Il Decreto Pubblica Amministrazione 2025 introduce una significativa novità: una riserva del 15% nei concorsi pubblici destinata a coloro che hanno completato il Servizio Civile Universale o il Servizio Civile Nazionale.
La misura mira a riconoscere l’impegno dei volontari, offrendo loro un accesso privilegiato alle opportunità lavorative nel settore pubblico.
Estensione della riserva ai volontari del Servizio Civile Nazionale
In precedenza, solo i partecipanti al Servizio Civile Universale beneficiavano di una valutazione preferenziale nei concorsi pubblici, come stabilito dall’art. 18, comma 4, del decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40.
Tuttavia, il nuovo Decreto PA estende questa riserva anche ai volontari del Servizio Civile Nazionale, regolato dalla legge 6 marzo 2001, n. 64.
La modifica normativa elimina una disparità di trattamento tra le due categorie di volontari, riconoscendo equamente il valore del servizio prestato da entrambi.
Critiche e controversie sulla riserva del 15%
Nonostante l’intento di valorizzare l’esperienza dei volontari, la riserva del 15% per i volontari del Servizio Civile Nazionale ha suscitato non poche polemiche.
Alcuni esponenti politici, come la deputata del Partito Democratico Sara Furlan, sostengono che questa misura possa creare disparità, soprattutto nei confronti dei docenti precari con anni di esperienza.
La preoccupazione è che tale riserva possa penalizzare coloro che, pur avendo maturato una lunga esperienza nel settore educativo, si vedrebbero sorpassati nei concorsi da candidati con un background nel servizio civile.
Il Ministro della Funzione Pubblica, Paolo Zangrillo, ha difeso la misura, affermando che la riserva del 15% è stata introdotta per valorizzare l’impegno dei giovani nel servizio civile e per rendere la pubblica amministrazione più attrattiva per le nuove generazioni.
La questione è delicata: le critiche evidenziano la necessità di un equilibrio tra il riconoscimento del servizio civile e la valorizzazione dell’esperienza professionale maturata sul campo.
Se, difatti, il Decreto PA 2025 rappresenta un passo avanti nel riconoscimento del servizio civile, è fondamentale monitorare l’implementazione di questa riserva per garantire che non si creino ulteriori disparità all’interno dei concorsi pubblici.






