La piena applicazione della Legge sulla montagna, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 12 settembre 2025, e in particolare il riconoscimento del punteggio servizio scuole di montagna per il personale scolastico, resta subordinata all’emanazione del decreto attuativo che dovrà classificare ufficialmente i comuni interessati. Nonostante la legge sia in vigore, infatti, manca ancora l’elenco definitivo dei territori nei quali il servizio prestato darà diritto ai benefici previsti. Difficile, quindi, che la novità possa essere applicata già in occasione del prossimo aggiornamento delle Graduatorie GPS 2026 previsto per febbraio.
Il nodo del Decreto attuativo e l’interlocuzione con le Regioni
L’iter per la definizione delle aree montane si sta rivelando più complesso del previsto.
La partita si gioca ora sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni, dove è necessario trovare un’intesa sui parametri tecnici che delimiteranno i confini dei comuni beneficiari.
Il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ha avanzato una proposta tecnica per sbloccare lo stallo e, soprattutto, ha calendarizzato un incontro decisivo con i rappresentanti regionali per lunedì 22 dicembre.
L’obiettivo è arrivare a una lista condivisa che, secondo le prime stime basate sui criteri proposti, dovrebbe includere circa 2.800 comuni italiani.
Fino a quando questo elenco non sarà ufficializzato tramite decreto, le disposizioni normative riguardanti il personale docente e ATA rimarranno, di fatto, congelate, impossibilitate a produrre effetti pratici nelle procedure concorsuali e di aggiornamento delle graduatorie.
Punteggio servizio scuole di montagna: cosa prevede la Legge
La Legge sulla montagna introduce misure specifiche volte a incentivare la permanenza e il lavoro del personale scolastico in aree spesso soggette a spopolamento e difficoltà logistiche.
Il cuore del provvedimento per il comparto scuola risiede proprio nel punteggio servizio scuole di montagna, un meccanismo premiale destinato sia ai docenti che al personale ATA, a tempo determinato e indeterminato.
Nello specifico, la normativa prevede:
- l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) per chi abbia svolto un servizio di almeno 180 giorni in un anno scolastico (con un minimo di 120 giorni di attività didattica effettiva) in istituti situati nei comuni classificati;
- una valorizzazione ulteriore per il servizio prestato specificamente nelle pluriclassi della scuola Primaria, realtà didattiche complesse tipiche delle zone montane;
- un incremento del punteggio proporzionale all’anzianità di servizio continuativo maturata in queste sedi scolastiche, per premiare la stabilità;
- il riconoscimento di questo punteggio bonus anche nell’ambito delle procedure di mobilità territoriale e professionale a livello nazionale.
Per “scuola di montagna” si intendono i plessi di scuola dell’Infanzia, Primaria, Secondaria di primo e secondo grado ubicati geograficamente nei comuni che rientreranno nella classificazione.

I tre criteri tecnici per la classificazione
Il nodo cruciale che il decreto dovrà sciogliere riguarda i parametri oggettivi per definire un comune “montano”.
La proposta avanzata dal Ministro Calderoli si basa su un sistema a tre criteri alternativi, pensati per fotografare la complessa orografia italiana:
- Criterio altimetrico e di pendenza: il comune deve possedere almeno il 25% della propria superficie al di sopra dei 600 metri di altitudine, e contemporaneamente almeno il 30% della superficie deve presentare una pendenza non inferiore al 20%;
- Criterio dell’altimetria media: in alternativa, può essere classificato come montano il comune il cui territorio presenti un’altimetria media superiore ai 500 metri sul livello del mare;
- Criterio dei comuni “interclusi”: una novità interessante riguarda i comuni che, pur avendo un’altimetria media inferiore, risultano interamente circondati da altri comuni che rispettano uno dei primi due criteri. Questi territori “interclusi” verrebbero equiparati ai comuni montani per contiguità territoriale.
L’impatto sull’aggiornamento GPS 2026: una corsa contro il tempo
L’assenza del decreto attuativo potrebbe avere ripercussioni dirette anche sull’imminente aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze in programma tra febbraio-marzo 2026.
Come abbiamo analizzato nei nostri approfondimenti dedicati alle novità e alle tabelle titoli delle GPS 2026, la bozza dell’Ordinanza Ministeriale, già presentata ai sindacati e sottoposta al parere del CSPI, non ha al momento potuto recepire le novità introdotte dalla Legge sulla montagna.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, in mancanza dell’elenco ufficiale dei comuni, non può tecnicamente inserire il punteggio servizio scuole di montagna nelle tabelle di valutazione.
Questo genera una forte incognita: se il decreto Calderoli non dovesse arrivare in tempo utile prima della pubblicazione definitiva dell’Ordinanza, migliaia di docenti che hanno prestato servizio in queste aree potrebbero non vedersi riconosciuto il bonus nel prossimo biennio, a meno di improbabili integrazioni normative in corso d’opera.






