata, la riforma garantirà agli studenti con DSA il pieno riconoscimento del diritto allo studio anche nell’ambito accademico, nel segno di un’istruzione realmente accessibile e personalizzata.






