La recente sentenza n. 15312/2025 del TAR del Lazio chiarisce un punto essenziale relativo al programma concorso dirigenti scolastici 2017: il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha piena legittimità nel modificare le materie d’esame rispetto alle procedure precedenti. Una decisione che conferma l’autonomia organizzativa dell’Amministrazione e respinge le contestazioni di 253 candidati che lamentavano la modifica del programma della prova orale.
Concorso Dirigenti Scolastici: Le Ragioni del Contenzioso
Alla base del ricorso, presentato dai 253 aspiranti dirigenti, vi era la contestazione del Decreto Ministeriale n. 107 dell’8 giugno 2023.
I ricorrenti, tutti coinvolti in un contenzioso giurisdizionale per il mancato superamento della prova scritta del concorso del 2017 (D.D.G. n. 1259/2017), lamentavano un evidente disallineamento tra le disposizioni dei due bandi.
Il punto nevralgico della controversia risiedeva nell’ampliamento degli argomenti di studio.
L’amministrazione aveva, infatti, trasformato quelle che nel 2017 erano definite “materie” in “aree tematiche” più ampie, una modifica che alterava in modo sostanziale l’impianto della preparazione.
Una particolare critica riguardava l’assenza di programmi di studio specifici per la lingua straniera e l’informatica, a differenza del bando precedente che includeva una bibliografia dedicata.

La Decisione del TAR del Lazio: Inammissibilità e Improcedibilità del Ricorso
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, con la sentenza n. 15312/2025 pubblicata il 5 agosto, ha dichiarato il ricorso “manifestamente inammissibile, improcedibile e infondato“.
Una delle ragioni basilari di tale decisione risiede in un vizio procedurale da parte dei ricorrenti: la mancata impugnazione delle graduatorie finali, pubblicate ad agosto 2024.
Secondo una consolidata giurisprudenza, l’impugnazione delle clausole di un bando non esonera il candidato dall’obbligo di contestare anche la graduatoria finale.
L’eventuale accoglimento del ricorso, infatti, non potrebbe più incidere su una graduatoria ormai divenuta inoppugnabile, il che determina una sopravvenuta carenza di interesse a proseguire il giudizio.
I giudici hanno, inoltre, rilevato come i ricorrenti non abbiano dimostrato concretamente di aver partecipato alla nuova procedura concorsuale.
L’Autonomia Organizzativa del Ministero e l’Integrità della Procedura
Entrando nel merito della questione, il TAR ha respinto la tesi secondo cui il Ministero fosse obbligato a riproporre i quadri di riferimento del 2017.
I giudici hanno chiarito che il programma concorso dirigenti scolastici 2017, pur inserendosi nel solco della procedura nazionale del 2017, “conserva la sua autonomia organizzativa“.
L’unico vincolo normativo imposto dalla legislazione (decreto-legge n. 198/2022) riguardava esclusivamente il possesso dei requisiti di ammissione già dichiarati dai candidati nella precedente domanda.
Per tutto ciò che concerne l’organizzazione e lo svolgimento delle prove, non esiste alcuna disposizione che vincoli l’amministrazione a replicare le modalità del concorso passato.
La finalità della norma era prevenire le ricadute dei contenziosi pendenti, non garantire ai candidati condizioni identiche a quelle della precedente tornata.
Programma Concorso Dirigenti Scolastici 2017: Riferimenti Normativi e Implicazioni della Sentenza
La pronuncia del TAR del Lazio si fonda su un’attenta analisi dei seguenti riferimenti normativi, che ne definiscono il perimetro e la portata:
| RIFERIMENTO NORMATIVO | OGGETTO |
| Sentenza TAR Lazio n. 15312/2025 | Respinge il ricorso dei 253 candidati e stabilisce l’autonomia organizzativa del MIM. |
| Decreto Ministeriale n. 107/2023 | Bando per il concorso straordinario per dirigenti scolastici oggetto della contestazione. |
| D.D.G. n. 1259/2017 | Precedente bando di concorso, punto di riferimento per le contestazioni dei ricorrenti. |
| Decreto-Legge n. 198/2022, art. 5 | Norma primaria che istituisce la procedura concorsuale straordinaria. |
La decisione del TAR assume un rilievo determinante, poiché stabilisce un principio applicabile anche a future procedure concorsuali: l’Amministrazione ha la facoltà di innovare le modalità di selezione, purché rispetti i requisiti di accesso previsti dalla normativa primaria, senza essere vincolata a replicare pedissequamente le strutture dei concorsi precedenti.
Tale autonomia è fondamentale per adeguare le prove alle nuove esigenze del sistema scolastico.




