Garantire il diritto allo studio in ogni condizione, anche quando la salute ostacola la frequenza scolastica: è questo lo spirito del Decreto Direttoriale n. 3534 del 21 novembre 2025, attraverso il quale il Ministero dell’Istruzione e del Merito stabilisce i criteri per il riparto fondi istruzione domiciliare e ospedaliera destinati all’anno scolastico 2025/2026.
Il provvedimento, emanato ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. 63/2017, definisce con precisione risorse, modalità di riparto e obblighi di rendicontazione, puntando ad assicurare il diritto all’istruzione anche nelle situazioni più delicate.
Un intervento strategico, dunque, che mira a garantire continuità didattica agli studenti temporaneamente impossibilitati a frequentare la scuola, assicurando una risposta concreta e strutturata alle esigenze educative legate a condizioni di salute.
Le risorse disponibili e la loro articolazione
Il nuovo decreto porta con sé un finanziamento complessivo pari a 2.856.013 euro, distribuito in due esercizi finanziari distinti per sostenere sia la fase iniziale sia il completamento delle attività:
- 1.495.763 euro come acconto per il 2025.
- 1.360.250 euro come saldo sul 2026.
Il riparto fondi istruzione domiciliare e ospedaliera non è casuale: segue logiche proporzionali basate sul fabbisogno effettivo e sulle rendicontazioni dell’anno precedente. In termini di destinazione:
- 85% delle risorse è rivolto all’istruzione domiciliare.
- 15% sostiene le attività svolte nelle sezioni scolastiche ospedaliere.
Questa divisione rispecchia la crescente richiesta di interventi didattici a domicilio, pur mantenendo un supporto essenziale per le strutture ospedaliere che accolgono studenti di ogni ordine e grado.
Criteri di riparto fondi istruzione domiciliare e ospedaliera
Il cuore operativo del provvedimento è contenuto nel Piano di riparto fondi istruzione domiciliare e ospedaliera, allegato al decreto, che stabilisce le quote riservate ai singoli Uffici scolastici regionali.
La distribuzione si basa principalmente sul volume di attività registrato nel 2024/2025, con alcune regole precise:
- A ogni docente impegnato a tempo pieno nelle sezioni ospedaliere è garantito un minimo di 258 euro.
- Gli Uffici scolastici regionali mantengono una certa flessibilità nel modulare le percentuali di fondi tra attività domiciliari e ospedaliere, purché restino entro il budget assegnato.
- Il saldo finale verrà erogato solo dopo la chiusura dell’anno scolastico, a seguito della verifica delle reali esigenze e delle relative rendicontazioni.
Una tale combinazione di criteri permette di calibrare le risorse sulle specifiche necessità territoriali, rendendo il sistema più dinamico e vicino ai contesti reali.
Obblighi di rendicontazione e gestione delle risorse
Uno dei punti centrali del decreto riguarda la trasparenza e la corretta gestione dei fondi. L’articolo 4 stabilisce che:
- Al termine dell’A.S. 2025/2026 ogni Ufficio scolastico regionale deve trasmettere una rendicontazione dettagliata, accompagnata da una relazione finale sulle attività svolte.
- La Direzione generale può rimodulare le somme assegnate in base ai dati consolidati e alle rendicontazioni ufficiali.
Sul fronte organizzativo, l’articolo 5 indica compiti puntuali per gli Uffici scolastici regionali, tra cui quello di monitorare i bisogni formativi degli studenti a domicilio e in ospedale e raccogliere dati e richieste dalle sezioni ospedaliere e dalle scuole.
Ancora quello di garantire strumenti didattici, anche digitali e telematici e verificare il buon funzionamento dei servizi e la coerenza tra flussi di studenti e risorse impiegate.
Qualora necessario, i direttori generali possono avvalersi del supporto di istituzioni scolastiche individuate tramite criteri trasparenti. Infine, il decreto ribadisce gli obblighi di pubblicazione e trasparenza: tutte le informazioni connesse ai fondi saranno rese disponibili nella sezione “Amministrazione trasparente” del Ministero, come previsto dal d.lgs. 33/2013.






