Certificato di malattia in televisita: cosa cambia per la scuola con la Legge Semplificazioni

Giuseppe Montone

10 Dicembre 2025

Certificato di malattia in televisita: Una dottoressa a Roma durante un consulto a distanza. L'immagine, con la scritta "CERTIFICATO MEDICO IN TELEVISITA: SEMPLIFICAZIONI DIGITALI PER LA SCUOLA"

Certificato di malattia in televisita: cosa cambia per la scuola con la Legge Semplificazioni

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L’approvazione della Legge sulle semplificazioni segna un punto di svolta nella gestione sanitaria e burocratica e, soprattutto, introduce ufficialmente la possibilità di ottenere il certificato di malattia in televisita. Il provvedimento, atteso da tempo dal personale scolastico e dai lavoratori pubblici, mira a snellire le procedure di giustificazione delle assenze, sebbene l’effettiva operatività del certificato di malattia in televisita richieda ancora l’adozione di specifici decreti attuativi.

La Legge 182/2025 e l’impatto sul personale scolastico

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 182 del 2 dicembre 2025, recante disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, rappresenta un passaggio determinante per il settore pubblico e privato. 

La norma, che entrerà formalmente in vigore il 18 dicembre 2025, introduce modifiche sostanziali alle interazioni tra medici di medicina generale, pazienti e amministrazione pubblica.

Il mondo della scuola osserva con particolare interesse tali dinamiche, considerando l’alto impatto che le procedure di malattia hanno sulla continuità didattica e sulla gestione delle segreterie. 

Le nuove disposizioni puntano a ridurre il carico burocratico e a facilitare l’accesso ai servizi sanitari, un aspetto essenziale per docenti e personale ATA che spesso faticano a conciliare gli orari di servizio con quelli degli ambulatori medici. 

Tuttavia, l’applicazione pratica delle norme non sarà immediata, ma subordinata a passaggi tecnici indispensabili per garantire la sicurezza e la tracciabilità delle certificazioni.

Certificato di malattia in televisita: le novità dell’articolo 58

L’articolo 58 della nuova legge introduce una delle innovazioni più rilevanti per la gestione delle assenze lavorative. 

La norma prevede, infatti, che il medico di medicina generale possa rilasciare il certificato di malattia in televisita, equiparando a tutti gli effetti la certificazione prodotta a distanza a quella redatta in presenza presso lo studio medico.

Nello specifico, si tratta di una misura che risponde all’esigenza di modernizzare il rapporto medico-paziente, sfruttando le tecnologie digitali per gestire situazioni in cui la presenza fisica non risulta strettamente necessaria per la diagnosi o per la prognosi. 

Per il personale scolastico, spesso costretto a spostamenti o ad attese prolungate per ottenere la giustificazione di assenze brevi o patologie lievi, l’opzione telematica rappresenta un’agevolazione significativa. 

La possibilità di effettuare la visita da remoto consente di ottimizzare i tempi e ridurre l’affollamento negli studi medici, a tutto vantaggio della salute pubblica e dell’efficienza del servizio.

Bisogna sottolineare che l’equiparazione legale tra visita in presenza e televisita non implica un automatismo indiscriminato. 

Il medico mantiene la piena discrezionalità professionale nel valutare se le condizioni del paziente siano compatibili con una valutazione a distanza o se, al contrario, sia indispensabile un esame clinico diretto.

I passaggi necessari per l’operatività della telemedicina

Nonostante l’entrata in vigore della legge sia fissata per il 18 dicembre, la possibilità concreta di richiedere il certificato di malattia in televisita non sarà immediatamente disponibile

La Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) ha chiarito che l’operatività della norma è rinviata alla definizione di un accordo successivo, da sancire in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Il Ministro della Salute avrà il compito di proporre criteri e modalità tecniche per l’erogazione del servizio di telecertificazione. 

Tali linee guida dovranno definire non solo gli aspetti tecnologici delle piattaforme utilizzabili, ma anche i protocolli clinici che i medici dovranno seguire per garantire la correttezza della diagnosi a distanza. 

Fino all’adozione di tali provvedimenti, le regole attuali rimangono pienamente in vigore.

Pertanto, docenti e personale ATA dovranno continuare a recarsi fisicamente dal proprio medico curante per ottenere la certificazione di malattia, affinché l’assenza sia regolarmente giustificata agli occhi dell’amministrazione scolastica e dell’INPS. 

La cautela del legislatore mira a evitare abusi e a garantire che la transizione verso il digitale avvenga senza compromettere la veridicità delle attestazioni sanitarie.

