Il Ministro Valditara lancia la “Rivoluzione del Buon Senso”, ovvero una riforma che mira a recuperare le radici culturali e il valore dello studio tradizionale. Con l’intento di valorizzare la qualità dell’istruzione in Italia, il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha presentato, dunque, i nuovi orientamenti scolastici.
Alla base della proposta c’è la convinzione che conoscere la storia e l’identità occidentale — da Grecia, Roma e Cristianità — sia essenziale per costruire cittadini consapevoli.
Cosa sono le Nuove Indicazioni Nazionali
Le Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo (che sostituiscono quelle del 2012) sono state pubblicate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’11 marzo 2025 è iniziata una consultazione pubblica.
Il testo definitivo è stato trasmesso al Consiglio di Stato e attende il parere formale prima dell’adozione ufficiale, prevista largamente per l’anno scolastico 2026‑27
Le Nuove Indicazioni Nazionali daranno maggiore spazio allo studio della civiltà europea e proporranno lo studio della Bibbia come testo culturale, da analizzare non in senso religioso ma come fondamento della cultura monoteista comune.
Valditara ha sottolineato che si tratta di un “orgoglio sano delle proprie radici”, e non di un ritorno al nazionalismo. L’approccio si inserisce in una cornice europea e culturale, con l’obiettivo di formare studenti consapevoli del proprio passato e pronti ad affrontare il futuro.
Cosa è previsto dalle Nuove Indicazioni Nazionali
Le Indicazioni delineano obiettivi generali e competenze disciplinari articolati per ciascun grado scolastico. Pur lasciando autonomia progettuale alle scuole, prevedono contenuti più strutturati, simili a un “canone” disciplinare, con l’intento di passare dall’idea di competenza vuota a conoscenza approfondita e permanente.
Le principali novità riguardano, innanzitutto, il Latino opzionale nella secondaria di primo grado: un’ora settimanale dalla seconda media, per rafforzare la comprensione della lingua italiana, il ragionamento logico e la cultura europea comune.
Per lo studio dell’Italiano e grammatica, grande attenzione sarà rivolta alla scrittura in corsivo, alla calligrafia e all’ortografia, con esercizio del riassunto e memorizzazione delle poesie come strumenti cognitivi chiave.
Per la Storia e identità culturale, una maggiore centralità riguarderà la civiltà occidentale (Grecia, Roma, Cristianità). Per l’Educazione civica e inclusione, è previsto il rafforzamento dell’educazione all’empatia, cittadinanza attiva, alfabetizzazione finanziaria e assicurativa.
Infine, per le materie STEM e Informatica, l’informatica sarà introdotta sin dalla primaria con approccio laboratoriale: i docenti verranno formati sull’uso critico dell’intelligenza artificiale.
Più grammatica e memorizzazione: tornano le basi del sapere
Un pilastro della riforma riguarda la valorizzazione delle discipline strutturate, come grammatica, sintassi, latino e memorizzazione di testi poetici. Secondo Valditara, queste pratiche potenziano la bellezza del linguaggio, la sensibilità e la capacità di ragionamento.
Il ritorno a un sapere solido è motivato anche da dati empirici: una ricerca del Censis ha evidenziato gravi lacune nella comprensione dei testi tra gli italiani, giustificando così un cambiamento di rotta rispetto alla didattica destrutturata degli ultimi anni.
Il Ministro invita a non “disprezzare la fatica”, ma a considerare lo studio come esercizio mentale e occasione per sviluppare competenze profonde.
Come detto inizialmente, questa impostazione è definita “rivoluzione del buon senso”, fondata sul recupero del valore dello sforzo e del lavoro scolastico come strumenti di crescita personale e sociale.





