Trevigiano, maestra scrive “puoi stare a casa”: scoppia la polemica

Rosalia Cimino

9 Giugno 2025

Maestra arrabbiata

Trevigiano, maestra scrive “puoi stare a casa”: scoppia la polemica

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Ha scatenato una forte polemica – nel Trevigiano – il commento scritto sul quaderno di un alunno di quinta elementare da parte della sua insegnante: «Se la tua idea è di continuare così, per me puoi stare a casa». 

Il messaggio, accompagnato da una critica sui compiti “fatti con i piedi“, ha spinto la famiglia del bambino a pubblicare la foto della pagina “incriminata”. 

L’episodio e la reazione delle famiglie

L’episodio risale al 12 maggio, ma è diventato di pubblico dominio solo dopo che i genitori hanno reso nota la foto del quaderno. 

La docente ha espresso aperto sconcerto per la scarsa qualità dei compiti, arrivando a suggerire all’alunno di restare a casa se non avesse avuto dei miglioramenti. 

Una reazione giudicata violenta dai genitori, secondo i quali si tratta dell’ultimo di una serie di rimproveri e punizioni che richiamano metodi educativi superati, come far stare un bambino in piedi nel corridoio o minacciare di escluderlo dall’attività teatrale.

I genitori hanno apertamente denunciato il comportamento dell’insegnante.

Il preside smorza la tensione: metodi isolati, dialogo avviato

Subito dopo l’accaduto, la dirigenza scolastica ha convocato i genitori e incontrato la docente. 

Il dirigente ha definito “una caduta di stile” il messaggio scritto sul quaderno del bambino, ma ha difeso la serietà dell’operato della maestra, una professionista con oltre vent’anni di servizio che ha seguito lo stesso alunno per cinque anni senza precedenti disciplinari.

La scuola ha chiarito che eventuali richiami o esclusioni dalle attività ricreative, come il teatro o la ricreazione, erano misure temporanee e proporzionate, volte a correggere comportamenti non consoni, e non punizioni ingiustificate .

Successivamente, la maestra ha presentato le proprie scuse e la scuola ha descritto i colloqui con le famiglie come proficui e risolutivi. 

Il preside ha espresso amarezza per la gestione mediatica della vicenda, sottolineando che, a suo dire, la questione era stata liquidata in modo cordiale e concorde fino all’ultimo saluto dei genitori alla fine dell’anno scolastico.