Riattivazione Carta del docente 2025-26: importo ridotto e nuove regole

Rosalia Cimino

6 Febbraio 2026

Riattivazione Carta del docente 2025-26

Riattivazione Carta del docente 2025-26: importo ridotto e nuove regole

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Dopo mesi di incertezza, è in dirittura d’arrivo il decreto interministeriale MIM–MEF che porterà alla riattivazione Carta del Docente 2025-26. Tante le novità, non tutte accolte in maniera positiva: dal nuovo importo ridotto, all’ampliamento della platea dei beneficiari fino alle diverse modalità di utilizzo del bonus di formazione. 

La Carta del docente torna, dunque, protagonista nel dibattito scolastico con importanti novità per l’anno scolastico 2025/2026. La riattivazione del beneficio, prevista dal Decreto-legge 127/2025, segna un passaggio rilevante soprattutto per l’estensione ai docenti precari, ma apre anche a forti critiche sindacali per la riduzione dell’importo individuale, passato da 500 a circa 400 euro.

Nuovo importo della Carta del docente 2025/26: 400 euro per tutti

Il decreto di prossima pubblicazione stabilisce che per l’anno scolastico 2025/26 l’importo della Carta del docente sarà pari a circa 400 euro, con un taglio netto di 100 euro rispetto alla cifra originariamente prevista dalla Legge 107/2015.

Una riduzione che, secondo i sindacati, non è giustificata né compensata, soprattutto alla luce dell’aumento del costo della vita e dell’inflazione che, dal 2015 a oggi, ha eroso significativamente il potere d’acquisto del personale scolastico.

Carta del docente estesa ai precari: chi ne ha diritto dal 2025/26

La vera novità della riattivazione Carta del docente 2025-26 riguarda l’ampliamento della platea dei beneficiari. Grazie all’articolo 3, comma 5-bis, del DL 127/2025, la Carta del docente viene estesa a:

  • docenti con contratto a tempo determinato al 31 agosto;
  • docenti con supplenza fino al 30 giugno;
  • personale educativo.

Si tratta di un cambiamento storico, più volte rivendicato in sede sindacale e giudiziaria, che supera una discriminazione di lunga data tra personale di ruolo e personale precario.

Beni acquistabili: nuove regole su hardware, software e trasporti

Il decreto interviene anche sulla lista dei beni e servizi acquistabili, introducendo importanti limitazioni temporali:

  • Hardware e software acquistabili:
    • solo alla prima erogazione della Carta;
    • successivamente ogni quattro anni.
  • Chi ha già ricevuto la Carta prima del 2025/26 potrà comunque acquistare hardware e software nell’anno scolastico 2025/26, e poi con cadenza quadriennale.
  • Tra i beni acquistabili entrano anche i servizi di trasporto di persone.

Una revisione che punta a razionalizzare la spesa, ma che rischia di ridurre la flessibilità dello strumento per molti docenti.

CISL Scuola: “Bene l’estensione ai precari, ora servono più risorse”

Soddisfazione prudente da parte della CISL Scuola, che accoglie positivamente l’ampliamento della platea ma rilancia sulla necessità di maggiori investimenti. Sulla riattivazione Carta del docente 2025-26, la Segretaria generale Ivana Barbacci dichiara:

Bene la riattivazione della card docenti e bene che ne possano ora beneficiare anche gli insegnanti con contratto a tempo determinato. È un risultato coerente con la rivendicazione di un trattamento non discriminante per il personale precario.”

Barbacci riconosce tuttavia che la riduzione dell’importo è stata una conseguenza inevitabile della mancata copertura economica aggiuntiva:

È evidente la necessità di rivendicare un adeguamento delle risorse disponibili, se si vuole ripristinare l’importo originariamente previsto.”

Secondo la CISL, la questione non può essere gestita con una logica contabile, ma deve rientrare in una strategia politica di rafforzamento degli investimenti in istruzione, anche attraverso il rinnovo contrattuale.

FLC CGIL: “Taglio ingiusto, l’estensione è stata pagata dai docenti”

Decisamente più dura la posizione della FLC CGIL, che parla apertamente di riduzione ingiusta. Il sindacato ci tiene a sottolineare che:

Il beneficio è stato ridotto a 400 euro con un taglio netto di 100 euro rispetto allo stanziamento originario previsto dalla Legge 107/2015.”

Per la CGIL, l’errore di fondo è non aver adeguato il fondo all’inflazione:

Dal 2015 il potere d’acquisto è diminuito di circa il 20%, e invece di aumentare le risorse la cifra è stata drasticamente decurtata.”

L’estensione ai precari, secondo il sindacato, è avvenuta senza incrementare i fondi complessivi, scaricando il costo sui lavoratori stessi.

I fondi PON alle scuole non compensano il taglio

Il decreto prevede anche 200 milioni di euro di fondi PON destinati alle scuole per l’acquisto di dispositivi tecnologici (PC e tablet) da assegnare ai docenti in comodato d’uso. Per la FLC CGIL, però, questa misura:

Non compensa il venir meno di una dotazione finanziaria individuale e flessibile sulla quale il personale aveva fatto affidamento per la propria formazione.”

La Carta del docente, infatti, ha sempre rappresentato uno strumento autonomo e personalizzabile, difficilmente sostituibile da dotazioni centralizzate.

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Riattivazione Carta del docente 2025-26 e rinnovo contrattuale: il nodo politico resta aperto

Tutti i sindacati concordano su un punto: la riattivazione Carta del docente 2025-26 è ormai strettamente legata al rinnovo contrattuale.

Con la chiusura del CCNL 2022/24, cresce la pressione per avviare rapidamente le trattative per il triennio 2025/27, riportando al tavolo negoziale il tema delle retribuzioni e degli strumenti di valorizzazione professionale.

La riattivazione Carta del docente 2025-26 segna un passo avanti sul piano dei diritti, grazie all’estensione ai precari, ma anche un arretramento sul piano economico

La sfida, ora, è trasformare questo strumento in una leva stabile di investimento sulla qualità del lavoro docente, evitando che l’ampliamento dei beneficiari si traduca in un impoverimento per tutti.