Certificato di malattia in televisita: infografica riassuntiva

Ricette per patologie croniche: validità estesa a dodici mesi

Un’altra disposizione di rilievo contenuta nell’articolo 62 della Legge 182/2025 riguarda la gestione delle terapie per i pazienti affetti da patologie croniche. 

La nuova normativa introduce la possibilità per i medici di prescrivere farmaci con una validità estesa fino a dodici mesi, in modo da eliminare la necessità per il paziente di tornare frequentemente in studio per il rinnovo delle ricette.

Tale cambiamento risulta fondamentale per molti lavoratori della scuola che, pur affetti da condizioni croniche stabili, devono assentarsi o impiegare tempo prezioso per adempimenti puramente burocratici. 

Il medico curante indicherà nella prescrizione la posologia e il fabbisogno complessivo per un anno, in modo da permettere al paziente di ritirare i farmaci in farmacia con cadenza mensile.

Anche in questo frangente, l’applicazione non è immediata. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge (quindi entro la metà di marzo 2026), il Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, dovrà emanare un decreto attuativo

Il provvedimento servirà a definire le modalità operative del nuovo sistema e ad assicurare che la misura non comporti oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.

Il nuovo ruolo del farmacista e la gestione della terapia

La riforma ridisegna anche le interazioni tra medici e farmacisti, al fine di rafforzare la collaborazione interprofessionale sul territorio. 

A regime, il farmacista avrà il compito di dispensare il farmaco frazionando la fornitura in base alla copertura terapeutica di trenta giorni.

Ogni erogazione verrà registrata e trasmessa telematicamente al medico prescrittore, il quale potrà monitorare l’aderenza del paziente alla terapia

Il medico manterrà, comunque, il controllo clinico: potrà sospendere la ripetibilità della ricetta o modificare il dosaggio in qualsiasi momento, qualora subentrino esigenze cliniche o variazioni nello stato di salute del paziente.

L’interazione telematica tra le diverse figure sanitarie garantisce un controllo costante e riduce il rischio di errori o di interruzioni non volute della terapia. 

Per il personale scolastico, la semplificazione si traduce in una minore dipendenza dagli orari di ambulatorio per la gestione ordinaria della propria salute.

Semplificazioni per dimissioni ospedaliere e Pronto Soccorso

Tra le misure previste dalla Legge Semplificazioni, spicca una norma pensata per agevolare i pazienti nelle fasi successive a un ricovero o a un accesso al Pronto Soccorso. 

L’articolo 62 stabilisce che i farmaci prescritti nella lettera di dimissione o nel verbale di pronto soccorso potranno essere ritirati direttamente, senza dover attendere la trascrizione della ricetta da parte del medico di medicina generale.

La disposizione assume un valore essenziale, in particolare durante i periodi festivi o nei fine settimana, quando la reperibilità del proprio medico curante può risultare difficoltosa. 

I pazienti dimessi potranno presentare la documentazione clinica rilasciata dalla struttura ospedaliera per ottenere immediatamente i medicinali necessari alla prosecuzione delle cure.

L’obiettivo è garantire la continuità assistenziale ed evitare che passaggi burocratici ritardino l’inizio delle terapie domiciliari. 

Per i dipendenti scolastici, tale misura riduce ulteriormente la necessità di permessi o assenze legate alla gestione di eventi sanitari acuti o post-ospedalieri.

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Sanzioni e controlli: il rigore rimane invariato

L’introduzione del certificato di malattia in televisita e delle ricette a lunga validità non comporta alcun allentamento sul fronte dei controlli e delle sanzioni

La legge ribadisce che la disciplina relativa alle false certificazioni resta invariata e si applica con la medesima severità sia alle visite in presenza che a quelle effettuate da remoto.

Il medico che dovesse certificare il falso, o il lavoratore che simulasse uno stato di malattia approfittando della modalità a distanza, incorrerebbero nelle sanzioni penali e disciplinari già previste dall’ordinamento vigente. 

La televisita, infatti, non è una semplice formalità telefonica, ma un atto medico a tutti gli effetti che richiede l’identificazione certa del paziente e una valutazione clinica fondata su dati oggettivi, seppur raccolti mediati dalla tecnologia.

Le visite fiscali disposte dall’INPS o dai datori di lavoro pubblici, incluse le scuole, continueranno a svolgersi secondo le consuete modalità e fasce di reperibilità.

La digitalizzazione serve a semplificare l’accesso, non a deregolamentare il sistema di verifica delle assenze.