Riconferma del docente di sostegno: cosa dice il DM n.32/2025 e le posizioni di favorevoli e contrari

Rosalia Cimino

11 Aprile 2025

Favorevoli e contrari

Riconferma del docente di sostegno: cosa dice il DM n.32/2025 e le posizioni di favorevoli e contrari

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Il Decreto Ministeriale n. 32 del 26 febbraio 2025, emanato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), introduce la possibilità per un docente di sostegno in possesso della relativa specializzazione di essere riconfermato sull’alunno con disabilità seguito l’anno precedente, su richiesta della famiglia, con il parere positivo del dirigente scolastico, sentito il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione. 

L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la continuità didattica, elemento cruciale per la qualità del percorso formativo e relazionale degli studenti con disabilità. Scopriamo le posizioni di chi è favorevole al Decreto e chi, invece, è contrario.

La posizione dei sindacati: un provvedimento da impugnare

Le organizzazioni sindacali FLC CGIL e Gilda Unams hanno impugnato il decreto davanti al TAR del Lazio, ritenendo che il provvedimento violi diversi principi costituzionali e giuridici, tra cui la trasparenza nelle procedure di reclutamento, il diritto all’accesso al lavoro pubblico e la libertà di insegnamento

Secondo i sindacati, la possibilità di riconfermare il docente sulla base della richiesta familiare introduce una forma di selezione soggettiva che potrebbe compromettere i criteri oggettivi di assunzione e assegnazione. 

Ancora, secondo il parere dei sindacati, il provvedimento danneggia i diritti dei docenti precari in graduatoria che avrebbero titolo all’assunzione e contrasta con il principio di inclusione scolastica, perché l’insegnante di sostegno deve essere docente della classe, non su richiesta.

Infine, FLC CGIL e Gilda Unams ritengono che il DM n.32/2025 violi la libertà di insegnamento, subordinandola al gradimento delle famiglie e superi le prerogative degli organi collegiali, come il consiglio di classe.

La replica della FISH: una visione distorta del problema

Di tutt’altro parere la FISH, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, che in un comunicato stampa esprime profonda contrarietà al ricorso, definendo “miopi” e “fuorvianti” le motivazioni dei sindacati. 

Parlare di lesione del diritto al lavoro o di subordinazione della libertà di insegnamento – afferma il presidente Vincenzo Falabella – significa ignorare il cuore del problema: il bisogno, urgente e concreto, di garantire stabilità educativa agli alunni con disabilità”.

La Federazione sottolinea come non sia la famiglia a “scegliere” il docente, ma solo a poter esprimere una richiesta, che viene valutata con criteri collegiali

Il decreto, dunque, rispetta le regole scolastiche e valorizza il ruolo del docente di sostegno, da considerarsi parte integrante del team educativo, non un semplice supplente a rotazione.

La scuola, ribadisce Falabella, “non è un ammortizzatore sociale, ma un luogo di formazione che deve rispondere innanzitutto ai bisogni degli studenti”.

Stabilizzazione e continuità: due battaglie che devono coesistere

FISH chiarisce inoltre che la lotta al precariato e la stabilizzazione dei docenti di sostegno adeguatamente formati sono battaglie che condivide da tempo. 

Tuttavia, opporre queste giuste rivendicazioni alla continuità educativa degli alunni con disabilità è, secondo la Federazione, una forzatura che rischia di danneggiare proprio i soggetti più vulnerabili. 

In un momento in cui si discute di riforme e inclusione, il dibattito attorno al DM 32/2025 apre una frattura importante tra rappresentanze sindacali e associazioni delle persone con disabilità. 

FISH lancia un appello affinché tutte le forze in campo, sindacati compresi, si uniscano in una battaglia comune: quella per la trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto e per l’attuazione piena dei progetti educativi personalizzati.